Citroën Saxo VTS, trent’anni dopo resta il vero mito delle piccole sportive

La Citroën Saxo VTS compie 30 anni: 120 CV, meno di una tonnellata e un telaio leggendario che l’ha resa una delle hot hatch più amate

Citroën Saxo VTS, trent’anni dopo resta il vero mito delle piccole sportive
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Renato Terlisi
Pubblicato il 30 apr 2026

 

Ci sono auto che diventano veloci. E poi ci sono auto che diventano leggenda. La Citroën Saxo VTS appartiene alla seconda categoria. A trent’anni dal suo debutto, la piccola sportiva francese continua a essere ricordata come una delle compatte più divertenti mai costruite.

Non era potente come le sportive moderne, non aveva elettronica sofisticata e nemmeno interni lussuosi. Ma aveva qualcosa che oggi sembra quasi scomparso: leggerezza, semplicità e un telaio capace di trasformare ogni curva in divertimento puro.

Dalla AX alla Saxo: Citroën sapeva ancora fare vere sportive

Per capire la Saxo VTS bisogna partire dalla Citroën AX, la piccola bomba anni Ottanta che aveva già dimostrato come bastassero pochi cavalli e tanto lavoro sul peso per creare qualcosa di speciale.

Quando la Saxo arrivò nel 1996, Citroën raccolse quell’eredità con intelligenza. Prima arrivò la VTR da 90 CV, poi la vera protagonista: la Saxo VTS 1.6 16V da 120 CV.

Dietro le sue linee compatte si nascondeva anche la mano di due designer importanti. Le forme della Saxo erano firmate da Donato Coco, mentre il kit sportivo della VTS fu sviluppato da un giovane Gilles Vidal, destinato anni dopo a diventare uno dei designer più influenti dell’automotive europeo.

120 CV e appena 935 kg: la ricetta perfetta

Oggi 120 cavalli sembrano pochi. Negli anni Novanta, su un’auto da appena 935 kg, erano sufficienti per creare un piccolo missile.

Il motore 1.6 16V TU5J4 saliva fino a 7.300 giri/min e regalava una risposta rabbiosa agli alti regimi. Ma la vera magia era il telaio.

La Saxo VTS aveva un avantreno precisissimo e soprattutto un retrotreno vivace, quasi nervoso, che trasformava ogni strada tortuosa in un parco giochi. Era una macchina che chiedeva attenzione, ma che ripagava il guidatore con sensazioni autentiche. E proprio questa sua natura un po’ “grezza” l’ha resa immortale tra gli appassionati.

Una sportiva senza bisogno di esagerare

La cosa straordinaria della Saxo VTS era la discrezione. Niente appendici aerodinamiche esagerate o linee aggressive da videogame. Cerchi dedicati, scarico cromato, badge 16V e poco altro. La VTS non aveva bisogno di urlare le proprie prestazioni.

Nel 1999 arrivò un restyling con fari più moderni e frontale aggiornato, ma senza snaturare il progetto originale. Rimase sempre una piccola sportiva compatta, leggera e tremendamente efficace.

Nei rally è diventata una scuola per piloti

La Saxo VTS non brillò solo su strada. Nei rally e nelle competizioni minori diventò rapidamente una protagonista assoluta. Citroën costruì attorno alla Saxo interi campionati monomarca, rendendola una porta d’ingresso accessibile al motorsport. E non era solo marketing: il telaio funzionava davvero.

Da questa piccola francese sono passati piloti destinati a grandi carriere, fino ad arrivare a Sébastien Loeb, che nel 2001 conquistò il titolo Junior WRC con una Saxo Super 1600.

Oggi è una youngtimer sempre più ricercata

Per anni è stata vista come una semplice utilitaria sportiva usata. Oggi la situazione è cambiata radicalmente.

Le Saxo VTS originali e ben conservate stanno diventando rare, mentre gli appassionati continuano a cercarle con sempre maggiore interesse. Non solo per nostalgia, ma perché rappresentano qualcosa che molte sportive moderne hanno perso.

Peso contenuto, cambio manuale, motore aspirato e guida analogica: una formula semplice che oggi sembra quasi rivoluzionaria.

La piccola Citroën che non pensava in piccolo

A trent’anni dalla nascita, la Saxo VTS continua a essere amata perché non cercava di impressionare con numeri folli o tecnologie complicate. Puntava tutto sul piacere di guida.

Ed è forse proprio questo il motivo per cui, ancora oggi, basta sentirne il nome per evocare una generazione intera di appassionati.

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