Himalaya Hue 166: caratteristiche, dotazioni, potenza

Un intervento di Restomod sulla base dello storico Land Rover Defender 110 mantiene quasi inalterato l’aspetto esteriore del veicolo di origine, e ne stravolge del tutto la meccanica.

Gli appassionati di fuoristrada la conoscono molto bene (e, viene da dire, anche tutti quelli che di veicoli off-road ne sanno un po’ di meno, tale e tanta è la sua fama nella storia dell’automobilismo): la prima Land Rover, cioè l’esemplare di pre-produzione che venne svelato al Salone di Amsterdam 1948 e portava l’immatricolazione “HUE 166”, è per tutti “Huey”. Quella vettura è in regolare “stato di servizio” (viene regolarmente utilizzata nelle più importanti manifestazioni internazionali), e per gli enthusiast del marchio di Solihull costituisce il “Sacro Graal” dell’universo Land Rover. Un ideale riconoscimento che ha, in tempi recenti, costituito la base di partenza per lo sviluppo (era l’inizio del 2015) di una delle tre serie speciali create dal marchio di oltremanica per celebrare il congedo della storicissima stirpe Defender dai mercati.

E proprio Land Rover Defender è all’origine di un progetto di Restomod affrontato da una factory artigianale: nello specifico, si tratta dello specialista Himalaya, con sede a Charlotte (South Carolina), che è partita da un esemplare (“Perfettamente restaurato”) di Defender 110 – quindi la declinazione “Station wagon” a cinque porte e passo allungato ad, appunto, 110” -, ed ha proceduto a un completo intervento di re-engineering estetico e nei contenuti, con l’obiettivo di ispirarsi alla primissima serie del 1948 e, nello stesso tempo, fornire significativi miglioramenti al veicolo in termini di dotazioni, handling e performance. Il risultato si chiama “Hue 166” (e non avrebbe potuto essere ribattezzato altrimenti), ed è in regolare vendita, sebbene ad un prezzo non propriamente alla portata di molte tasche. Ma andiamo con ordine.

Corpo vettura

L’impostazione estetica è riconoscibilissima, dunque “in linea di massima” le modifiche appaiono, ad una prima occhiata, piuttosto limitate (proprio per mantenere invariato lo stile di origine). Il riferimento alla storia del modello si evidenzia nel ricorso ad una tinta carrozzeria in “Grasmere Green” in abbinamento al tetto verniciato in bianco. Le ruote si compongono di un set di cerchi da 18” di disegno volutamente rétro, con pneumatici BF Goodrich: la maggiore sezione ha reso necessario il ricorso ad un kit di codolini passaruota più larghi. Fra i dettagli aggiunti da Himalaya, una serie di protezioni sottoscocca.

Abitacolo: all’insegna del lusso

L’impostazione deliziosamente spartana (anzi: funzionale agli impieghi per i quali il Defender era stato progettato) del modello originario è stata stravolta: l’ingresso a bordo, che avviene mediante i predellini laterali retrattili, permette di trovarsi immersi in un ambiente luxury, dominato da pellami e tessuti cuciti a mano, un impianto di climatizzazione automatica bi-zona, ed un modulo infotainment di ultima generazione realizzato da Jvc con impianto audio premium e che supporta la connettività Apple CarPlay ed Android Auto.

Il motore è Corvette: 650 CV bastano?

Ben più corposo è l’intervento di re-engineering operato da Himalaya per la componente meccatronica e l’assetto: “sottopelle”, in effetti, qualsiasi riferimento al classico Defender non ha più motivo. Ad esempio, il telaio è stato ricostruito ex novo, per favorire il montaggio di un kit di sospensioni a quattro bracci, assali Dynatrac ed un impianto frenante Brembo. Sotto al cofano, pulsa un “cuore” da muscle car: l’unità motrice V8 LT4 sovralimentata, di provenienza Chevrolet Corvette, e che sprigiona ben 650 CV. L’esuberante potenza viene trasmessa a tutte e quattro le ruote attraverso un cambio automatico General Motors ad otto rapporti.

Quanto costa? Tenetevi forte…

Last but not least”, un occhio agli importi di vendita. L’Himalaya Hue 166 viene proposto a 300.000 dollari, come dire poco meno di 254.300 euro al cambio attuale: il 35% in più, per fare un raffronto, con il poderoso Mercedes G63 AMG Stronger than Time Edition che di listino “si limita” a circa 189.000 euro. Una cifra che pochi portafogli possono essere in grado di permettersi, tuttavia può almeno in parte essere giustificata dal fatto che ci si trova di fronte ad una realizzazione artigianale, allestita a mano (ovviamente) e che, rivelano i tecnici della factory statunitense, ha richiesto ben quattro anni di sviluppo ed un’enorme mole di lavoro per giungere al risultato finale. Himalaya Hue 166 è, dal canto suo, preludio alla messa in cantiere di progetti analoghi: staremo a vedere.

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