Lancia Delta Integrale, il ritorno è da sogno: tre porte e V6 Alfa Romeo da oltre 500 CV
Lancia Delta Integrale rivive nel progetto virtuale di Luigi Lumia: tre porte, motore V6 biturbo Alfa Romeo e oltre 500 CV. Ma non è un modello ufficiale
La Lancia Delta Integrale continua a esercitare un fascino difficile da eguagliare, anche a distanza di decenni dalla sua uscita di scena. Stavolta a immaginarne il ritorno è Luigi Lumia, designer indipendente che ha reinterpretato la leggendaria sportiva italiana attraverso un progetto digitale particolarmente ambizioso. Il risultato è una vettura a tre porte, bassa e muscolosa, con un’ipotetica motorizzazione V6 Alfa Romeo da oltre 500 CV.
Non si tratta di un’anticipazione ufficiale né di un modello in sviluppo presso Stellantis. È un concept virtuale, nato da bozzetti realizzati a mano e successivamente trasformati in immagini mediante l’intelligenza artificiale. Anche la presentazione al Salone dell’Auto di Parigi, ricreata nelle immagini, è completamente immaginaria.
Una Lancia Delta Integrale moderna, ma fedele alle origini
Il progetto di Lumia recupera alcuni degli elementi più riconoscibili della Delta sportiva, reinterpretandoli attraverso proporzioni contemporanee. La carrozzeria bianca presenta passaruota pronunciati, superfici scolpite e una configurazione a tre porte, scelta che accentua il carattere dinamico dell’automobile.
Le dimensioni ipotizzate sono di 4,40 metri in lunghezza, 1,95 metri in larghezza e meno di 1,40 metri in altezza. Numeri che descrivono una vettura sensibilmente più larga e imponente rispetto alla Delta storica, pur conservandone l’impostazione compatta e aggressiva.
Il frontale propone gruppi ottici estremamente sottili e una firma luminosa ispirata al tradizionale calice Lancia. Lateralmente spiccano i grandi cerchi, le maniglie integrate nella carrozzeria e gli specchietti dal profilo affilato.
Al posteriore trovano spazio uno spoiler di generose dimensioni, una barra luminosa orizzontale e un diffusore scuro che incorpora due terminali di scarico. Il logo Lancia sul montante posteriore completa il richiamo all’identità del marchio.
Motore V6 Alfa Romeo e trazione integrale ibrida da oltre 500 CV
La parte più sorprendente riguarda la meccanica immaginata dal designer. Sotto il cofano della sua Delta troverebbe posto un V6 biturbo da 2,9 litri di derivazione Alfa Romeo, abbinato a un sistema elettrico plug-in sull’asse posteriore.
L’architettura consentirebbe di ottenere una trazione integrale elettrificata e una potenza complessiva superiore a 500 CV. Una configurazione puramente ipotetica, pensata per reinterpretare in chiave moderna la tradizione prestazionale della Delta Integrale.
Anche l’abitacolo cerca un equilibrio tra passato e presente. La strumentazione digitale conserva una forma squadrata, mentre il display centrale convive con bocchette di aerazione sovrapposte, comandi fisici e doppi vani portaoggetti.
Non mancano sedili sportivi avvolgenti, cuciture rosse, un volante dedicato e dettagli volutamente tradizionali, come la leva del cambio e il freno a mano meccanico. Soluzioni che privilegiano il coinvolgimento del guidatore rispetto a un ambiente dominato esclusivamente dagli schermi.
La vera Lancia Delta tornerà? Il progetto resta incerto
Il richiamo alla Delta non è casuale. Disegnata da Giorgetto Giugiaro, la prima generazione debuttò nel 1979 e conquistò il titolo di Auto dell’Anno 1980. La sua fama divenne mondiale soprattutto grazie alle versioni da competizione.
Tra il 1987 e il 1992, la famiglia Delta contribuì alla conquista di sei titoli costruttori consecutivi nel Mondiale Rally, un primato che ha reso il modello uno dei simboli più celebrati dell’automobilismo italiano. Quanto a una possibile erede di serie, la situazione rimane incerta. In passato Lancia aveva indicato il 2028 come possibile orizzonte per una nuova Delta elettrica, ma quella scadenza non è più considerata vincolante.
Le priorità industriali del marchio si concentrano attualmente sulla Ypsilon e sulla Gamma, mentre il ritorno della Delta non risulta confermato nei programmi immediati. Il progetto di Luigi Lumia rimane quindi un esercizio creativo indipendente, capace però di mostrare quanto sia ancora forte il legame tra il nome Delta e l’immaginario delle sportive italiane.