Kill Switch, il Congresso Usa mantiene il mandato

La Camera Usa respinge l'emendamento di Massie: confermato il mandato per la NHTSA sullo sviluppo di standard per dispositivi anti-guida in stato di ebbrezza, ma nessuna obbligatorietà immediata

Kill Switch, il Congresso Usa mantiene il mandato
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Giorgio Colari
Pubblicato il 28 gen 2026

La battaglia legislativa sulla sicurezza stradale negli Stati Uniti si fa sempre più intensa, soprattutto dopo l’ultima votazione alla Camera dei Rappresentanti. Un totale di 268 voti contrari contro 164 favorevoli, con ben 57 deputati repubblicani che si sono schierati insieme ai democratici, ha sancito il destino del controverso mandato federale per lo sviluppo di sistemi anti-guida in stato di ebbrezza. Il Congresso ha respinto l’emendamento presentato dal deputato Thomas Massie (R-KY), il quale mirava a tagliare i finanziamenti destinati alla tecnologia conosciuta come kill switch. In questo modo, la sezione 24220 dell’Infrastructure Investment and Jobs Act del 2021 rimane in vigore, confermando la volontà politica di investire su soluzioni tecnologiche per contrastare la guida in stato di alterazione.

La decisione del Parlamento

La decisione del Parlamento americano rappresenta un punto di svolta, ma non implica l’introduzione immediata di obblighi per i costruttori automobilistici o per i consumatori. Al momento, infatti, non esiste una tecnologia obbligatoria in grado di disattivare un veicolo in caso di guida sotto effetto di alcol. L’agenzia federale NHTSA (National Highway Traffic Safety Administration) ha ricevuto il mandato di elaborare uno standard per dispositivi capaci di rilevare passivamente comportamenti alterati dall’assunzione di alcolici, ma il percorso normativo e tecnico resta lungo e complesso.

Nonostante il chiaro orientamento del Congresso, le tensioni politiche e sociali restano elevate. Da un lato, i sostenitori del mandato sottolineano la drammaticità dei dati sulle vittime causate dalla guida in stato di ebbrezza e la necessità di soluzioni affidabili per prevenire incidenti mortali. Dall’altro, figure di spicco come il governatore Ron DeSantis hanno espresso forti riserve, denunciando la prospettiva di un controllo dei veicoli come una forma di sorveglianza inaccettabile, che potrebbe minacciare la privacy dei cittadini americani.

Le Case coinvolte

Sul fronte industriale, le principali case automobilistiche—tra cui Toyota, Ford e GM—sono già coinvolte in progetti sperimentali, puntando a sviluppare sistemi in grado di ridurre al minimo i falsi positivi e di garantire la protezione dei dati sensibili dei conducenti. Tuttavia, la complessità tecnica è notevole: il sistema dovrà essere non solo efficace e preciso, ma anche interoperabile tra diversi modelli e produttori, senza trascurare la sicurezza informatica.

Un altro aspetto cruciale riguarda i tempi della regolamentazione. La NHTSA ha già mancato la scadenza fissata per il 2024 relativa alla definizione dello standard finale, e prosegue le consultazioni con l’industria automobilistica per affrontare le numerose criticità ancora aperte. Per i consumatori, ciò significa che nel 2026 non sono previsti cambiamenti immediati: le specifiche operative non sono ancora state definite e la diffusione su larga scala di questi sistemi non è all’orizzonte.

Il mandato legislativo

Il mantenimento del mandato legislativo, però, rappresenta un chiaro segnale di indirizzo: l’adozione di tecnologie preventive per la sicurezza stradale è destinata a crescere nei prossimi anni. Questa evoluzione potrebbe avere un impatto anche sul mercato automobilistico globale, considerando che in Europa dispositivi come l’alcolock sono già stati adottati in alcuni Paesi come misura di prevenzione e controllo.

Le questioni centrali restano essenzialmente tre: innanzitutto, l’effettiva sicurezza e accuratezza dei sensori incaricati di rilevare lo stato di ebbrezza; in secondo luogo, le garanzie sulla protezione dei dati raccolti dai veicoli e la definizione delle responsabilità legali in caso di malfunzionamenti o violazioni della privacy; infine, il delicato equilibrio tra la prevenzione degli incidenti stradali e la tutela dei diritti individuali dei cittadini.

I prossimi passi saranno fondamentali: la NHTSA dovrà proseguire nelle consultazioni tecniche, condurre prove su strada e definire uno standard operativo finale che possa essere adottato dall’industria automobilistica. Solo allora sarà possibile valutare se e come questi sistemi entreranno effettivamente nelle automobili di serie, e se sapranno rispondere alle legittime preoccupazioni sollevate dagli oppositori in merito a trasparenza, affidabilità e rispetto delle libertà personali.

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