Citroën 2CV Fourgonnette, il ritorno è possibile: ma c'è un problema che frena tutti

Citroën presenta la nuova 2CV Fourgonnette elettrica al Salone di Parigi 2026. Il design conquista, ma costi e praticità complicano la produzione

Citroën 2CV Fourgonnette, il ritorno è possibile: ma c'è un problema che frena tutti
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Renato Terlisi
Pubblicato il 15 ott 2026

La leggendaria Citroën 2CV Fourgonnette potrebbe tornare sulle strade europee in una veste completamente elettrica. Al Salone di Parigi 2026, il marchio francese ha presentato un concept che recupera l’aspetto dell’indimenticabile furgoncino degli anni Cinquanta, reinterpretandolo attraverso un progetto moderno dalle dimensioni compatte.

L’idea accompagna la rinascita della 2CV berlina, attesa nel 2028, e porta la firma di Pierre Ycare, designer già coinvolto nella realizzazione della Citroën Ami. Per il momento, tuttavia, la versione commerciale rimane un esercizio stilistico, senza una conferma ufficiale della produzione.

La domanda riguarda soprattutto la sostenibilità economica dell’operazione: esiste davvero un mercato sufficientemente ampio per giustificare un piccolo veicolo da lavoro ispirato al passato?

Citroën 2CV Fourgonnette, il fascino del passato incontra l’elettrico

Il prototipo riprende alcuni elementi caratteristici della Fourgonnette originale, a partire dalla carrozzeria squadrata e dalle superfici che ricordano la lamiera ondulata delle versioni storiche. La prima 2CV commerciale debuttò nel 1951, conquistando artigiani, commercianti e amministrazioni pubbliche grazie alla semplicità meccanica, ai costi contenuti e alla capacità di affrontare strade dissestate.

Le successive varianti AZU e AK400 contribuirono a consolidarne la popolarità, prima che Citroën sviluppasse veicoli professionali più moderni, come il C15 e successivamente il Berlingo. La reinterpretazione elettrica conserva l’impostazione essenziale dell’antenata, ma propone una soluzione particolare per accedere al vano posteriore: un’apertura laterale di tipo ad ala di farfalla.

Una scelta scenografica che permette di distinguere il concept, ma potrebbe rivelarsi poco funzionale nell’utilizzo quotidiano, soprattutto durante le operazioni di carico nei centri urbani.

Il problema della porta laterale e dei costi industriali

Il principale ostacolo riguarda la possibilità di trasformare il prototipo in un veicolo commerciale competitivo. Il passo ridotto non consentirebbe facilmente l’installazione di una tradizionale porta laterale scorrevole, particolarmente apprezzata da corrieri e artigiani perché permette di lavorare anche negli spazi stretti.

A complicare la situazione interviene il volume di carico, apparentemente limitato rispetto a quello dei furgoni compatti già disponibili sul mercato. Anche realizzare una carrozzeria specifica richiederebbe investimenti significativi in progettazione, attrezzature e produzione, difficili da recuperare senza volumi di vendita adeguati.

Un precedente arriva da Renault, che aveva immaginato una nuova 4 Fourgonnette elettrica, salvo rinunciare al progetto in favore di una più semplice variante commerciale della Renault 4 E-Tech, priva dei sedili posteriori. La storia offre altri esempi di veicoli compatti dalle ambizioni particolari, come Renault Kangoo Be Bop e Citroën Nemo, che non hanno ottenuto risultati commerciali sufficienti a trasformarsi in riferimenti del settore.

Il precedente Caselani e l’incognita del prezzo

La nostalgia per la 2CV Fourgonnette ha già trovato un’applicazione concreta grazie al carrozziere italiano Caselani, che propone una trasformazione del Citroën Berlingo autorizzata dalla casa francese. Il kit estetico costa 16.800 euro più IVA, ai quali bisogna aggiungere il prezzo del veicolo originale. Le versioni complete partono da 37.500 euro, IVA esclusa, per il modello a benzina e raggiungono 49.000 euro per quello elettrico.

Cifre che evidenziano quanto possa diventare costosa una reinterpretazione rétro destinata a un pubblico professionale. Per la futura 2CV berlina si parla di un prezzo indicativo di 15.000 euro, ma non esistono valutazioni ufficiali per un’eventuale Fourgonnette.

Citroën dovrà quindi stabilire se il fascino del progetto possa tradursi in una proposta economicamente sostenibile, senza sacrificare le caratteristiche pratiche richieste a un autentico veicolo commerciale.

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