Hyundai Tucson, potrebbe essere così la prossima generazione?

La quinta generazione della Hyundai Tucson, attesa nel 2027, punta su design squadrato, Plexos OS, assistente Gleo e motorizzazioni ibride e plug in hybrid

Hyundai Tucson, potrebbe essere così la prossima generazione?
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Giorgio Colari
Pubblicato il 13 mar 2026

Il futuro dei Hyundai TUCSON si preannuncia come un mix di innovazione tecnologica, design distintivo e scelte propulsive all’avanguardia. La quinta generazione, attesa nel 2027, segna una svolta per il costruttore coreano, che mira a riaffermare la propria leadership nel competitivo segmento dei SUV compatti. In uno scenario dove la concorrenza, rappresentata da modelli come la Kia Sportage, si fa sempre più agguerrita, Hyundai punta su tre pilastri: un design squadrato e rinnovato, un’infrastruttura digitale avanzata e una gamma motori completamente ibrida.

Come cambia il look

Il primo aspetto che balza all’occhio nella nuova generazione è l’importante evoluzione stilistica. Il restyling della carrozzeria adotta linee più marcate e angolari, che si riflettono soprattutto nel profilo del tetto e nei passaruota, ora più prominenti. Questa scelta non è solo estetica, ma risponde anche all’esigenza di ampliare lo spazio interno, con particolare attenzione al comfort dei passeggeri posteriori e alla capacità del vano bagagli. L’anteriore si distingue per una firma luminosa innovativa: una barra a LED pixelata attraversa l’intera larghezza della vettura, mentre i gruppi ottici principali sono posizionati leggermente più in basso rispetto al passato, conferendo un’identità forte e riconoscibile, in linea con la nuova filosofia di design della casa.

L’innovazione più radicale si trova però nell’abitacolo, dove la digitalizzazione compie un salto qualitativo notevole. La piattaforma Plexos OS, sviluppata su base Android, rappresenta il cuore tecnologico della vettura. Grazie a una doppia interfaccia display e a un’esperienza utente intuitiva, i conducenti potranno gestire tutte le funzioni di bordo in modo semplice e personalizzato. Ma il vero protagonista è l’assistente vocale intelligente Gleo, che permette di interagire con la vettura tramite comandi vocali avanzati, aumentando la sicurezza e il comfort di guida. L’integrazione tra hardware e software garantisce una user experience all’avanguardia, in grado di soddisfare anche i guidatori più esigenti e attenti alle ultime tendenze digitali.

Le motorizzazioni

Sul fronte delle motorizzazioni, Hyundai ha compiuto una scelta netta e coraggiosa: abbandonare definitivamente il diesel per abbracciare una mobilità più sostenibile. La nuova gamma della Hyundai TUCSON sarà composta esclusivamente da versioni ibride e plug in hybrid, con l’obiettivo di ridurre emissioni e consumi senza sacrificare la versatilità che ha reso celebre questo modello. Si rincorrono anche voci sull’arrivo di una variante sportiva N 300 CV, destinata a determinati mercati e con una potenziale, ma non ancora confermata, commercializzazione in Europa. Questa scelta rappresenta una doppia sfida: da un lato, consolidare la reputazione del brand come pioniere della sostenibilità; dall’altro, offrire una risposta concreta alle esigenze di performance e piacere di guida degli appassionati.

Il contesto competitivo resta estremamente vivace. I dati sulle vendite in Italia parlano chiaro: nei primi otto mesi del 2025, la Hyundai TUCSON ha totalizzato 8.807 immatricolazioni, posizionandosi al settimo posto tra i SUV compatti più venduti nel nostro Paese. Un risultato che conferma la solidità del modello e offre una base solida per il lancio della nuova generazione, ma che non deve far abbassare la guardia di fronte a rivali sempre più agguerriti e a un mercato in rapida evoluzione.

Le criticità

Non mancano però le criticità. L’incremento della complessità elettronica, legato all’introduzione di sistemi avanzati come il Plexos OS e l’assistente Gleo, potrebbe tradursi in costi di manutenzione e riparazione più elevati. Inoltre, l’eliminazione totale delle motorizzazioni diesel rischia di penalizzare coloro che percorrono lunghe distanze, soprattutto in aree dove la rete di ricarica per le versioni ibride plug-in non è ancora sufficientemente sviluppata.

Hyundai si trova dunque di fronte a una doppia sfida: recuperare quote di mercato rispetto ai principali competitor e rafforzare la propria immagine di brand innovativo e attento all’ambiente. L’investimento nelle piattaforme ibride e nel sistema digitale proprietario rappresenta una risposta concreta alle nuove esigenze dei consumatori e alle pressioni normative in tema di sostenibilità. Nei prossimi mesi sarà fondamentale osservare come il mercato e il pubblico reagiranno a questa combinazione di design evoluto, ecosistema digitale e propulsioni alternative. La nuova Hyundai TUCSON si candida così a diventare il punto di riferimento nel segmento C, dove l’equilibrio tra efficienza, piacere di guida e connettività farà la differenza per riconquistare una posizione di eccellenza.

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