I 25 anni di una leggenda, Aston Martin Vanquish e il suo motore V12

Dalla prima Vanquish del 2001 al V12 biturbo 2024 da 824 CV: evoluzione tecnica, varianti Volante e interrogativi sul futuro ibrido del modello

I 25 anni di una leggenda, Aston Martin Vanquish e il suo motore V12
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Giorgio Colari
Pubblicato il 26 mar 2026

La storia della Aston Martin Vanquish è un viaggio attraverso tre generazioni di pura ingegneria britannica, in cui lusso, potenza e design visionario si fondono per dare vita a una delle più iconiche grand tourer del XXI secolo. Dal debutto nel 2001 fino all’attuale modello del 2024, la Vanquish ha rappresentato il vertice dell’automobilismo sportivo di alta gamma, ma oggi si trova davanti a un bivio epocale: riuscirà la sua filosofia, fondata su un poderoso V12 e su una tradizione di esclusività, a sopravvivere in un mondo sempre più attento alla sostenibilità e alle tecnologie hybrid?

L’evoluzione della leggenda: dal 2001 al 2024

Quando Ian Callum firmò il design della prima generazione della Vanquish nel 2001, la vettura fece scalpore al Salone di Ginevra. All’epoca, rappresentava un concentrato di innovazione: un V12 aspirato da 6.0 litri capace di erogare 460 cavalli, abbinato a tecnologie d’avanguardia come l’acceleratore ride-by-wire e un cambio semi-automatico. Quest’ultimo, sebbene rivoluzionario, suscitò non poche discussioni tra gli appassionati più tradizionalisti, affezionati alla meccanica pura e al feeling diretto.

Il 2004 segnò l’arrivo della Vanquish S, un aggiornamento che portò la potenza a 520 cavalli e affinò ulteriormente il telaio e la dinamica di guida. Dopo quasi un decennio, nel 2012, la seconda generazione debuttò con un’impronta ancora più moderna: la carrozzeria sfruttava la fibra di carbonio derivata dalla One-77, il V12 salì a 565 cavalli e la trasmissione transaxle ZF garantiva un bilanciamento superiore. Verso la fine del ciclo, la versione S raggiunse i 600 cavalli e superò i 200 mph, dimostrando una continua evoluzione sia tecnica che stilistica, sempre guidata dalla ricerca dell’efficienza aerodinamica.

Il 2024 ha visto la nascita della terza generazione, seguita nel 2025 dalla raffinata Vanquish Volante. Questo nuovo corso ha segnato una vera rivoluzione: il passaggio al V12 biturbo da 5.2 litri ha portato la potenza a ben 824 cavalli e 738 lb-ft di coppia, numeri che avvicinano la vettura al mondo delle hypercar. Le modifiche estetiche, come la griglia anteriore allargata e le nervature scolpite sul cofano, non sono solo un vezzo stilistico, ma rispondono a precise esigenze di ottimizzazione del flusso d’aria e della deportanza.

Un simbolo britannico tra purismo e futuro

Il nome Vanquish – che evoca i concetti di “conquistare” e “sovrastare” – è stato una costante ispirazione per ogni fase progettuale, come sottolineato anche dallo storico di casa Steve Waddingham. La Aston Martin ha saputo mantenere un legame indissolubile con la tradizione dei grandi V12, sia aspirati che biturbo, ponendosi però oggi di fronte a una sfida cruciale: come conciliare la passione per motori ad alte prestazioni con le crescenti pressioni normative su consumi ed emissioni?

Il dibattito si fa sempre più acceso: da un lato i puristi difendono a spada tratta il fascino inimitabile del V12, la sua sonorità inconfondibile e l’emozione che solo un motore così può regalare; dall’altro, le istituzioni e i costruttori spingono verso soluzioni più “pulite”, con l’adozione di piattaforme hybrid e l’eventuale transizione a motori posteriori o completamente elettrificati.

Il dilemma: tra passione e sostenibilità

Aston Martin stessa ha ammesso di essere al lavoro su sistemi hybrid e nuove architetture per il futuro della gamma. Pur continuando a valorizzare la Vanquish con edizioni speciali e serie limitate, la casa non nasconde che un profondo ripensamento potrebbe essere necessario qualora le normative ambientali si facessero ancora più restrittive. In questo scenario, la difesa di un powertrain tanto esuberante quanto affamato di carburante rischia di diventare sempre più difficile da sostenere, sia dal punto di vista tecnico che commerciale.

Un’icona sotto assedio: quale futuro per la Vanquish?

Tra prove su strada, recensioni e discussioni online, la comunità degli appassionati appare divisa: c’è chi esalta la brutalità prestazionale della Vanquish, chi rimpiange la meccanica delle prime generazioni e chi guarda con preoccupazione al futuro dei grandi V12. Una cosa però è certa: la Vanquish rimane, almeno per ora, un punto di riferimento assoluto per chi cerca il perfetto equilibrio tra lusso aristocratico e velocità estrema. Ma il tempo, e le scelte strategiche di Aston Martin, determineranno quanto a lungo questa leggenda potrà ancora correre libera sulle strade del mondo.

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