Fiat 500 rubata gira con targa e documenti di un’altra auto: scoperto il “pezzotto”
Una Fiat 500 rubata in provincia di Bari è stata recuperata a Napoli: circolava con targa e documenti appartenenti a un'altra vettura simile
Una Fiat 500 rubata in provincia di Bari è ricomparsa alcune settimane dopo a Napoli, dove circolava con la targa e i documenti appartenenti a un’altra automobile molto simile. Un sistema pensato per rendere più difficile individuare la provenienza illecita del veicolo durante i controlli più superficiali, ma smascherato dagli agenti grazie a una piccola incongruenza.
La vettura è stata intercettata nella zona di piazza Garibaldi, nei pressi della Stazione Centrale di Napoli, durante i controlli effettuati dalla Polizia Metropolitana. A insospettire gli agenti è stato un dettaglio relativo all’anno di immatricolazione riportato nei documenti, che non sarebbe risultato compatibile con l’auto sottoposta a verifica. Da quel momento sono partiti accertamenti più approfonditi che hanno permesso di ricostruire la reale identità della Fiat.
Il trucco della targa di un’auto simile
Il sistema utilizzato è relativamente semplice. Una targa regolarmente associata a una vettura viene applicata su un altro veicolo dello stesso modello o simile, mentre vengono utilizzati anche i relativi documenti.
A un controllo immediato, quindi, targa e documentazione possono apparire regolari e le caratteristiche generali dell’automobile possono sembrare coerenti. Le anomalie emergono quando vengono confrontati con maggiore attenzione i dati identificativi e le caratteristiche specifiche del mezzo.
È quanto sarebbe accaduto con la Fiat 500 individuata a Napoli. Il controllo è stato eseguito dal NISA, il Nucleo Investigativo Stradale Ambientale guidato dal tenente Giuseppe Sacco e coordinato dalla comandante della Polizia Metropolitana Lucia Rea.
Un dettaglio sui documenti fa scattare i controlli
Inizialmente la documentazione presentata avrebbe potuto far pensare a un veicolo regolarmente circolante. Gli agenti, però, hanno rilevato una discrepanza: l’anno di immatricolazione indicato non sarebbe stato compatibile con l’esemplare che avevano davanti.
Quell’elemento ha portato a ulteriori verifiche sull’identità dell’automobile. Dagli accertamenti è emerso che la Fiat 500 era in realtà stata rubata all’inizio di luglio in provincia di Bari. La sua targa originale sarebbe stata rimossa e sostituita con quella appartenente a un’altra vettura simile.
Anche i documenti utilizzati per la circolazione sarebbero stati quelli collegati a quest’ultima. In questo modo l’automobile rubata avrebbe potuto continuare a circolare a centinaia di chilometri dal luogo in cui era stata sottratta, presentandosi apparentemente come un’altra vettura.
La Fiat 500 è stata sequestrata
Una volta ricostruita la provenienza del mezzo, la Polizia Metropolitana ha proceduto al suo recupero. La Fiat 500 è stata sequestrata penalmente ed è stata informata l’Autorità Giudiziaria per gli ulteriori accertamenti sul caso.
L’episodio mostra quanto una targa apparentemente valida non sia sufficiente, da sola, per stabilire l’effettiva identità di un’automobile. Quando modello, colore e caratteristiche sono molto simili a quelli del veicolo a cui appartengono realmente targa e documenti, l’alterazione può risultare difficile da individuare senza controlli specifici.
In questo caso è stata proprio una discrepanza apparentemente secondaria a far emergere il sistema. Dall’anno di immatricolazione non coerente gli agenti sono riusciti a risalire alla vera identità della 500 e al furto avvenuto settimane prima in provincia di Bari. Il veicolo è quindi uscito dalla circolazione ed è ora a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, mentre gli accertamenti dovranno chiarire tutti gli aspetti della vicenda e le responsabilità legate all’utilizzo della targa e della documentazione appartenenti all’altra automobile.