Ford cerca accordo con BYD per le batterie ibride e PHEV

Ford è in trattative con BYD per importare batterie destinate ai modelli ibridi. L'intesa potrebbe accelerare la strategia ibrida di Ford ma solleva questioni industriali e geopolitiche

Ford cerca accordo con BYD per le batterie ibride e PHEV
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Giorgio Colari
Pubblicato il 16 gen 2026

Nel panorama automobilistico globale, una nuova alleanza si profila all’orizzonte e promette di ridefinire le strategie di approvvigionamento e produzione: Ford e BYD sono infatti vicine a un accordo strategico per la fornitura di batterie destinate ai modelli ibrido e PHEV prodotti dal colosso americano al di fuori degli Stati Uniti. Un’intesa che, se confermata, rappresenterebbe una svolta epocale sia dal punto di vista industriale che geopolitico, riflettendo i profondi cambiamenti in atto nel settore dell’auto.

La scelta di Ford di avvicinarsi a una partnership con un fornitore asiatico non è casuale. Negli ultimi anni, la casa di Dearborn aveva puntato fortemente sui veicoli elettrici a batteria (BEV), ma il recente rallentamento della domanda globale ha imposto una revisione delle priorità. Oggi, l’attenzione si sposta su sistemi di propulsione più flessibili, in particolare le soluzioni ibrido e plug-in, considerate più appetibili per un pubblico che ricerca autonomia e versatilità senza rinunciare alle nuove tecnologie.

Un partner importante

In questo scenario, BYD emerge come partner di riferimento. Il gigante cinese è riconosciuto come uno dei leader mondiali nella produzione di batterie, grazie a una combinazione di efficienza, competitività dei costi e innovazione tecnica. L’esperienza maturata da BYD nel settore, unita alla capacità di offrire prodotti ad alte prestazioni, ha già trovato applicazione concreta: la nuova versione PHEV del celebre Bronco, ad esempio, monta celle sviluppate da FinDreams, una controllata del gruppo cinese.

Le trattative tra Ford e BYD sono descritte da fonti vicine come “avanzate ma in fase di completamento”. L’accordo, una volta finalizzato, dovrebbe prevedere l’importazione di batterie verso stabilimenti Ford situati fuori dagli Stati Uniti, con un impatto diretto sia sui costi di produzione che sui tempi di commercializzazione dei nuovi modelli ibrido e PHEV. Questo consentirebbe a Ford di offrire veicoli più accessibili e diversificati, rispondendo con maggiore agilità alle richieste di un mercato in rapida evoluzione.

Dal punto di vista economico, la collaborazione con BYD offre a Ford la possibilità di ottimizzare la catena di fornitura, riducendo i costi di approvvigionamento in un settore dove la competizione è sempre più serrata. L’integrazione delle tecnologie BYD permetterà inoltre di accelerare l’adozione di soluzioni avanzate, favorendo la diffusione di modelli ibrido e PHEV a prezzi più competitivi. Per il consumatore finale, questo si traduce in una gamma più ampia e accessibile, capace di rispondere alle diverse esigenze di mobilità.

Non mancano le criticità

Tuttavia, la nuova alleanza non è priva di criticità. L’affidamento a un fornitore estero per componenti strategiche come le batterie riapre il dibattito sulla sovranità industriale e sulla sicurezza delle catene di approvvigionamento, in un contesto internazionale segnato da crescenti tensioni commerciali. Analisti e osservatori sottolineano i rischi legati a una dipendenza eccessiva da tecnologie prodotte fuori dai confini nazionali, temendo possibili ripercussioni sugli investimenti in ricerca e sviluppo di batterie sia negli Stati Uniti che in Europa.

Dal punto di vista tecnico, la collaborazione con BYD implica molto più che la semplice fornitura di batterie. Si tratta di una transizione che coinvolge la progettazione dei veicoli, la gestione termica dei sistemi di accumulo e l’ottimizzazione dei processi di assemblaggio. Va ricordato che, sebbene BYD disponga già di strutture produttive negli Stati Uniti per applicazioni commerciali, la produzione di batterie per auto passeggeri sul suolo americano non è ancora stata avviata.

L’accordo è da valutare

Le autorità regolatorie, a loro volta, dovranno valutare l’accordo sotto molteplici aspetti: dalla conformità normativa alle certificazioni di sicurezza, dalla tracciabilità dell’origine tecnologica alla compatibilità con le direttive su industria critica. In un’epoca in cui la ricerca di autonomia tecnologica è una priorità strategica, ogni operazione di questa portata viene esaminata con grande attenzione anche sul piano geopolitico.

Se la partnership tra Ford e BYD dovesse andare in porto, rappresenterebbe uno dei più rilevanti esempi di integrazione tra un grande costruttore occidentale e un leader asiatico delle batterie. Un segnale chiaro di come l’efficienza produttiva e l’innovazione tecnologica stiano spingendo il settore verso una sempre maggiore globalizzazione, pur lasciando aperte sfide cruciali legate alla sovranità industriale e alla sicurezza strategica.

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