Ferrari Luce, il design shock ha un obiettivo preciso

Ferrari svela la Luce, la sua prima vettura elettrica da 1.035 cavalli. Tra tecnologia avanzata, design firmato LoveFrom e reazioni contrastanti del mercato

Ferrari Luce, il design shock ha un obiettivo preciso
G C
Giorgio Colari
Pubblicato il 28 mag 2026

Dopo giorni di polemiche e reazioni furiose online, attorno alla nuova Ferrari Luce il clima sembra lentamente raffreddarsi. Ma superato il primo impatto emotivo, emerge una domanda molto più interessante: perché Ferrari avrebbe scelto volontariamente di creare un’auto così divisiva?

Per un marchio costruito su eleganza senza tempo, proporzioni iconiche e motori emozionali, il debutto della prima elettrica del Cavallino sembra quasi una provocazione. Eppure, osservando cosa sta accadendo nel mercato del lusso automotive, la strategia di Maranello appare molto meno casuale di quanto sembri.

La realtà è che Ferrari non sta semplicemente progettando una supercar elettrica. Sta cercando di ridefinire il proprio ruolo nell’era dell’elettrificazione.

Ferrari Luce non vuole imitare le Ferrari tradizionali

Uno dei punti centrali della strategia Ferrari è probabilmente questo: evitare qualsiasi confronto diretto tra la nuova EV e le storiche sportive V8 e V12. Ed è qui che nasce il design così controverso della Ferrari Luce. Piuttosto che realizzare un’elettrica “travestita” da Ferrari tradizionale, Maranello sembra aver scelto di creare qualcosa di completamente diverso.

Una scelta quasi obbligata. L’essenza di una Ferrari, infatti, non riguarda soltanto le prestazioni. Conta il rumore del motore, la leggerezza, la risposta meccanica, la teatralità della guida. Tutti elementi che un’auto elettrica fatica inevitabilmente a replicare.

Le batterie ad alte prestazioni richiedono pacchi enormi e pesanti, rendendo molto difficile mantenere le proporzioni compatte e il peso contenuto tipici delle sportive tradizionali. Ferrari lo sa perfettamente. E invece di inseguire una copia inevitabilmente “inferiore” delle proprie auto termiche, ha deciso di separare nettamente i due mondi.

Una Ferrari pensata per un pubblico diverso

Guardando la Luce, appare evidente come il progetto punti verso un cliente molto diverso rispetto al ferrarista classico. Il design privilegia:

  • spazio interno;
  • comfort;
  • efficienza aerodinamica;
  • utilizzo quotidiano;
  • esperienza tecnologica.

In pratica, la nuova Ferrari elettrica sembra avvicinarsi più ai codici del lusso contemporaneo che a quelli della supercar tradizionale. Non è un caso che il linguaggio stilistico ricordi alcune EV premium recenti come la futura Jaguar Type 001, la Lucid Air o certe interpretazioni Mercedes-AMG più estreme.

La sensazione è che Ferrari voglia intercettare una clientela più giovane, internazionale e tecnologica, meno legata al mito del motore endotermico e più interessata all’esclusività del brand.

Ferrari evita la guerra delle hyper-EV

Un altro dettaglio importante riguarda il posizionamento competitivo. Ferrari sembra infatti poco interessata a entrare nella corsa alle hyper-EV da record insieme a marchi come Rimac o alle nuove elettriche cinesi ad alte prestazioni.

Oggi il mercato delle EV estreme è dominato da:

  • numeri impressionanti;
  • accelerazioni folli;
  • record in pista;
  • potenza esagerata.

Ma quella battaglia rischia di diventare rapidamente una guerra tecnologica difficile da rendere davvero esclusiva. Ferrari, invece, sembra voler seguire un’altra strada: trasformare la propria EV in un oggetto di lusso esperienziale, più vicino al concetto di lifestyle premium che a quello di semplice arma da pista. In altre parole, la Luce potrebbe essere meno “supercar” e più “Ferrari reinterpretata per l’era elettrica”.

Perché Ferrari sta andando cauta sull’elettrico

In fondo, la prudenza di Maranello appare comprensibile. A differenza di altri costruttori, Ferrari rischia molto di più nell’elettrificazione. Il valore del marchio è strettamente legato ai suoi motori termici, soprattutto ai V8 e V12 che hanno costruito il mito del Cavallino negli ultimi decenni.

Se una Ferrari elettrica venisse presentata come sostituta diretta delle auto tradizionali, il rischio sarebbe enorme: indebolire il fascino stesso delle vetture endotermiche. Per questo motivo la Luce sembra nascere come prodotto complementare e non come erede delle Ferrari classiche.

Anche Porsche, negli ultimi mesi, ha iniziato a rallentare alcuni programmi EV dopo una domanda inferiore alle aspettative. Ferrari sembra voler evitare lo stesso errore, mantenendo ben separati i due universi. E forse è proprio questa la chiave per capire la Luce: non un tradimento della tradizione Ferrari, ma un tentativo di proteggere il mito del Cavallino mentre il mercato cambia rapidamente.

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