Lamborghini Huracán STO: 5 cose che non sai sulla supercar del toro

Scopriamo insieme alcuni segreti della Lamborghini Huracán STO, per soddisfare al meglio le curiosità su questa supercar.

La Lamborghini Huracán STO, le cui ultime tre lettere sono l’acronimo di Super Trofeo Omologata, è la più recente supercar della casa di Sant’Agata Bolognese. Questa creatura sportiva del “toro”, omologata per l’uso su strada, attinge a piene mani dall’esperienza in pista maturata con le Huracán Super Trofeo EVO sviluppate appositamente per il noto campionato monomarca, ma si avvale anche del know-how maturato con la Huracán GT3 EVO, che ha vinto a più riprese la 24 Ore di Daytona e la 12 Ore di Sebring.

Del modello, spinto da un motore V10 aspirato da 640 cavalli, ci siamo già occupati, evidenziando le sue doti, annunciate dal passaggio da 0 a 100 km/h in 3 secondi netti e dall’accelerazione da 0 a 200 km/h in 9 secondi tondi. Qui non vogliamo ripetere quanto già detto sui segreti di questa supercar, ma puntiamo a svelarvi cinque curiosità sconosciute della Lamborghini Huracán STO. Eccole.

1. Cofango, soluzione progettuale Lamborghini

Il cofango, come si evince dal nome coniato da Automobili Lamborghini, è il frutto della fusione di cofano e parafango, integrati in un unico elemento insieme al paraurti anteriore: una soluzione progettuale, firmata dagli ingegneri della casa del “toro”, che trae ispirazione da quanto fatto sulla mitica Lamborghini Miura e sulla più recente Sesto Elemento. Sulla STO, il cofango è stato plasmato interamente in fibra di carbonio, ingrediente col quale gli uomini Lamborghini hanno grande sintonia. Da segnalare la presenza, sulla STO, di una chiave per aprirlo sviluppata internamente dal team R&D e stampata con l’innovativa tecnica 3D.

2. Pit stop dinamico in soli 3 secondi

Sulla Lamborghini Huracán STO è possibile giovarsi di tre modalità di guida: STO, Trofeo e Pioggia. Bastano meno di 3 secondi per cambiare il set up dell’auto adattandolo ai contesti reali, per massimizzare le prestazioni del mezzo, come se un team di meccanici fosse a disposizione ai box, per fare le regolazioni e gli adattamenti del caso, in un tempo fuori dalla portata umana.

3. Tre giri del mondo al simulatore per i test

Per lo sviluppo di questa speciale supercar, i tecnici del polo Ricerca e Sviluppo di Automobili Lamborghini hanno anticipato l’avvio dei test su strada con un attento lavoro al simulatore, che ha consentito loro di percorrere idealmente una distanza pari a tre volte il giro del mondo. Questo ha accelerato la messa a punto, ottimizzando (grazie alla tecnologia avanzatissima del simulatore) il tempo sul controllo qualità e i tempi di consegna, oltre che il lavoro sulle emissioni.

4. 2.750 componenti per fare una STO

Davvero tanti gli elementi che danno vita alla più recente vettura della casa di Sant’Agata Bolognese. Una cifra vale più di mille parole: per assemblare una Lamborghini Huracán STO in scala reale occorre mettere insieme oltre 2.750 componenti. Non ci vuole molto a capire quanto paziente sia il lavoro degli uomini del “toro”, anche in relazione alla qualità attesa.

5. Telemetria connessa grazie a 25.000 righe di codice

Un codice complesso e lunghissimo per sviluppare l’App Lamborghini Unica, che diventa per i clienti della Lamborghini Huracán STO una sorta di ingegnere di pista, sempre a disposizione, al cui servizio c’è un avanzato sistema di telemetria connessa, che analizza i dati per fornirli nella maniera più chiara al fruitore finale, cioè al cliente/conduttore.

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