Guida autonoma Livello 3, BMW e Mercedes fanno marcia indietro

BMW e Mercedes abbandonano la guida autonoma Livello 3 su Serie 7 e Classe S: ecco perché e cosa cambia per il futuro

Guida autonoma Livello 3, BMW e Mercedes fanno marcia indietro
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Renato Terlisi
Pubblicato il 21 apr 2026

La guida autonoma di Livello 3 sembrava il prossimo passo concreto verso auto sempre più indipendenti dal conducente. E invece, almeno per ora, arriva una frenata importante: BMW e Mercedes hanno deciso di fare un passo indietro sulle loro ammiraglie, Serie 7 e Classe S. Una scelta che cambia le prospettive del settore e ha conseguenze dirette anche per gli automobilisti.

Perché BMW e Mercedes abbandonano il Livello 3

I sistemi di guida autonoma Livello 3 permettono, in teoria, di togliere completamente l’attenzione dalla guida in determinate condizioni. Il conducente può distrarsi, ma deve essere pronto a intervenire se richiesto. Una tecnologia avanzata, ma anche complessa da gestire. Mercedes aveva introdotto il sistema Drive Pilot nel 2021 sulla Classe S, mentre BMW ha risposto con il Personal Pilot sulla Serie 7. Entrambi erano utilizzabili solo in condizioni molto specifiche, come traffico intenso e velocità limitate.

Nonostante i miglioramenti tecnici, questi sistemi non saranno più disponibili sui modelli aggiornati. Il motivo principale è semplice: costi troppo elevati e scarso utilizzo reale. Da un lato, le case devono sostenere spese molto alte per sviluppo, validazione e aggiornamenti normativi. Dall’altro, i clienti li usano poco. Un sistema che funziona solo in contesti limitati diventa difficile da giustificare, soprattutto su larga scala.

Mercedes ha anche evidenziato un altro punto critico: il limite di velocità (fino a 95 km/h) rendeva il sistema poco utile nella guida quotidiana. Tuttavia, l’azienda ha già annunciato che sta lavorando a una nuova generazione più avanzata, capace di operare anche in autostrada a velocità più elevate.

Il futuro è nel Livello 2 evoluto

Se il Livello 3 rallenta, il Livello 2 avanzato (2+) accelera. È qui che si stanno concentrando gli investimenti. Questi sistemi non sostituiscono il conducente, ma lo supportano in modo molto più efficace rispetto al passato. In pratica, l’auto può guidare da sola in alcune situazioni, ma il guidatore deve sempre rimanere attento.

BMW ha già introdotto una nuova tecnologia che consente la guida senza mani in autostrada, un passo concreto verso una maggiore comodità. In futuro arriverà anche la navigazione automatica da punto a punto. Non è sola. Altri sistemi stanno guadagnando terreno in Europa:

  • Il Full Self Driving (Supervised) di Tesla permette una gestione avanzata della guida, pur richiedendo supervisione costante
  • Il BlueCruise di Ford funziona su tratti stradali dedicati, le cosiddette Blue Zones, già diffuse in diversi Paesi europei

La differenza rispetto al Livello 3 è chiara: qui il conducente non può mai “staccare” completamente. Ma in cambio, i sistemi sono più semplici da implementare, meno costosi e più utilizzabili nella vita reale.

Normative UE e “passaporto europeo”: cosa cambia

Un elemento chiave nello sviluppo della guida autonoma è la normativa. In Europa, il riferimento è il regolamento ONU 171, che disciplina i sistemi di assistenza alla guida.

Uno degli aspetti più interessanti è il cosiddetto “passaporto europeo”. In pratica, se un sistema viene approvato in un Paese (come la Germania o i Paesi Bassi), può essere utilizzato automaticamente in tutta l’Unione Europea.

Questo semplifica enormemente la diffusione delle tecnologie, riducendo burocrazia e costi per i costruttori. Non a caso, diversi sistemi stanno arrivando sul mercato proprio grazie a queste approvazioni centralizzate.

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