L'ultimo esemplare di un Bolide, di nome e di fatto: motore W16

Bugatti chiude la produzione della Bolide con l'ultimo esemplare e avvia il ritiro del W16; la Mistral lo manterrà per 99 unità, poi arriverà un V16 aspirato con Cosworth

L'ultimo esemplare di un Bolide, di nome e di fatto: motore W16
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Giorgio Colari
Pubblicato il 30 nov 2025

Un capitolo straordinario della storia automobilistica mondiale si conclude con la consegna dell’ultimo esemplare della Bugatti Bolide presso lo stabilimento di Molsheim. Quaranta vetture prodotte, un’epoca che tramonta, una nuova che sorge all’orizzonte. Questi numeri racchiudono il significato profondo di un momento cruciale per la casa francese, dove il leggendario motore W16 8.0 litri quadriturbo, capace di erogare la straordinaria potenza di 1.850 CV, abbandona definitivamente la produzione dopo due decenni di splendore. Per vent’anni, questo propulsore ha rappresentato l’eccellenza indiscussa delle hypercar francesi, diventando sinonimo di potenza, tecnologia e lusso senza compromessi.

Chiuso un grande capitolo

Con la consegna di questa quarantesima unità, Bugatti chiude ufficialmente il capitolo del sedici cilindri, il motore che ha definito l’identità della marca. Contemporaneamente, l’azienda apre le porte a una nuova era caratterizzata da un approccio tecnico completamente differente: un V16 aspirato sviluppato in collaborazione con Cosworth, il rinomato specialista britannico noto per la sua eccellenza nella progettazione motoristica. Questa transizione rappresenta una scelta strategica importante volta a coniugare innovazione costruttiva con logiche di efficienza, senza rinunciare al carattere prestazionale che contraddistingue il marchio.

Il fortunato proprietario dell’ultimo esemplare della Bolide è un collezionista di eccezionale caratura, già custode di una leggendaria Type 35 e di una Veyron Grand Sport finale. La sua collezione si arricchisce così di una delle vetture più esclusive e desiderate del mercato automobilistico mondiale. La raffinata combinazione cromatica scelta per questa unità finale combina il Nero Blue con il Blu Speciale Lyonnais, mentre gli interni rivestiti in Alcantara Lago Blu creano un omaggio estetico coerente con le altre meraviglie della collezione. Sebbene Bugatti non abbia reso pubblico il prezzo ufficiale, le valutazioni di mercato specializzate indicano una quotazione minima di quattro milioni di euro per esemplare, cifra che aumenta significativamente considerando le personalizzazioni e le customizzazioni apportate.

Un’iniziativa particolare

Un’iniziativa particolarmente interessante proviene dall’azienda britannica Lanzante, che sta sviluppando una conversione tecnica innovativa della Bolide finalizzata all’omologazione stradale. Questo intervento rappresenterebbe un ulteriore elemento di valore per i quaranta collezionisti proprietari dei modelli prodotti, amplificando l’interesse e il potenziale residuo economico. Tuttavia, gli esperti del settore mettono in guardia rispetto ai compromessi costruttivi necessari per conseguire l’omologazione: modifiche all’assetto, interventi sui sistemi di scarico, riduzione della rumorosità e implementazione di dispositivi di sicurezza comporterebbero inevitabilmente una riduzione delle prestazioni assolute.

Comunità in fermento

Il ritiro del W16 si accompagna agli ultimi novantanove esemplari della Mistral roadster, destinata a rappresentare l’ultimo capitolo della storia del sedici cilindri presso Bugatti. La casa di Molsheim ha tuttavia pianificato strategie di preservazione del patrimonio attraverso il Programma Solitaire, un’iniziativa che offre reinterpretazioni e upgrade meccanici su telai e motori esistenti, mantenendo così la vitalità storica e il valore economico degli esemplari già consegnati.

Nelle comunità degli appassionati, le reazioni risultano profondamente contrapposte: la nostalgia per il propulsore che ha definito l’identità marca per due decenni si contrappone all’entusiasmo verso il nuovo capitolo rappresentato dal V16 Cosworth. Per Bugatti, questa trasformazione tecnologica rappresenta un’opportunità di rinascita destinata a preservare la reputazione di eccellenza artigianale che ha sempre caratterizzato la Casa di Molsheim.

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