Leapmotor, con la tecnologia REEV autonomia di 1000 km

Stellantis esplora con Leapmotor i veicoli REEV oltre 1.000 km, sfruttando piattaforme condivise per Peugeot, Citroën, Opel e possibile adozione su Fiat Grizzly

Leapmotor, con la tecnologia REEV autonomia di 1000 km
G C
Giorgio Colari
Pubblicato il 20 gen 2026

L’orizzonte della mobilità sostenibile si arricchisce di nuove prospettive grazie alla recente alleanza tra Stellantis e Leapmotor, due protagonisti di spicco nel panorama automobilistico globale. Questa collaborazione, che mira a superare il tradizionale limite dell’autonomia nei veicoli elettrici, punta a sviluppare una generazione di modelli ibridi in grado di coprire distanze superiori ai 1000 km di autonomia. Un traguardo che potrebbe rappresentare la svolta definitiva per molti automobilisti, soprattutto nei mercati asiatici dove la richiesta di veicoli a lunga percorrenza è particolarmente sentita.

La rinascita del range extender: una soluzione attuale

Il cuore di questa rivoluzione tecnologica è rappresentato dal range extender, una soluzione già testata e raffinata da Leapmotor nei suoi modelli di punta, come il C10 REEV e il B10 REEV. Questo sistema, che si basa su un motore termico di dimensioni compatte impiegato esclusivamente come generatore, consente di ricaricare la batteria in movimento, estendendo notevolmente la percorrenza senza compromettere la possibilità di viaggiare in modalità completamente elettrica. Il risultato? Un’auto ibrida evoluta, capace di garantire prestazioni brillanti e una autonomia 1000 km con una sola ricarica o un pieno di carburante.

Piattaforme condivise per una strategia globale

L’interesse di Stellantis per questa partnership non si esaurisce nell’aspetto tecnico: il vero obiettivo è accelerare il debutto di veicoli a lunga autonomia nei mercati più ricettivi, sfruttando le potenzialità delle piattaforme condivise. Questa strategia permette di abbattere i costi e ridurre i tempi di sviluppo, adattando rapidamente la tecnologia del range extender ai diversi marchi del gruppo, tra cui Peugeot, Citroën, Opel e, potenzialmente, anche Fiat. Un esempio concreto è rappresentato dal futuro Fiat Grizzly, il nuovo SUV di segmento C atteso per il 2026, che potrebbe essere il primo modello del brand italiano a beneficiare di questa innovativa soluzione ibrida.

Regolamentazione europea: tra opportunità e ostacoli

Se da un lato la strategia di Stellantis appare solida e ben strutturata, dall’altro si profilano sfide non trascurabili legate alla stringente regolamentazione europea. L’Unione Europea, infatti, continua a innalzare l’asticella degli standard ambientali, spingendo in modo deciso verso la decarbonizzazione totale e la diffusione di veicoli completamente elettrici. In questo scenario, i nuovi modelli ibridi dotati di range extender dovranno dimostrare di poter offrire vantaggi ambientali concreti e misurabili, in linea con gli obiettivi comunitari. Restano inoltre aperte questioni cruciali come la gestione della proprietà intellettuale, la provenienza internazionale dei componenti e la percezione del brand presso i consumatori europei, sempre più attenti alla sostenibilità e all’innovazione.

Innovazione tecnologica e nuove sfide

Nonostante il concetto di veicolo elettrico dotato di motore ausiliario non sia una novità assoluta, ciò che oggi fa la differenza è il livello di maturità raggiunto dalle batterie e dai sistemi di gestione elettronica. Questi progressi consentono collaborazioni internazionali più rapide ed efficienti, offrendo a gruppi come Stellantis l’opportunità di sfruttare architetture già testate per lanciare nuovi modelli in tempi ridotti e con investimenti contenuti. Tuttavia, la scelta di puntare sui REEV (Range Extended Electric Vehicle) potrebbe non convincere i sostenitori più intransigenti della transizione verso i veicoli elettrici puri (BEV), che vedono nell’ibrido un compromesso rispetto alla totale elettrificazione.

Prospettive future e bilanciamento tra esigenze di mercato e normative

La vera sfida per Stellantis e Leapmotor sarà trovare il giusto equilibrio tra vantaggi commerciali, soluzioni tecniche all’avanguardia e rispetto dei vincoli normativi europei. Solo il tempo dirà quali modelli riusciranno effettivamente a raggiungere il mercato, ma una cosa è certa: l’alleanza tra il colosso italo-francese e il partner cinese rappresenta un passo significativo verso una mobilità più efficiente, sostenibile e adatta alle esigenze di un pubblico globale sempre più esigente.

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