FAP e AdBlue, come evitare l'intasamento secondo un meccanico

Scopri perché il FAP si intasa, i consigli del meccanico Juanjo Jiménez per la rigenerazione e i controlli della polizia italiana contro le manomissioni

FAP e AdBlue, come evitare l'intasamento secondo un meccanico
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Giorgio Colari
Pubblicato il 27 gen 2026

La questione dell’intasamento del filtro antiparticolato rappresenta una delle problematiche più diffuse e onerose per chi guida veicoli diesel di ultima generazione. Una soluzione concreta e alla portata di tutti arriva direttamente dalla Spagna, grazie all’esperienza del meccanico Juanjo Jiménez, che propone una tecnica semplice ma efficace per prevenire danni costosi e interventi invasivi. Il suo metodo si basa su numeri chiari: bastano quindici minuti di guida, mantenendo il motore tra i 2.000 e i 3.000 giri su una strada a scorrimento, per favorire la rigenerazione naturale del sistema e limitare i rischi di accumulo delle particelle.

Il problema del FAP

Il problema del FAP si manifesta soprattutto tra gli automobilisti che utilizzano l’auto prevalentemente in città. In questi contesti, le brevi percorrenze e i bassi regimi di rotazione impediscono al sistema di scarico di raggiungere le temperature ottimali, rendendo difficile la combustione delle particelle inquinanti e portando, nel tempo, all’intasamento del filtro. La proposta di Juanjo Jiménez si inserisce proprio in questo scenario, offrendo un’alternativa pratica rispetto alla manutenzione tradizionale in officina: una guida a regime costante, dopo aver raggiunto la temperatura operativa, può risultare sufficiente per espellere gli accumuli e mantenere efficiente il sistema.

Nonostante la validità tecnica della soluzione, non si possono trascurare gli aspetti normativi e i rischi connessi. Negli ultimi anni, la polizia italiana ha intensificato i controlli sulle manomissioni del FAP e sui sistemi di riduzione delle emissioni come l’AdBlue. Sempre più spesso, infatti, alcuni proprietari ricorrono a scorciatoie illegali, disattivando o rimuovendo questi dispositivi per evitare malfunzionamenti e ridurre i costi di gestione. Le autorità, però, ribadiscono con fermezza che tali pratiche costituiscono un reato e contribuiscono in modo significativo all’aumento dell’inquinamento atmosferico.

Un approccio diverso

Le officine autorizzate e i produttori di automobili, dal canto loro, suggeriscono un approccio diverso: puntare su una manutenzione programmata, sfruttando i monitoraggi elettronici e le pulizie professionali del Filtro Antiparticolato come strumenti preventivi. Tuttavia, molti automobilisti giudicano queste soluzioni ancora troppo onerose, sia in termini economici sia di tempo, e per questo motivo la rigenerazione forzata durante la marcia si afferma come un compromesso ragionevole per mantenere l’efficienza del sistema senza incorrere in spese eccessive.

Gli esperti del settore mettono però in guardia: durante le operazioni di rigenerazione è fondamentale rispettare il codice della strada e non intervenire in modo non certificato sulla centralina del veicolo. L’aumento temporaneo dei consumi di carburante, legato alla procedura suggerita da Juanjo Jiménez, rimane comunque molto più contenuto rispetto ai costi di una pulizia o, peggio, di una sostituzione completa del filtro.

Questione FAP

Sul fronte normativo, la questione è tutt’altro che chiusa. A livello europeo, il dibattito si fa sempre più acceso: le normative in arrivo confermeranno l’obbligatorietà del Filtro Antiparticolato sui motori diesel e ribadiranno l’importanza dell’AdBlue come strumento essenziale per la riduzione delle emissioni nocive. Questo scenario spingerà amministrazioni, officine e utenti verso una maggiore conformità alle regole e un controllo più stringente sulle pratiche di manutenzione e gestione dei sistemi anti-inquinamento.

In conclusione, la soluzione proposta da Juanjo Jiménez rappresenta un’opzione concreta e facilmente applicabile per evitare l’intasamento del FAP, senza ricorrere a interventi invasivi o rischiare sanzioni. Tuttavia, il rispetto delle normative e l’attenzione alla manutenzione restano elementi fondamentali per garantire la durata e l’efficienza dei dispositivi di abbattimento delle emissioni, a beneficio sia dell’automobilista sia dell’ambiente.

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