La regione nella quale benzina e diesel costano meno in Italia
Dal 15 gennaio 2026 il Friuli Venezia Giulia introduce sconti regionali sui carburanti, sommandoli al taglio delle accise. Misura per fermare il turismo del carburante e sostenere i residenti
A partire dal 15 gennaio 2026, la Friuli Venezia Giulia si prepara a rivoluzionare il panorama dei prezzi carburanti in Italia con un sistema innovativo di sconti regionali e un incisivo taglio delle accise. L’obiettivo dichiarato è duplice: offrire ai cittadini la possibilità di fare rifornimento a condizioni tra le più vantaggiose del Paese e contrastare in modo strutturale il fenomeno del turismo del carburante verso la vicina Slovenia, fenomeno che negli ultimi anni ha sottratto importanti risorse all’economia locale.
Una doppia leva
Il cuore della strategia regionale si fonda su una doppia leva: da un lato, il taglio delle accise a livello nazionale di 25 centesimi al litro, dall’altro, un articolato sistema di sconti regionali che varia in funzione della distanza dal confine sloveno. Questa combinazione mira a restituire competitività al sistema distributivo locale, generando effetti positivi sia sul traffico transfrontaliero sia sull’indotto commerciale del territorio.
Nel dettaglio, il piano suddivide la regione in tre fasce geografiche distinte. Nell’Area 0, ovvero la zona più prossima alla frontiera, gli automobilisti potranno beneficiare di uno sconto massimo: 34 centesimi al litro sulla benzina e 25 centesimi sul gasolio. Spostandosi verso l’entroterra, in Area 1, le riduzioni scendono rispettivamente a 24 e 15 centesimi, mentre nel resto della regione (Area 2) il vantaggio si attesta a 17 centesimi per la benzina e 11 per il gasolio. Una novità particolarmente interessante riguarda i veicoli ibridi: a tutti i possessori viene riconosciuto un bonus aggiuntivo di 5 centesimi al litro, portando così il risparmio massimo fino a 39 centesimi in Area 0.
Perché in Friuli costa meno
Secondo quanto dichiarato dall’assessore regionale alla Difesa dell’ambiente, Fabio Scoccimarro, questa politica ha già prodotto un effetto dirompente sul differenziale di prezzo rispetto ai distributori sloveni, soprattutto in seguito ai recenti aumenti registrati oltre confine. Un pieno da 50 litri consente ora di risparmiare oltre 15 euro, un beneficio tangibile per i bilanci delle famiglie e un incentivo concreto a rifornirsi in Friuli Venezia Giulia.
L’intervento normativo, introdotto tramite la modifica della Legge Regionale 14/2010 con il DDI n.65, si distingue per una visione che va oltre la mera convenienza economica. Tra gli obiettivi principali figurano la riduzione del traffico transfrontaliero, il contenimento delle emissioni inquinanti e il rafforzamento della filiera commerciale regionale. In questo modo, la regione punta a promuovere un modello di sviluppo sostenibile, capace di generare benefici diffusi per l’intero tessuto socio-economico.
Monitorare i prezzi
A complicare ulteriormente il quadro contribuisce la dinamica internazionale: la Slovenia aggiorna i prezzi dei carburanti su base settimanale, mentre l’Italia opera con una frequenza quotidiana. Questa differenza apre la porta a possibili fenomeni di arbitraggio, anche se la portata degli incentivi introdotti in Friuli Venezia Giulia sembra destinata a ridurre significativamente il vantaggio competitivo dei distributori oltreconfine.
Nel prossimo futuro, sarà fondamentale monitorare con attenzione l’andamento dei prezzi, analizzare i volumi di vendita e valutare l’eventuale necessità di correttivi politici. Solo così sarà possibile verificare il raggiungimento dei tre obiettivi cardine dell’intervento: garantire equità tra territori, promuovere la tutela ambientale e sostenere in modo concreto l’economia regionale. La sfida, insomma, è appena iniziata e la Friuli Venezia Giulia si candida a diventare un laboratorio nazionale di innovazione nella gestione dei prezzi carburanti e delle politiche di sconti regionali.