Carburanti, taglio delle accise: allo studio la proroga fino a giugno

L’esecutivo verso un ulteriore step alla diminuzione del peso fiscale su benzina, gasolio e GPL che faccia seguito all’attuale provvedimento in scadenza all’inizio di maggio.

Sui tavoli del Parlamento torna la questione del caro carburanti: una delle emergenze più sentite da milioni di famiglie e centinaia di migliaia di aziende e imprese, che solamente un intervento dell’esecutivo, arrivato lo scorso 21 marzo dopo diversi mesi di continui e incontrollati rincari, aveva in parte limitato, seppure in maniera non strumentale.

La strategia di contenimento dei prezzi, che inizialmente scadeva il 22 aprile, è stata poi prorogata di altri dieci giorni (fino all’inizio di maggio). Il prossimo step è stato illustrato, nel pomeriggio di mercoledì 20 aprile, dal ministro dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti durante un question time alla Camera.

Il ministro: “Questione di primo piano”

Che la riduzione delle accise sarà con tutta probabilità utilizzata dall’esecutivo per tenere ancora una volta sotto controllo i prezzi di benzina, gasolio e GPL “alla pompa”, lo spiega lo stesso ministro Giorgetti:

La dinamica dei prezzi dei carburanti resta un tema di primo piano su cui l’attenzione del Governo è massima, e che proseguirà, implementandola, nell’attività di monitoraggio oltre che nella valutazione delle misure necessarie a calmierare i prezzi, fra cui la proroga del taglio delle accise disposta nell’ultimo decreto legge.

Accise tagliate fino al 30 giugno?

I tempi saranno resi noti nei prossimi giorni: si attende dal Consiglio dei ministri il nuovo documento sugli aiuti all’economia, che conterrà gli strumenti per far fronte al caro energia (carburanti, bollette di luce e gas) inseriti nella risoluzione di maggioranza sul Def-Documento di Economia e Finanza che ha ricevuto “disco verde” dal Senato dopo l’approvazione della Camera e, di fatto, contiene le “voci” di massima priorità politico-economica per le forze di sostegno al governo Draghi.

Fra le soluzioni attese per fronteggiare il rischio di una nuova impennata del costo di benzina, gasolio e GPL a carico dei consumatori, dovrebbe esserci un nuovo taglio alle accise, nella misura di 25 centesimi al litro (30,5 centesimi IVA compresa) da prorogare almeno fino alla fine di giugno 2022. In effetti, per questa misura, così come per gli altri provvedimenti sull’energia, il Def – osserva IlSole 24Ore – mette a disposizione un “tesoretto” da 6 miliardi di euro, con una parte che verrebbe coperta dall’extragettito IVA. Nel caso in questione, tuttavia, si avrebbe in mano solamente quello del mese di marzo.

Le misure da adottare in materia di caro energia vengono auspicate a gran voce nella risoluzione di maggioranza sul Def che ha ottenuto l’approvazione di Camera e Senato:

Il Governo dovrà utilizzare gli spazi derivanti dalla manovra per nuove iniziative espansive, disponendo ulteriori interventi per contenere l’aumento dei prezzi dell’energia nonché mediante la revisione del sistema dei prezzi di riferimento e dei carburanti, assicurando la necessaria liquidità alle imprese mediante la concessione di garanzie anche alla luce della nuova comunicazione della Commissione n. 2022/C 131 I/01 sul nuovo quadro contemporaneo degli aiuti di Stato nonché ai settori maggiormente colpiti dalle attuali emergenze.

No alle speculazioni

In ogni caso, le indicazioni del ministro Giancarlo Giorgetti parlano chiaro: il Governo, oltre a dare il via libera ai provvedimenti che tengano sotto controllo il prezzo dei prodotti energetici e dei carburanti, deve anche adoperarsi per evitare speculazioni:

Il prezzo è liberalizzato, quindi la dinamica spetta al mercato. è tuttavia compito del Governo, ed il particolare del Ministero dello Sviluppo Economico, valutare e monitorare l’andamento dei prezzi, per prevenire gli eventuali fenomeni speculativi che possono essere disposti. Nel dettaglio, il provvedimento di riduzione delle accise è stato traslato di fatto, in base alle nostre osservazioni, sul prezzo finale. Noi dobbiamo verificare che in effetti gli interventi sulle accise non vengano più, nella dinamica dei prezzi, in qualche modo incorporati a beneficio delle imprese dei distributori e non dei consumatori.

Carburanti: i prezzi tornano su

Nel frattempo, si assiste ad un nuovo (seppure leggero) rialzo dei prezzi dei carburanti alla pompa, a causa delle quotazioni dei prodotti petroliferi nel Mediterraneo che sono tornate a crescere, in particolar modo per il gasolio. Come evidenzia un “lancio” Ansa, Eni ha aumentato di 2 centesimi il prezzo raccomandato del diesel, e Q8 ha ritoccato al rialzo, sempre di 2 centesimi, benzina e gasolio.

Di seguito il dettaglio dei prezzi dei carburanti elaborati da Quotidiano Energia sulla base dei dati comunicati dai gestori all’Osservaprezzi del Ministero dello Sviluppo Economico aggiornati alle 8 di mercoledì 20 aprile.

Benzina

  • Self service: prezzo medio nazionale 1,777 euro al litro (da 1,773 euro/l); prezzi medi applicati dalle Compagnie compresi fra 1,757 euro/l e 1,799 euro/l (no logo: 1,767 euro/l);
  • Servito: prezzo medio nazionale 1,918 euro al litro (da 1,916 euro/l); prezzi medi applicati dalle Compagnie compresi fra 1,843 euro/l e 2,006 euro/l (no logo: 1,824 euro/l).

Gasolio

  • Self service: prezzo medio nazionale 1,776 euro al litro (da 1,769 euro/l); prezzi medi applicati dalle Compagnie compresi fra 1,767 euro/l e 1,784 euro/l (no logo: 1,772 euro/l);
  • Servito: prezzo medio nazionale 1,918 euro al litro (da 1,914 euro/l); prezzi medi applicati dalle Compagnie compresi fra 1,859 euro/l e 1,993 euro/l (no logo: 1,828 euro/l).

GPL

  • Prezzi medi applicati dalle Compagnie compresi fra 0,848 e 0,871 euro al litro (no logo: 0,854 euro/l).

Metano

  • Prezzi medi applicati dalle Compagnie compresi fra 2,123 euro al kg e 2,358 euro/kg (no logo: 2,087 euro/kg).

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