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GP di Suzuka: Verstappen campione tra le polemiche

Il campione olandese ha guidato alla grande ma il titolo è arrivato con la penalità a Leclerc.

Nel GP di Suzuka è arrivato il secondo mondiale a soli 25 anni per Max Verstappen. Era la sua gara, quella da vincere, in casa Honda, e lui ha guidato al meglio. Ma la vittoria è arrivata a seguito dell’ennesima polemica. Dopo la penalizzazione di Leclerc a gara conclusa con i piloti sul podio.

GP di Suzuka: dominio Verstappen

Il GP di Suzuka, tra una partenza burrascosa, e le polemiche sulla sicurezza per i trattori in pista, retaggio di una tragedia ancora nel cuore e negli occhi di tutti, ha visto Verstappen guidare da leader. A  25 anni l’olandese ha corso in maniera magistrale, è partito contrastando un Leclerc all’attacco, ha resistito, poi è andato in fuga e, alla fine, ha concluso con un distacco incolmabile per gli altri. É maturo come non mai, chirurgico nelle sue decisioni, non più letale nei duelli come in passato, e riflette come un campione consumato prima di agire. É come se avesse l’estro di Mansell abbinato alla capacità di elaborare gli eventi di Prost.

L’ennesimo trionfo mondiale tra le polemiche

Purtroppo, anche nel GP di Suzuka, non sono mancate le polemiche, perché Verstappen è diventato campione del mondo, aritmeticamente, sul podio. Con i 5 secondi di penalità inflitti a Leclerc, Perez è salito al secondo posto, ed il monegasco è retrocesso in terza piazza. Niente a che vedere con il finale incandescente di Abu Dhabi 2021, ma c’è sempre qualche decisione della FIA che stride a favore di Verstappen. Ora, sopratutto nel 2022, l’olandese non ha certo avuto bisogno di aiuti per vincere: la Ferrari non ha centrato lo sviluppo, ed è incappata in una serie di errori di strategia talmente palesi da autoeliminarsi nella corsa al mondiale. Ma sorprende la velocità con cui la FIA ha emesso la sua penalità nei confronti di Leclerc, che cozza pesantemente sulla lentezza nel decidere nei confronti di Perez a Singapore. Inoltre, combinazione ha voluto che con questa penalità Verstappen sia diventato campione a Suzuka, senza dover rimandare la festa annunciata alla gara successiva. L’eccesso di prudenza quando si deve analizzare il comportamento di un pilota Red Bull rispetto agli altri è fastidioso per chi guarda dagli spalti, in tv, e per chi vorrebbe più chiarezza da parte di una federazione che, adesso, avrebbe ancora più difficoltà nel revocare un titolo appena conquistato in caso si riscontrassero irregolarità da parte di Red Bull nell’affaire budget cup.

Ferrari deve agire e farlo in fretta

La Ferrari ha pagato a livello di sviluppo motori dopo il 2019, la Ferrari ha accettato le decisioni della FIA, ma adesso non può tollerare una sorta di arbitraggio a senso unico in merito alle situazioni di gara. La Ferrari merita rispetto, senza di lei la F1 non sarebbe la stessa, e forse dovrebbe farsi sentire con più forza, e tornare a minacciare di correre altrove se c’è disparità di trattamento. A quanto pare, l’epurazione di Masi non è stata sufficiente, la gestione delle gare, come dimostrano i casi di Monza, Singapore, e Suzuka, dimostrano che i commissari hanno delle difficoltà oggettive che devono essere colmate. Decisioni più rapide nei confronti di tutti i team e minor flessibilità ad accettare scuse discutibili dalle squadre: è questa la ricetta giusta. Intanto, oggi si attendono notizie sul budget cup, e sui social la maggioranza si aspetta il solito provvedimento tampone che non reprime un comportamento errato, anche in presenza di prove evidenti.

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