GP d’Austria: con Sainz a fuoco, gli steward restano a guardare

Carlos Sainz ha rischiato grosso con l’incendio della sua Ferrari nel GP d’Austria di F1, a causa dell’impreparazione dei commissari di gara del circuito.

Il momento è catartico nel GP d’Austria, Carlos Sainz ha messo nel mirino la Red Bull di Max Verstappen ed è pronto a sferrare l’attacco decisivo per agguantare la seconda posizione, ma qualcosa va storto. La sua Ferrari F1-75 perde potenza, esce fumo bianco dal tubo di scappamento e comincia a borbottare pericolosamente. Lo spagnolo adagia la monoposto nella via di fuga del rettilineo che porta a curva 4 del Red Bull Ring, e in quel momento il disastro.

Attimi di panico

Dalla Rossa dello spagnolo escono minacciosamente delle fiamme, del fumo nero, piccole esplosioni. Nel mentre il pilota è costretto a restare nell’abitacolo, impegnato a tenere ferma la macchina schiacciando il freno per evitare che – vista la pendenza del tratto – torni pericolosamente in pista, nell’attesa che qualche commissario di gara gli dia una mano. Passano i secondi e non succede nulla.

Sainz viene avvolto sempre più dalle fiamme fino a quando un maldestro steward prova prima a bloccare le ruote della Ferrari, poi si cimenta nello spegnimento del fuoco. Strana scelta, quando la priorità è la salvaguardia della vita umana. In mondovisione si espande il panico e sotto gli occhi di tutti non si può non fare a meno di notare l’impreparazione di chi gestisce il l’autodromo austriaco di F1.

I marshall nel mirino

Com’è stato possibile ritardare così tanto l’intervento in pista per aiutare un pilota che rischiava la vita con un principio di incendio? Oltre alla scarsa tempestività dei marshall dell’impianto austriaco, ha destato ancora più perplessità la mancanza di attenzione nei confronti del pilota, che ha vissuto attimi di panico prima di riuscire a saltare fuori dalla sua Ferrari avvolta dal fumo e dalle fiamme.

Nel 2022 queste scene non dovrebbero più ripetersi, se la scorsa settimana abbiamo esaltato i grandi passi avanti che le vetture hanno fatto in termini di sicurezza, con Guanyu Zhou che può ringraziare l’Halo per avere salva la vita dopo il cappottamento di Silverstone, altresì non si può lodare il fattore umano – ancora determinante – per aiutare i piloti in difficoltà. La vita ha la priorità su tutto, ed è preoccupante la mancanza di preparazione dei commissari austriaci. Qualcosa da non ripetere.

GP d’Austria: la paura di Sainz

Vedere un uomo in camicia che, tenendosi a debita distanza, non sembrava preoccuparsi dell’incendio, poi vederne un altro che si fermava dopo aver fatto qualche metro di corsa verso la sua macchina, non prima di aver poggiato a terra l’estintore, e un altro ancora che con grande calma, dopo aver fissato un cuneo dietro le ruote posteriori, iniziava le operazioni di spegnimento del fuoco, ha a dir poco fatto alterare chi rischiava la pelle nell’incendio della sua Ferrari SF-75. Carlos Sainz ha commentato così i maldestri tentativi di salvataggio in quella situazione di grande spavento:

Sapevo che c’era il fuoco, lo vedevo dagli specchietti, ma nessuno lo spegneva o mi aiutava a scendere dalla macchina. A quel punto ho deciso di saltare fuori in qualche modo perché stava aumentando.

Sainz ha chiesto un intervento diretto della FIA, affinché un comportamento del genere non si ripeta. Queste le parole del pilota madrileno:

È sicuramente qualcosa su cui si dovrà indagare per capire cosa si sarebbe dovuto fare un po’ più velocemente perché non è una situazione facile in cui trovarsi.

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