Dacia elimina il GPL in Europa entro il 2030: stop alle ECO-G

Dacia interrompe la vendita di auto a GPL in Europa entro il 2030 per adeguarsi agli obiettivi Ue di riduzione CO2. La casa punta su elettrificazione, hybrid e mild hybrid per la transizione di gamma

Dacia elimina il GPL in Europa entro il 2030: stop alle ECO-G
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Giorgio Colari
Pubblicato il 27 gen 2026

Nel panorama automobilistico italiano, un dato risalta con forza: nei primi nove mesi del 2025, sono state immatricolate ben Dacia 108.469 auto alimentate a GPL, confermando come questa tecnologia continui a esercitare un forte appeal tra gli automobilisti del nostro Paese. Con una quota di mercato del 9,2%, il GPL si è ormai posizionato davanti al diesel, a testimonianza di una domanda ancora vivace e radicata. Tuttavia, nonostante questo scenario apparentemente favorevole, il marchio rumeno ha scelto di voltare pagina: entro il 2030, la produzione di veicoli alimentati a gas liquefatto verrà interrotta, segnando la fine di un’epoca che per decenni ha rappresentato la soluzione ideale per chi cercava un compromesso tra costi contenuti e ridotto impatto ambientale.

La decisione del Gruppo

La decisione, presa dal gruppo Renault, non nasce da una semplice valutazione di mercato, ma risponde a esigenze industriali e strategiche ben più profonde. Continuare a proporre le versioni ECO-G di modelli iconici come Sandero, Duster e Bigster comporterebbe infatti investimenti produttivi che si scontrano con i sempre più stringenti obiettivi europei di riduzione delle emissioni di CO2. A chiarirlo è stato Frank Marotte, direttore vendite di Dacia, sottolineando come i vincoli normativi e i crescenti costi di sviluppo abbiano reso insostenibile il mantenimento di questa offerta oltre la soglia del 2030.

Il contesto normativo europeo è infatti cambiato radicalmente negli ultimi anni. Il pacchetto “Fit for 55” dell’Unione Europea impone una riduzione del 55% delle emissioni di CO2 entro il 2030 e punta all’azzeramento totale entro il 2035. In questo scenario, le case automobilistiche si trovano costrette a rivedere le proprie strategie, indirizzando risorse e investimenti verso tecnologie più avanzate e in linea con i nuovi standard ambientali. Il GPL, che fino a pochi anni fa rappresentava una soluzione intermedia tra motori tradizionali e alternative a zero emissioni, viene ora percepito come una tecnologia superata, non più in grado di soddisfare le nuove esigenze di sostenibilità e competitività.

Una scelta dolorosa

Nonostante le vetture ECO-G abbiano contribuito in modo significativo alla riduzione delle emissioni medie aziendali – in alcuni casi fino a 10-20 g/km – anche grazie all’integrazione con sistemi mild hybrid, la transizione tecnologica in atto non lascia più spazio a compromessi. Dacia sta dunque riposizionando la propria gamma, puntando con decisione su motorizzazioni ibride e soluzioni a batteria, in perfetta sintonia con le direttive europee e con le aspettative di un mercato sempre più orientato all’elettrificazione.

Per i consumatori italiani, abituati a un’infrastruttura di distribuzione del GPL capillare e affidabile, la notizia rappresenta una svolta non priva di interrogativi. Cosa accadrà alla disponibilità di veicoli economici e a basse emissioni nei prossimi anni? La risposta dipenderà dalla capacità dei costruttori di offrire alternative ibride ed elettriche a prezzi accessibili, sostenute da politiche di incentivazione adeguate e da una rete di ricarica all’altezza delle nuove esigenze.

Sul fronte industriale, l’addio di Dacia al GPL non è solo una scelta di prodotto, ma un segnale forte che anticipa le trasformazioni dell’intero settore automotive. Le strategie di elettrificazione stanno accelerando, influenzando profondamente le catene di fornitura, gli investimenti in ricerca e sviluppo e il mix produttivo di tutti i principali attori del mercato. In questa nuova era, la capacità di adattarsi rapidamente alle evoluzioni normative e tecnologiche diventa il vero fattore competitivo.

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