Jaguar C-Type Continuation: completato il primo esemplare

La Biposto Sport, riproposta da Jaguar Classic a settant’anni dalla prima vittoria (Reims 1952) rispecchia in tutto e per tutto le specifiche d’epoca.

A nove mesi esatti dall’annuncio relativo alla produzione in piccola serie (era la prima metà di settembre 2021), il primo esemplare di Jaguar C-Type Continuation è stato completato. Si tratta, nello specifico, di un’unità verniciata in tinta verde pastello con sedili in pelle scamosciata verde: una “mise” che si ispira in tutto e per tutto all’originale C-Type che il 29 giugno 1952 vinse il GP di Reims, corso sulla distanza di 50 giri (360 km) con alla guida il leggendario Stirling Moss.

Fu, quello, il primo successo ufficiale in gara di una vettura equipaggiata con i freni a disco (Dunlop, nella fattispecie): un momento epocale nella storia del Motorsport, e per Jaguar, che viene celebrato – a settant’anni esatti – dalla delibera del primo esemplare di Jaguar C-Type Continuation.

Jaguar C-Type Continuation: un incontro fra artigianalità e modernità

La serie limitata Jaguar C-Type Continuation, indicano i dirigenti di Jaguar Classic, costituisce un felice approccio fra la più squisita tradizione artigianale e le moderne tecnologie di progettazione. Ogni esemplare viene costruito a mano presso le officine Jaguar Classic Works di Coventry (la realizzazione richiede circa 3.000 ore di lavoro), sulla base dei disegni originali della biposto Sport derivata dalla storica XK120, e con la modellazione in CAD di ogni particolare del telaio in traliccio di tubi e della carrozzeria, per riprodurre con assoluta fedeltà le specifiche del modello di origine disegnato da Malcolm Sayer.

C-Type: ispirata all’aeronautica

Jaguar C-Type, in un primo tempo chiamata XK120C, è uno dei modelli-simbolo per il marchio di Coventry (che ha di recente ribadito il suo programma di evoluzione 100% elettrica già a partire dal 2025). Motore, trasmissione e sospensioni erano in effetti derivate in linea retta da quelle che equipaggiavano la serie XK120: il progettista Malcolm Sayer si incaricò all’inizio degli anni 50 di disegnare un corpo vettura particolarmente sinuoso e attento ad ogni dettaglio aerodinamico: pienamente in linea, cioè, con la sua precedente esperienza nell’industria aeronautica.

C-Type, Le Mans 1951: la prima vittoria nella gara di esordio

Le prime Jaguar C-Type si schierarono in tre esemplari al via della 24 Ore di Le Mans 1951 ad appena sei mesi dalla definizione del progetto. Dodici dipendenti Jaguar le condussero sul tracciato della “Sarthe” via strada, provenienti dal Regno Unito: una consuetudine che a quell’epoca era permessa. La prima vittoria fu immediata: coincise, cioè, con il debutto agonistico.

Sul gradino più alto del podio di Le Mans 1951 giunsero Peter Walker e Peter Whitehead. Le altre due C-Type dovettero abbandonare anzitempo la gara: alla quinta ora, per la rottura della pompa dell’olio, quella condivisa da Leslie Johnson e il “nostro” Clemente Biondetti (recordman di vittorie alla Mille Miglia con quattro primi posti). La terza unità, affidata a Stirling Moss e Jack Fairman, si ritirò alla nona ora per noie al motore.

Come è stata ricostruita la “nuova” Jaguar C-Type Continuation

Le prime C-Type Continuation (compresa dunque quella che inaugura la serie) rispecchiano le caratteristiche tecniche delle vetture ufficiali che trionfarono alla 24 Ore di Le Mans 1953 (con Tony Rolt e Duncan Hamilton. Fu, quella, la prima vittoria a Le Mans di una vettura equipaggiata con i freni a disco). Sotto al cofano, l’unità motrice “Straight Six” (sei cilindri in linea) da 3.442 cc per 220 CV di potenza massima, la cui costruzione richiede nove mesi per ciascun motore, viene alimentata da tre carburatori doppio corpo Weber 40DCO3, oggetto di un attento re-engineering che rispetta severi standard di originalità. Altri componenti meccanici sono invece dell’epoca: ad esempio, la pompa idraulica Plessey sulla trasmissione, utilizzata per convogliare il liquido nell’impianto frenante a disco.

I dettagli di realizzazione

Ogni particolare di Jaguar C-Type Continuation è anch’esso realizzato sulle esatte specifiche 1953:

  • Coperchio del portafusibili Lucas diverso rispetto a quello presente sulle C-Type del 1951 e del 1952;
  • Strumentazione Smiths ricreata fedelmente a quella originale;
  • Specchi retrovisori Lucas di origine, scovati grazie ad una minuziosa ricerca nell’ambito dei componenti di origine;
  • Parabrezza in tre-quarti e Aeroscreen Brooklands;
  • Rivestimento del cockpit in “Hardura”, non presente sulle C-Type dell’epoca tuttavia scelto in finizione Silver per evocare l’epoca di appartenenza della vettura;
  • Finitura “Rexine” per cruscotto e pannelli delle porte che proviene dall’ultimo rotolo disponibile di questo materiale;
  • Sedili “baquets” rivestiti in pelle “Bridge of Weir” e disponibili in otto differenti colori;
  • Volante Bluemel identico a quello di origine, ad eccezione del rosone centrale che venne eliminato dalle vetture da corsa dell’epoca per ridurre il rischio di abbagliamento e pericolosi riflessi del sole durante la guida.

Jaguar C-Type Continuation: è omologata FIA

Le uniche “concessioni alla modernità” (peraltro necessarie ai fini dell’approvazione dalla Federazione Internazionale dell’Automobile) consistono nell’adozione di un sistema di ritenuta a norma, un dispositivo di protezione anti-ribaltamento (integrato in maniera efficace nella paratia posteriore), e un estintore con sistema di spegnimento per il vano motore e il “pozzetto” piedi con interruttori aggiuntivi a levetta (simili a quelli presenti sulle plance di un tempo).

In questo modo, ogni esemplare di Jaguar C-Type Continuation può essere utilizzato sulle strade aperte al traffico così come in pista, nei principali eventi dedicati alle auto storiche (come ad esempio il Jaguar Classic Challenge che si svolge a Le Mans, Spa-Francorchamps e Silverstone).

Jaguar C-Type Continuation: è l’ultimo “regalo” di Norman Dewis

Jaguar Classic tiene a sottolineare che la realizzazione della “limited edition” C-Type Continuation è stata resa possibile attraverso alle meticolose ricerche d’archivio, che si sono protratte per due anni prima che lo sviluppo fisico potesse aver inizio. Una sorta di affascinante caccia al tesoro (che farebbe la gioia di molti appassionati!) nei magazzini e del registro tecnico originale, composto da oltre 2.000 voci.

Grazie al mai abbastanza celebrato Norman Dewis OBE (1920 – 2019), ex collaudatore e ingegnere di Jaguar Cars (uno dei “nomi” che contribuirono all’accrescere della fama sportiva e di costume del marchio Jaguar nel mondo), è stato possibile reperire alcune preziose informazioni sul processo costruttivo dell’auto.

Jaguar C-Type Continuation: scheda tecnica

Di seguito tutte le specifiche relative a motorizzazione, carrozzeria e abitacolo.

Motore

  • Architettura: 6 cilindri in linea;
  • Cilindrata: 3.442 cc;
  • Alimentazione: 3 carburatori doppio corpo Weber 40DCO3;
  • Potenza massima: 220 CV a 5.800 giri/min.

Trasmissione

  • Cambio: manuale a quattro rapporti; pompa Plessey sulla trasmissione;
  • Trazione: posteriore.

Corpo vettura

  • Carrozzeria: in alluminio da 16 gauge (1,626 mm) di spessore;
  • Telaio: in traliccio di tubi;
  • Disponibilità tinte carrozzeria: 12 varianti di colore;
  • Badge Jaguar: a richiesta;
  • Ruote: cerchi da 16” a 60 raggi.

Interni

  • Strumentazione: di tipo analogico Smiths;
  • Volante: Bluemel da 15” di diametro;
  • Specchio retrovisore: Lucas originale;
  • Parabrezza: tre-quarti e aeroscreen Brooklands;
  • Rivestimento sedili: in pelle, con 8 differenti colorazioni disponibili;
  • Sistema di ritenuta: a richiesta;
  • Impianto di estinzione: di tipo omologato FIA.

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