Cambia auto e riceve 165 multe per la ZTL: 10.800 euro di sanzioni per due cifre invertite
A Bologna una donna con contrassegno disabili riceve 165 multe per 10.800 euro dopo un errore nella registrazione della targa. Il giudice annulla tutto
Bastano due cifre invertite per trasformare un normale cambio di automobile in un incubo burocratico da 10.800 euro. È quanto accaduto a una donna titolare di un regolare contrassegno per persone con disabilità, che si è vista recapitare ben 165 multe per presunti accessi irregolari nelle zone a traffico limitato. Una vicenda approdata davanti al giudice di pace di Bologna, dove sono stati necessari tre distinti ricorsi per ottenere l’annullamento delle sanzioni.
All’origine del problema non c’era alcuna violazione deliberata delle regole, ma un errore nella registrazione della nuova targa. Una svista apparentemente banale che, attraverso il sistema automatico di controllo degli accessi, ha prodotto una lunga serie di verbali.
Due numeri scambiati e ogni ingresso diventa una multa
La protagonista della vicenda era da anni in possesso di un contrassegno disabili, documento che consente, alle condizioni previste dalla normativa e dai regolamenti locali, di accedere anche alle zone normalmente soggette a limitazioni della circolazione.
La situazione è cambiata quando la donna ha sostituito la propria automobile. Per continuare a utilizzare le agevolazioni previste, era necessario associare la targa del nuovo veicolo all’autorizzazione già posseduta. Proprio durante questa operazione si sarebbe verificato l’errore decisivo: due cifre della targa sarebbero state invertite nella compilazione dei dati. Il sistema di controllo elettronico, non riconoscendo il veicolo come autorizzato, avrebbe quindi registrato ogni passaggio attraverso i varchi ZTL come un accesso irregolare.
Le contestazioni si sono accumulate in un periodo relativamente breve, compreso tra novembre 2024 e febbraio 2025. Nell’arco di circa quattro mesi sono stati emessi 165 verbali, per un importo complessivo vicino agli 11.000 euro. Un caso che dimostra quanto un dato amministrativo errato possa avere conseguenze sproporzionate quando viene utilizzato ripetutamente da un sistema automatizzato.
Tre ricorsi davanti al giudice di pace
Di fronte alla quantità di sanzioni ricevute, la donna ha deciso di rivolgersi a un avvocato per contestare i verbali. La difesa ha presentato tre distinti ricorsi davanti al giudice di pace di Bologna, facendo valere la presenza dell’autorizzazione e l’errore commesso nell’associazione della targa al contrassegno.
Tutti e tre i procedimenti si sono conclusi favorevolmente per l’automobilista, con il conseguente annullamento delle 165 multe. L’esito ha evitato alla donna di dover sostenere una spesa considerevole per accessi che, secondo quanto riconosciuto nei procedimenti, non avrebbero dovuto essere sanzionati.
Resta tuttavia il peso di una controversia durata ben oltre il momento in cui si è verificata la semplice svista iniziale, con la necessità di ricorrere all’assistenza legale per risolvere una situazione che riguardava un’autorizzazione già esistente.
ZTL e contrassegno disabili: attenzione alla targa
La vicenda richiama l’attenzione su un aspetto spesso sottovalutato del funzionamento delle zone a traffico limitato. Il possesso del contrassegno non garantisce automaticamente che ogni sistema elettronico riconosca il veicolo utilizzato.
Le modalità di comunicazione delle targhe possono variare da Comune a Comune e, quando previsto, è necessario verificare che i dati siano stati acquisiti correttamente. Un controllo particolarmente importante in occasione della sostituzione dell’automobile, dell’utilizzo di un veicolo diverso o dell’aggiornamento delle autorizzazioni.
Nel caso bolognese, il giudice ha cancellato tutte le sanzioni contestate. La vicenda mette però in evidenza un problema più generale: quando un errore amministrativo viene riprodotto automaticamente per mesi, anche una piccola inesattezza può trasformarsi in una controversia dalle conseguenze economiche rilevanti.