Citroen e il ritorno della mitica 2CV: concept previsto al Salone di Parigi
Citroen prepara il ritorno della 2CV in veste elettrica: concept a Parigi 2026, batteria 27,5 kWh, autonomia ~260 km e produzione possibile con Stellantis e CATL
La leggendaria Citroen si prepara a riscrivere la storia della mobilità urbana europea, annunciando il ritorno di un’icona che ha segnato un’epoca: la 2CV. Questa volta, però, la rivoluzione si fa silenziosa e sostenibile, perché la nuova generazione della celebre vettura del dopoguerra sarà completamente elettrica. Con il progetto in fase avanzata di sviluppo, la casa francese mira a presentare un prototipo rivoluzionario in occasione di Parigi 2026, anticipando così il debutto commerciale previsto per il 2029, anno che coinciderà con l’80° anniversario della prima 2CV.
La nuova 2CV si presenta come una city car ultra-compatta, perfetta per affrontare le sfide della mobilità moderna. Tra i dati più interessanti spicca la batteria 27 5 kWh, capace di garantire un’autonomia 260 km secondo il ciclo WLTP. Questa scelta tecnica non è casuale: risponde alle esigenze di chi vive la città quotidianamente, puntando su efficienza, praticità e costi contenuti. Il motore elettrico promette una potenza di circa 80 cavalli, offrendo il giusto equilibrio tra brio e sostenibilità per gli spostamenti urbani.
Sarà geniale
Alla guida creativa del progetto troviamo Pierre Leclercq, designer di fama internazionale, che ha dichiarato di voler reinterpretare in chiave contemporanea i valori che hanno reso la 2CV un mito: semplicità, comfort e accessibilità. Non si tratta solo di un esercizio di stile, ma di una vera e propria filosofia progettuale che mira a restituire al pubblico quell’auto “per tutti” che motorizzò la Francia del dopoguerra. In questa visione, il CEO Xavier Chardon ha sottolineato l’importanza di recuperare lo spirito originario del modello, inteso come simbolo di democrazia automobilistica.
Dal punto di vista tecnico, la nuova 2CV sfrutterà la piattaforma Smart Car sviluppata dal gruppo Stellantis. Questa soluzione modulare è stata pensata per massimizzare la flessibilità produttiva, permettendo di realizzare sia versioni completamente elettriche sia varianti tradizionali, sempre con un occhio di riguardo ai costi. La collocazione nella gamma Citroen sarà al di sotto dell’attuale C3, rafforzando la vocazione cittadina e l’accessibilità economica della vettura.
I revival piacciono
Il contesto di mercato sembra particolarmente favorevole a questa operazione. Il successo della nuova Renault 5 ha dimostrato quanto il pubblico europeo sia sensibile al richiamo delle auto storiche reinterpretate in chiave moderna, specialmente quando queste riescono a coniugare il fascino del passato con le tecnologie di ultima generazione. La strategia di Citroen, dunque, appare come una risposta diretta a questa tendenza, cercando di intercettare una clientela che spazia dagli appassionati di heritage automobilistico alle giovani generazioni attente alla sostenibilità.
Un altro elemento chiave del progetto è la cornice normativa europea. L’Unione Europea sta infatti valutando nuove regole per la categoria M1E, riservata alle automobili sotto i 4,2 metri prodotte nell’UE, favorendo così lo sviluppo e la diffusione di city car elettriche. Questa iniziativa legislativa potrebbe rappresentare un vantaggio competitivo per la nuova 2CV, agevolandone l’ingresso sul mercato e incentivando la produzione locale.
Debutto al Salone di Parigi
Sul fronte industriale, la partnership tra Stellantis e CATL si tradurrà nella costruzione di una gigafactory a Saragozza, operativa dal 2026. Questa struttura garantirà la fornitura di batterie a prezzi competitivi, elemento fondamentale per mantenere bassi i costi di produzione e rendere la city car accessibile a un pubblico più ampio. La filiera corta e integrata rappresenta un asset strategico per affrontare le sfide del mercato elettrico.
Il calendario fissato da Citroen è chiaro: la presentazione del concept è attesa per il Salone di Parigi 2026, seguita da una fase di sviluppo industriale che porterà alla commercializzazione attorno al 2029. Questa tempistica consentirà di testare la reazione del pubblico e di ottimizzare il prodotto prima del lancio su larga scala, riducendo i rischi e massimizzando le opportunità.