Lancia Beta Montecarlo, il ritorno che fa sognare: ecco come potrebbe rinascere la coupé italiana

Un designer immagina l'erede moderna della storica sportiva firmata Pininfarina: linee futuristiche, motore centrale, anima racing e una livrea Martini Racing che richiama i successi nei campionati endurance. Un sogno digitale che riaccende la passione per una delle Lancia più amate.

Lancia Beta Montecarlo, il ritorno che fa sognare: ecco come potrebbe rinascere la coupé italiana
F C
Fabrizio Caratani
Pubblicato il 28 lug 2026

E se Lancia riportasse in vita la Beta Montecarlo? È questa la domanda alla quale ha provato a rispondere il designer Andrea Piazza, autore di un affascinante progetto digitale che immagina una moderna reinterpretazione della coupé italiana nata nel 1975 dalla matita di Pininfarina.

Naturalmente non si tratta di un modello ufficiale né di un progetto confermato dalla Casa torinese, ma di un esercizio di stile capace di riportare l’attenzione su una delle vetture più rappresentative della storia Lancia, soprattutto per il suo legame con il mondo delle competizioni.

La reinterpretazione proposta dal designer si ispira infatti alla versione più iconica della Beta Montecarlo: quella con livrea Martini Racing, protagonista delle piste negli anni Ottanta e capace di conquistare importanti risultati nel mondiale Sport Prototipi.

Un design tra passato e futuro

La moderna Beta Montecarlo immaginata da Piazza mantiene alcuni elementi fondamentali della vettura originale, reinterpretandoli secondo un linguaggio contemporaneo. Le proporzioni sono quelle di una vera sportiva a motore centrale-posteriore, con un abitacolo arretrato, un cofano anteriore compatto e una carrozzeria dalle forme muscolose.

Il frontale si caratterizza per un’impostazione aggressiva, con una reinterpretazione dello storico scudetto Lancia trasformato in un elemento luminoso a LED dalla forma verticale. Le prese d’aria maggiorate, lo splitter in fibra di carbonio e le superfici tese sottolineano una vocazione chiaramente orientata alle prestazioni.

Uno degli elementi più distintivi è rappresentato dalle grandi prese d’aria laterali posizionate dietro le portiere, una soluzione tecnica necessaria per una vettura con motore centrale e un chiaro richiamo alle sportive più estreme del passato.

La coda richiama invece il mondo delle competizioni: il tetto discendente termina in un grande alettone fisso, mentre i gruppi ottici posteriori circolari rappresentano un omaggio alle icone Lancia come Stratos e 037, reinterpretate in chiave moderna.

Il legame con la tradizione racing

La scelta della livrea Martini Racing non è casuale. La Beta Montecarlo è infatti legata a una delle pagine più importanti della storia sportiva Lancia. La versione da competizione Gruppo 5 conquistò due Campionati Mondiali Marche Endurance nel 1980 e nel 1981, diventando una delle protagoniste dell’epoca d’oro delle corse turismo e prototipi.

Un patrimonio storico che ancora oggi rappresenta un elemento fondamentale dell’identità del marchio e che potrebbe diventare una fonte d’ispirazione per un eventuale modello halo capace di rilanciare ulteriormente l’immagine sportiva di Lancia.

Una possibile supercar “made in Stellantis”?

Sebbene il progetto resti solamente un esercizio creativo, l’idea di una nuova Lancia sportiva non sarebbe del tutto impossibile. Il gruppo Stellantis dispone infatti di piattaforme e tecnologie che potrebbero permettere la realizzazione di una coupé esclusiva a tiratura limitata.

Una strada simile a quella seguita con l’Alfa Romeo 33 Stradale potrebbe rappresentare una possibile interpretazione: una vettura costruita in pochi esemplari, altamente personalizzabile e destinata a diventare un oggetto da collezione.

La base tecnica potrebbe teoricamente essere individuata nella Maserati MCPura, dotata del motore V6 Nettuno da 630 CV, una piattaforma capace di offrire prestazioni da supercar e coerente con un progetto Lancia ai vertici della gamma.

Un sogno che riaccende la passione

Per ora la nuova Lancia Beta Montecarlo resta soltanto un sogno digitale, ma dimostra quanto sia ancora forte il fascino delle sportive italiane del passato. In un mercato dominato da SUV ed elettrificazione, il ritorno di una coupé compatta, elegante e con una forte identità racing rappresenterebbe un messaggio importante per gli appassionati.

La rinascita di un nome storico come Beta Montecarlo avrebbe quindi un valore che va oltre il semplice prodotto: sarebbe il recupero di un pezzo di cultura automobilistica italiana, reinterpretato per una nuova generazione.

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