Carburanti: il Governo riduce il prezzo di 25 centesimi tra accise e IVA

Ecco quanto pagheranno i consumatori con il provvedimento che per trenta giorni riduce i prezzi “alla pompa” secondo il meccanismo dell’accisa mobile.

Il Governo ha messo mano agli enormi (e ingiustificati) rialzi dei prezzi dei prodotti energivori e dei carburanti: il decreto ad hoc “Misure urgenti per contrastare gli effetti economici e umanitari della crisi ucraina, approvato all’unanimità dal Consiglio dei ministri ed illustrato, nella prima serata di venerdì 18 marzo, in una conferenza stampa guidata dal presidente del Consiglio Mario Draghi, contiene un pacchetto da 4,4 miliardi di euro complessivi.

Obiettivo: arginare i continui rincari

Questa cifra contiene anche un provvedimento per frenare, e più avanti stabilizzare, i continui aumenti di benzina, gasolio, GPL e metano per autotrazione, che – come si sa – dall’autunno 2021 ed in particolare nell’ultimo mese hanno raggiunto valori da record (in negativo per le tasche di consumatori e imprese), tanto che di recente – dopo le impennate giornaliere dei prezzi ed una dichiarazione del ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani che aveva definito “Irragionevoli” gli aumenti, e “Una colossale truffa creata dal nervosismo dei mercati” – il Codacons aveva presentato un esposto a 104 Procure della Repubblica in tutta Italia ed all’Autorità Garante sulla Concorrenza, per chiedere l’avvio di un’indagine sui folli rincari dei prezzi dei carburanti.

E la Procura di Roma aveva, lunedì 14 marzo scorso, aperto un procedimento, al momento senza indagati né ipotesi di reato ed affidato alla Guardia di Finanza della Capitale, per verificare i motivi di tali aumenti e far luce su eventuali responsabilità.

Tutti i dettagli

Nel dettaglio, l’intervento dell’esecutivo prevede una riduzione di 25 centesimi del prezzo di benzina e gasolio “alla pompa”, con un taglio di 20 centesimi alle accise (che, come si sa, gravano per 0,728 euro al litro sulla benzina e 0,617 euro al litro sul gasolio, e dal 2013 sono strumentali), ed una parallela riduzione dell’IVA. Il Governo ha, di fatto, applicato il provvedimento dell’”accisa mobile”, già adottato nel 2007, che consente l’utilizzo dell’extragettito IVA già ottenuto dalla vendita dei carburanti, per abbassare il valore delle accise.

In pratica: all’aumentare dei prezzi, gli incassi maggiori dell’IVA possono essere utilizzati per ribassare le accise. Nella fattispecie, si prenderanno in considerazione l’extragettito del quarto trimestre 2021, che ammontava a 308 milioni di euro, in modo da togliere 8,5 centesimi al litro.

A conti fatti, la riduzione del prezzo dei carburanti al litro sarà di circa 10 centesimi: sommati al taglio di 15 centesimi annunciato dal premier Mario Draghi in conferenza stampa, si ottengono 25 centesimi in meno.

Tassata una parte dei profitti sulle materie prime e successiva redistribuzione

A spiegare il tenore del nuovo provvedimento è stato, nella conferenza stampa, lo stesso Mario Draghi:

Gran parte degli interventi di oggi non vengono finanziati dal bilancio pubblico, ma – a differenza degli scorsi provvedimenti – dalle aziende del comparto energetico. Tassando una parte dei profitti in eccesso che i produttori ottengono dall’aumento dei costi delle materie prime, redistribuiamo queste somme alle imprese e alle famiglie in difficoltà.

Attenzione all’andamento dei mercati

Va tenuto conto che la misura d’urgenza varata dal Ministero delle Finanze e dal ministero delle Infrastrutture e Mobilità Sostenibili durerà per trenta giorni a partire dalla data di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale: resterà in vigore fino al termine di aprile. Nel frattempo, il Governo osserverà il comportamento dei mercati per poi decidere se, eventualmente, proseguire.

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