Lancia, il CEO ammette: «Non abbiamo più auto da offrire ai lancisti»

Lancia ripensa il proprio futuro: il CEO Arnaud Belloni parla degli eredi della Delta, della nuova Gamma e del possibile ritorno alle city car

Lancia, il CEO ammette: «Non abbiamo più auto da offrire ai lancisti»
G D
Giulia Darante
Pubblicato il 13 ott 2026

La Lancia Delta continua a far battere il cuore degli appassionati, ma potrebbe non essere il modello sul quale costruire il futuro del marchio. A suggerirlo è Arnaud Belloni, nuovo amministratore delegato di Lancia, Fiat e Abarth, che dal Salone dell’Auto di Parigi 2026 ha delineato una strategia destinata a far discutere. Il rilancio della casa torinese potrebbe infatti passare non attraverso una sportiva capace di raccogliere l’eredità delle grandi icone del passato, bensì attraverso il ritorno a un segmento nel quale Lancia ha costruito una parte importante della propria fortuna: quello delle piccole auto cittadine.

La Delta resta un mito, ma i suoi estimatori guidano altre auto

Belloni, recentemente rientrato in Stellantis dopo oltre dieci anni trascorsi in Renault, ha affrontato uno dei temi più delicati per il futuro del marchio: il rapporto tra la sua storia e le esigenze commerciali attuali.

Nell’immaginario degli appassionati, Lancia significa ancora Delta Integrale, Stratos e 037, automobili che hanno scritto pagine memorabili del motorsport e contribuito a costruire una reputazione internazionale. Tuttavia, secondo il manager, chi continua ad amare questi modelli oggi possiede probabilmente una vettura di un altro costruttore, magari Audi, Mercedes oppure Tesla.

Una considerazione che evidenzia la distanza tra il prestigio storico del marchio e la sua offerta attuale. Belloni ritiene che proporre semplicemente una nuova Delta non sarebbe sufficiente per riconquistare quella clientela. Il problema non riguarda soltanto il nome da riportare sulla carrozzeria, ma la capacità di realizzare un prodotto coerente con aspettative profondamente cambiate.

Per questo, un’eventuale erede della Delta richiederebbe una riflessione approfondita. Nessun progetto concreto è stato annunciato in questa occasione, né sono state indicate date per un possibile ritorno.

Il futuro potrebbe ripartire da Y10 e Ypsilon

Esiste però un’altra tradizione Lancia, meno legata alle competizioni e molto più vicina alla mobilità quotidiana. È quella rappresentata dalla Autobianchi Y10 e dalle successive generazioni della Ypsilon, automobili che hanno conquistato una clientela attenta allo stile, alla praticità e a una certa eleganza urbana.

Belloni ha individuato proprio in questo pubblico una possibile direzione strategica. Nella sua descrizione emergono consumatrici benestanti, istruite e residenti in grandi città europee come Milano, Parigi e Londra. Un riferimento che suggerisce la volontà di recuperare il posizionamento distintivo delle piccole Lancia del passato.

Da qui prende forma l’ipotesi di un ritorno nel segmento A, oggi non presidiato dal marchio. Una futura city car potrebbe inserirsi nella fascia di mercato occupata da modelli come Fiat Panda e 500, sfruttando le opportunità industriali offerte dall’appartenenza allo stesso gruppo.

Si tratta comunque di una possibilità, non di un annuncio ufficiale. Belloni non ha confermato né una nuova utilitaria né eventuali piattaforme condivise con Fiat.

Ypsilon e Gamma decisive per il rilancio

Nel frattempo, Lancia deve concentrarsi sui prodotti già definiti. La nuova Ypsilon rappresenta il primo tassello della rinascita commerciale, anche se i risultati di vendita finora non hanno soddisfatto pienamente le aspettative. Il prossimo passaggio sarà l’arrivo della Gamma, per la quale si avvicina l’apertura degli ordini.

La riorganizzazione voluta da Stellantis prevede inoltre un maggiore coordinamento industriale con Fiat, senza però cancellare le differenze tra i due marchi. Belloni ha assicurato che le rispettive identità resteranno distinte, mentre la rete commerciale Lancia dovrebbe rafforzarsi soprattutto fuori dall’Italia.

La sfida sarà quindi trovare un equilibrio tra tradizione, riconoscibilità e sostenibilità economica. Per il momento, la strada indicata dal nuovo CEO sembra privilegiare una Lancia capace di tornare protagonista nelle città europee, piuttosto che inseguire immediatamente il mito delle proprie sportive. Una scelta che potrebbe riportare il marchio verso le sue radici più popolari, pur lasciando aperta la questione delle grandi icone.

Ti potrebbe interessare: