La Ferrari Dino 246 GTS in Signal Orange stabilisce un nuovo record

All'asta di Amelia Island 2026 una rara Ferrari Dino 246 GTS in Signal Orange supera le stime e raggiunge 1.325.000$, grazie a provenienza, restauro e unicità estetica

La Ferrari Dino 246 GTS in Signal Orange stabilisce un nuovo record
F C
Fabrizio Caratani
Pubblicato il 23 mar 2026

Nel panorama delle aste automobilistiche internazionali, alcuni eventi sanno ancora sorprendere per unicità e valore delle vetture proposte. L’ultima edizione di Amelia Island ha scritto una pagina memorabile grazie alla vendita di una Ferrari Dino 246 GTS che ha polverizzato ogni previsione, toccando la cifra record di 1.325.000 dollari. Una somma che, oltre a riflettere l’interesse crescente per i modelli d’epoca di Maranello, conferma come la rarità cromatica, la storia documentata e le personalizzazioni autentiche siano fattori decisivi nel decretare il successo di un’auto da collezione.

Un oggetto del desiderio

Ciò che rende questa Ferrari Dino 246 GTS un vero oggetto del desiderio per i collezionisti non è solo la sua meccanica raffinata, ma soprattutto la combinazione di dettagli unici che la distinguono da qualsiasi altro esemplare. Prima di tutto, la vettura in questione è l’unica mai prodotta nella vibrante tonalità Signal Orange, una colorazione solitamente associata alla produzione Porsche, scelta che già di per sé costituisce una rarità assoluta nel mondo Ferrari. Questo elemento cromatico, inedito per la casa del Cavallino Rampante, ha contribuito in modo decisivo a far lievitare il valore della vettura durante l’asta organizzata da Gooding & Christie’s.

Dietro questa scelta estetica si cela una figura di rilievo nel panorama dell’architettura californiana degli anni Settanta: Craig Ellwood. Fu proprio lui a commissionare questa Ferrari Dino 246 GTS, arricchendola con una serie di personalizzazioni che ne aumentano ulteriormente il fascino e il valore storico. Tra queste spiccano le coperture dei fari in Perspex, lo specchietto montato sul parafango, i cerchi con centro verniciato di nero e il paraurti posteriore a tutta larghezza. Questi dettagli non solo raccontano il gusto raffinato del primo proprietario, ma contribuiscono a rendere questa Dino un esemplare unico nel suo genere.

Un elemento di esclusività

Un ulteriore elemento di esclusività è rappresentato dall’appartenenza alla serie Chairs and Flares, una delle configurazioni più ambite dagli intenditori. Questa denominazione identifica le Dino dotate di sedili stile Daytona, passaruota allargati e cerchi Campagnolo, caratteristiche riservate a meno di 150 vetture prodotte. La combinazione di questi elementi rende la vettura protagonista di una narrazione fatta di artigianalità, design e ricerca della perfezione tecnica.

Il percorso di proprietà della Ferrari Dino 246 GTS telaio 08062 è un viaggio attraverso decenni e collezionisti di rilievo. Dopo Craig Ellwood, l’auto è passata tra le mani di specialisti come la Symbolic Motor Car Company e il noto esperto Ferrari Elliot Grossman, per poi essere acquisita dal collezionista newyorkese Antonio Curreri. Quest’ultimo ha custodito la vettura per oltre 25 anni, mantenendola in condizioni impeccabili e sottoponendola a un restauro meccanico completo e fedele alle specifiche originali. Una documentazione accurata accompagna ogni passaggio di proprietà, rafforzando la credibilità e il valore dell’auto sul mercato internazionale.

Il risultato non sorprende

Dal punto di vista tecnico, la Ferrari Dino 246 GTS rimane un autentico capolavoro degli anni Settanta. Sotto il cofano pulsa un motore V6 da 2.4 litri, capace di erogare circa 195 cavalli, con prestazioni che ancora oggi stupiscono: accelerazione da 0 a 100 km/h in soli 7,2 secondi e una velocità massima superiore ai 235 km/h. Ma è soprattutto la carrozzeria firmata Pininfarina a incantare: proporzioni armoniose, eleganza senza tempo e una linea che resta uno dei simboli più raffinati del design automobilistico italiano.

Il risultato raggiunto a Amelia Island rappresenta anche uno specchio delle attuali dinamiche di mercato. Gli analisti sottolineano come la volatilità sia una costante, ma casi come questo dimostrano che la ricerca della rarità e della documentazione impeccabile può generare autentici picchi di valore. Alcuni esperti mettono in evidenza l’importanza di un restauro fedele e di una provenienza chiara, mentre altri vedono in queste cifre record una manifestazione della crescente passione per le auto uniche, destinate a rimanere nell’immaginario collettivo.

Non sorprende quindi che il nuovo proprietario – la cui identità rimane avvolta nel mistero – sia stato invitato come ospite speciale all’ArtCenter Design Invitational 2026 a Pasadena, un riconoscimento che sancisce il legame sempre più stretto tra collezionismo automobilistico e mondo del design. Questa Ferrari Dino 246 GTS nella sua esclusiva livrea Signal Orange continua così a scrivere la sua storia, confermandosi non solo come oggetto di desiderio, ma anche come opera d’arte su quattro ruote.

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