Il diesel torna a salire, scavallata la soglia dei 2 euro al litro
L'impennata dei prezzi dei carburanti in Italia sta vanificando il taglio delle accise: diesel oltre 2€/l, rincari in autostrada, allarme Codacons e UNC
L’effetto del taglio sulle accise rischia di svanire in un lampo: mentre il governo aveva introdotto questa misura per arginare l’emergenza energetica, la realtà quotidiana degli automobilisti racconta una storia ben diversa. Gli aumenti incessanti delle quotazioni internazionali stanno erodendo il vantaggio fiscale, con i prezzi dei carburanti che continuano a lievitare e un pieno che, rispetto a pochi giorni fa, pesa fino a 9 euro in più sul portafoglio degli italiani.
Come crescono i prezzi
I dati raccolti dalla Staffetta Quotidiana, sulla base delle comunicazioni all’Osservatorio prezzi del Ministero delle Imprese, dipingono un quadro omogeneo su tutto il territorio nazionale. Nella rete di distribuzione ordinaria, la benzina self-service si attesta mediamente a 1,738 euro/litro, mentre il gasolio raggiunge quota 2,022 euro/litro. Per chi sceglie il servizio al piano, i valori salgono rispettivamente a 1,875 euro/litro per la benzina e 2,156 euro/litro per il gasolio. In questo scenario, i carburanti alternativi mantengono prezzi decisamente più contenuti: il GPL si ferma a 0,663 euro/litro, il metano a 1,541 euro/kg e il GNL a 1,249 euro/kg.
La situazione si complica ulteriormente sulle autostrade, dove i prezzi subiscono un’impennata significativa. Qui, la benzina self-service costa in media 1,796 euro/litro, il gasolio 2,080 euro/litro, il GPL 0,775 euro/litro, il metano 1,548 euro/kg e il GNL 1,295 euro/kg. La differenza di prezzo tra la rete ordinaria e quella autostradale resta un tema caldo, alimentato dai maggiori costi gestionali e dalla diversa struttura delle catene di rifornimento.
L’allarme del Codacons
A lanciare l’allarme è il Codacons, che sottolinea come lo sconto fiscale rischi di essere annullato in tempi brevissimi. Secondo l’associazione, la media nazionale del gasolio ha ormai raggiunto 2,037 euro/litro, con picchi regionali preoccupanti: a Bolzano si toccano i 2,063 euro/litro, in Valle d’Aosta 2,057 euro/litro e in Sicilia 2,051 euro/litro. Sulle autostrade, il gasolio supera addirittura i 2,094 euro/litro. Anche l’UNC (Unione Nazionale Consumatori) conferma la tendenza negativa: la benzina sulle autostrade ha ormai superato 1,8 euro/litro, mentre il gasolio sfiora i 2,10 euro/litro. Un dato emblematico riguarda le Marche, che fino a ieri erano l’unica regione con il gasolio sotto i 2 euro: questa distinzione è ormai svanita.
Gli aumenti giornalieri sono motivo di forte preoccupazione. In Valle d’Aosta e Friuli Venezia Giulia si registrano i rincari più consistenti, con incrementi fino a 1,30 euro per un pieno da 50 litri in appena ventiquattro ore. Per quanto riguarda la benzina, le regioni più care risultano Basilicata (1,773 euro/litro), Bolzano (1,767 euro/litro) e Calabria (1,764 euro/litro).
Oscillazione complesse
Dietro queste oscillazioni si celano dinamiche complesse: il valore del petrolio sui mercati internazionali, i margini commerciali delle compagnie petrolifere, le fluttuazioni della domanda locale e la storica differenza di prezzo tra rete ordinaria e autostradale. Gli operatori del settore sottolineano che i listini giornalieri riflettono fedelmente le variazioni dei mercati all’ingrosso, mentre le catene di rifornimento e i costi aggiuntivi sulle autostrade amplificano gli scostamenti tra una zona e l’altra.
Sul fronte istituzionale, il taglio temporaneo delle accise era stato pensato come una risposta d’emergenza all’aumento dei prezzi dell’energia. Tuttavia, con le quotazioni dei prodotti e i margini al dettaglio in costante crescita, l’effetto netto per il consumatore rischia di essere nullo. Le associazioni di consumatori invocano maggiore trasparenza sulle politiche tariffarie degli operatori e chiedono interventi efficaci contro eventuali speculazioni che stanno di fatto vanificando lo sforzo fiscale dello Stato.
Per gli automobilisti, la raccomandazione più sensata rimane quella di monitorare attentamente i listini locali, confrontare i prezzi prima di ogni rifornimento e preferire la rete ordinaria rispetto alle autostrade quando possibile. Anche i carburanti alternativi rappresentano un’opzione da valutare, soprattutto dove la loro disponibilità è maggiore. Nel frattempo, le autorità promettono di mantenere alta la vigilanza su eventuali comportamenti anomali all’interno del mercato dei carburanti.