Lancia Thesis abbandonata torna a vivere, viaggio di 6.200 km come "camper"
Una Lancia Thesis destinata alla demolizione è tornata a vivere grazie a un appassionato estone, che l'ha restaurata e portata in viaggio per oltre 6.000 km attraverso l'Europa
Per molti è stata una delle berline più sottovalutate della produzione italiana dei primi anni Duemila. Oggi, a distanza di oltre vent’anni dal debutto, la Lancia Thesis continua invece ad attirare l’attenzione degli appassionati, complice un design che con il passare del tempo è stato progressivamente rivalutato.
A riportare sotto i riflettori l’ammiraglia della casa torinese è la storia di un appassionato estone che ha deciso di salvare un esemplare destinato alla demolizione, trasformandolo in una vettura perfettamente funzionante e utilizzandolo per un lungo viaggio attraverso l’Europa.
Da auto destinata ai ricambi a protagonista di un restauro
La vicenda nasce in Estonia, dove Allar, creatore del profilo Instagram Satsmotors, aveva notato per mesi una Lancia Thesis abbandonata lungo una strada. Dopo circa un anno di osservazione, ha scoperto che l’auto era stata messa in vendita esclusivamente come donatrice di ricambi. Invece di smontarla, ha deciso di acquistarla e riportarla in vita affrontando un lavoro di restauro complesso.
L’esemplare era infatti non marciante e presentava numerosi problemi meccanici ed elettronici. Tra gli interventi più impegnativi ci sono stati il ripristino delle centraline, responsabili di diversi malfunzionamenti, e la sostituzione del propulsore con un 2.4 JTD turbodiesel 20 valvole, uno dei motori più apprezzati della gamma Thesis.
Non sono mancati nemmeno problemi legati ai ricambi. Alcuni componenti della leva del cambio erano ormai introvabili e sono stati realizzati ex novo attraverso la stampa 3D, dimostrando come le nuove tecnologie possano diventare preziose anche nel recupero delle auto più datate.
Una Thesis trasformata in auto da viaggio
Una volta completato il restauro meccanico, il progetto ha preso una direzione insolita. L’appassionato ha installato sul tetto una tenda da campeggio con scaletta, trasformando la berlina italiana in un’originale vettura dedicata ai viaggi su strada.
La scelta può sembrare curiosa per un’ammiraglia pensata per il massimo comfort, ma dimostra come anche un modello ormai raro possa trovare una seconda vita lontano dai raduni e dalle collezioni statiche. Dal punto di vista estetico, l’unica modifica che potrebbe dividere gli appassionati riguarda i cerchi in lega da 19 pollici, provenienti da una Jaguar XF e adattati alla Thesis attraverso specifiche modifiche alla bulloneria.
Oltre 6.200 chilometri in 15 giorni
Per verificare l’affidabilità del lavoro svolto, Allar ha deciso di mettere subito alla prova la vettura con un lungo viaggio europeo. Partendo dall’Estonia, la Lancia Thesis ha attraversato dieci Paesi in appena quindici giorni, percorrendo 6.224 chilometri tra autostrade, passi alpini e strade extraurbane.
Secondo quanto raccontato dallo stesso proprietario sui social, il viaggio si è concluso senza particolari inconvenienti. L’unico problema riscontrato è stato un temporaneo taglio della sovralimentazione quando il motore 2.4 JTD raggiunge temperature particolarmente elevate.
Per il resto, la berlina ha completato il percorso consumando circa 570 litri di gasolio e appena un litro e mezzo di olio motore, confermando una buona affidabilità nonostante l’età del progetto.
Un modello oggi sempre più rivalutato
Quando debuttò nel 2002, la Lancia Thesis divise pubblico e critica per il suo design elegante e ricco di richiami classici, una scelta controcorrente rispetto alle concorrenti tedesche dell’epoca.
Con il passare degli anni, però, proprio quelle linee così particolari hanno iniziato a essere apprezzate da un numero crescente di collezionisti e appassionati. La storia di questo esemplare dimostra come, con competenza, pazienza e tanta passione, anche un’auto destinata alla demolizione possa tornare a vivere. E soprattutto continuare a fare ciò per cui era stata progettata: macinare chilometri.