Jannik Sinner, fuoriclasse anche al volante: il garage milionario tra Ferrari, Porsche e Audi
Dalla Ferrari 812 Competizione all’Audi RS6 ABT Legacy: le auto di lusso di Jannik Sinner, tra passione per i motori e guida responsabile
C’è una certa ironia elegante nel raccontare Jannik Sinner: uno che in campo vive di accelerazioni improvvise, di traiettorie prese in anticipo, e fuori sceglie la velocità come rifugio silenzioso, mai come ostentazione. Il piede è pesante solo sulla terra rossa, non sull’asfalto.
La sua relazione con le auto non è quella del collezionista compulsivo, ma del ragazzo che ha imparato presto il peso delle scelte. Quando cita Alex Vittur — “hai 18 anni, dove vuoi andare?” — c’è già tutto: il freno tirato al momento giusto, il lusso rimandato per non perdere la direzione. Eppure, oggi, il garage racconta un’altra storia. Non di eccesso, ma di precisione.
Bolidi di ogni tipo
La più appariscente è forse la Audi RS6 ABT Legacy Edition: una belva travestita da familiare, 760 cavalli e produzione limitata. È un’auto che non urla, ma quando lo fa, lascia il segno. Un po’ come il suo rovescio lungolinea: arriva senza preavviso e chiude il punto.
Poi c’è la purezza della Porsche 911 Carrera 4S, icona senza tempo. Linee pulite, equilibrio assoluto. Non serve reinventarla, basta capirla. Proprio come il tennis di Sinner negli ultimi mesi: meno istinto, più controllo.
Nel garage trova spazio anche la leggerezza affilata della Alpine A110, macchina da intenditori veri. Non è la più potente, ma è quella che ti insegna a guidare. E forse è lì che si nasconde il lato più autentico di Jannik: la ricerca della sensazione, non del numero.
Non poteva mancare il Cavallino
E poi, inevitabile, il rosso. La Ferrari 812 Competizione non è un’auto, è una dichiarazione. V12 aspirato, 830 cavalli, niente compromessi. È il lusso che si concede chi sa aspettare. Chi non ha bruciato le tappe, ma le ha costruite.
Colpisce un dettaglio più di tutti: Sinner che lava da solo la Ferrari. Non è folklore, è coerenza. In un mondo dove tutto corre troppo, lui si prende il tempo di fermarsi. E forse è proprio questo il segreto. Puoi avere 300 km/h sotto il piede, ma sapere esattamente quando non usarli.