Prezzi carburanti: perché è necessario intervenire su accise e IVA

Benzina e gasolio stabilmente oltre 2 euro al litro, fermo di pescherecci e autotrasporti; Associazioni di categoria e consumatori si sgolano nella richiesta di interventi-calmiere immediati: è davvero così difficile provvedere?

Le quotazioni dei petroliferi nel Mediterraneo hanno chiuso ieri (giovedì 10 marzo) ancora una volta in calo, tuttavia i notevoli rialzi che si erano verificati nei giorni scorsi continuano a pesare in modo sostanziale sui prezzi al consumo. In altre parole: le Compagnie hanno lasciato sostanzialmente invariati i prezzi “alla pompa” consigliati.

Come di consueto, ecco la situazione-prezzi, riportata da Ansa, sull’elaborazione di Quotidiano Energia dei dati alle 8 di ieri resi noti dai gestori all’Osservaprezzi carburanti del Ministero dello Sviluppo Economico.

Carburanti: quanto costano

Benzina

  • Self service: prezzo medio nazionale 2,182 euro al litro (da 2,124 euro/l); prezzi medi praticati dalle Compagnie compresi fra 2,168 euro/l e 2,234 euro/l (no logo: 2,144 euro/l);
  • Servito: prezzo medio nazionale, 2,275 euro al litro (da 2,216 euro/l); prezzi medi praticati dalle Compagnie compresi fra 2,222 euro/l e 2,378 euro/l (no logo: 2,181 euro/l).

Gasolio

  • Self service: 2,173 euro al litro (da 2,074 euro/l); prezzi medi praticati dalle Compagnie compresi fra 2,160 euro/l e 2,238 euro/l (no logo: 2,151 euro/l);
  • Servito: 2,270 euro al litro (da 2,172 euro/l); prezzi medi praticati dalle Compagnie compresi fra 2,246 euro/l e 2,359 euro/l (no logo: 2,186 euro/l).

GPL

  • Prezzi medi nazionali: fra 0,871 euro al litro e 0,894 euro/l (no logo: 0,870 euro/l).

Metano per autotrazione

  • Prezzi medi nazionali: fra 1,955 euro al kg e 2,366 euro/kg (no logo: 2,229 euro/kg).

Pescatori e autotrasporto sul piede di guerra

Pescherecci “a secco” per una settimana

Come si ricorderà, i pescherecci avevano annunciato, lunedì 7 marzo, una settimana di sciopero contro il caro gasolio, a causa dell’impennata degli ultimi tre mesi, come sostenuto dalle Associazioni di categoria, e il prezzo del carburante pressoché triplicato in due anni (a conti fatti, spiegavano i rappresentanti dei pescatori ai taccuini degli organi di stampa, un peschereccio medio di 20 metri consuma 4.000 litri di gasolio alla settimana, con il prezzo salito a 1 euro fanno 4.000 euro ogni sette giorni; una batosta da 16.000 euro al mese e prezzi troppo bassi pagati ai pescatori). Alla protesta ha aderito l’80% delle marinerie.

Anche gli autotrasportatori si fermano

Nel pomeriggio di giovedì 10 marzo è arrivata la notizia del blocco dei trasporti che scatterà lunedì 14 marzo. Le aziende di autotrasporto – come si sa, in Italia l’85% delle merci viaggia su gomma: il rischio è che i committenti debbano pagare di più, con le conseguenze per le tasche dei consumatori finali che è facile immaginare – spiegano che non si tratta di uno sciopero e nemmeno di una rivendicazione specifica, quanto di un’iniziativa indetta per coordinare le manifestazioni in ordine alle estreme necessità del settore. È, quindi, una sospensione dei servizi, come in effetti precisato da Trasportounito in una lettera indirizzata alla Presidenza del Consiglio, al ministro ed al viceministro delle Infrastrutture e Mobilità Sostenibili ed al presidente della Commissione di Garanzia in Scioperi:

La sospensione dei servizi si è resa inevitabile, anche per tutelare le imprese e impedire che le esasperate condizioni di mercato, determinate dal rincaro-record dei carburanti, si traducano in vantaggi per altri soggetti del settore trasporti, ovvero in addebiti per obblighi contrattuali che le imprese della filiera logistica non sono più in grado di affrontare.

Unitras ha, dal canto suo, annunciato una serie di manifestazioni degli autotrasportatori in tutta Italia per sabato 19 marzo: saranno, spiegano i rappresentanti in una nota, “Il primo passo di una vertenza che se malauguratamente dovesse restare senza risposte, potrebbe sfociare in ulteriori e più incisive iniziative”.

IEA, verso nuove scorte

Nella prima settimana di marzo è arrivata la notizia di un “allineamento” dell’Italia alle proposte dell’Agenzia Internazionale dell’Energia di dare via libera ad una prima “iniezione” di scorte di petrolio: un intervento d’emergenza per 2,041 milion i di barili, corrispondenti a 277.000 tonnellate di greggio. Mercoledì 9 marzo, in un’intervista rilasciata al Financial Times, il direttore di AIE Fatih Birol ha reso noto che i Paesi membri dell’Agenzia si dichiarano pronti ad immettere nuovi quantitativi di scorte di petrolio. Nella stessa occasione, rileva una news de IlSole 24Ore, Birol ha criticato la scelta di Arabia Saudita ed Emirati Arabi di non immettere più greggio per raffreddare i prezzi.

I gestori chiedono l’accisa mobile

Da noi, FAIB, FEGICA e FIGISC (organizzazioni che rappresentano il settore della distribuzione dei carburanti al dettaglio ed i gestori) hanno chiesto al Governo un intervento immediato: l’applicazione di quanto dispone la legge 244 del 2007 in materia di accisa mobile, che permette di sterilizzare gli aumenti dell’IVA – i quali sono aumentati di 3 centesimi al litro rispetto alla fine del 2021, e consente “Un minimo di stabilità per famiglie ed operatori economici”.

Accise: siamo (purtroppo) fra i “peggiori” d’Europa

È interessante una rilevazione di Facile.it. Intendiamoci: niente di cui l’”uomo della strada” non avesse già sentore. Tuttavia, è sempre bene che certi fenomeni vengano messi “nero su bianco”. In tema di accise sui carburanti, l’Italia è al secondo posto a livello europeo sulla benzina (0,73 euro complessivi al litro: peggio fanno soltanto i Paesi Bassi, con 0,79 euro al litro), che se si aggiunge l’IVA arrivano ad incidere per oltre la metà sul costo “alla pompa”. Seguono nella classifica Finlandia e Grecia (0,70 euro ogni litro); appena fuori dalla top five delle accise sulla benzina più alte d’Europa, Francia (0,68 euro al litro) e Germania (0,65 euro).

Mentre per il gasolio è proprio l’Italia ad indossare la “maglia nera”, con 0,62 euro al litro, davanti a Belgio (0,60 euro al litro) e Francia (0,59 euro al litro).

Tanto per la benzina quanto per il gasolio, prosegue la nota di Facile.it, è la Bulgaria a detenere il primato dello Stato con le accise più basse di Europa: rispettivamente 0,36 euro e 0,33 per ogni litro, circa la metà di quanto rilevato in Italia.

Consumatori: “Azzerare le accise!”

Quanto costeranno, all’atto pratico, gli indiscriminati rialzi dei carburanti che nemmeno le lievissime flessioni delle quotazioni dei petroliferi nel Mediterraneo degli ultimi due giorni riescono a fermare? L’ONF-Osservatorio Nazionale Federconsumatori ha calcolato, sull’aggiornamento delle stime relative agli aggravi di spesa che le famiglie dovranno fronteggiare nel 2022, ben 478 euro in più (solamente per i carburanti) su un totale di +2.354,98 euro in ordine agli aumenti che si sono già registrati da gennaio.

La situazione è, come abbiamo avuto modo di osservare in più occasioni (e non ci stancheremo mai di farlo, fino a quando il Governo non affronterà di petto la questione con provvedimenti concreti!) peggio che difficile: è un’emergenza nel vero senso della parola.

Federconsumatori: stop alle accise

Federconsumatori chiede l’azzeramento delle accise sui carburanti, che – “caricate” dell’IVA – gravano per circa 0,72 euro al litro sulla benzina e 0,62 euro al litro sul gasolio:

“Una situazione allarmante, che il Governo è chiamato ad affrontare con urgenza disponendo l’azzeramento totale delle accise e una forma di sgravio ulteriore, ad esempio sotto forma di credito di imposta, per i mesi di marzo e aprile, per le aziende di autotrasporto. Non dobbiamo dimenticare, infatti, che oltre l’86% dei beni nel nostro Paese sono trasportati su gomma, per questo è fondamentale intervenire per scongiurare il blocco delle attività di fornitura di beni nei punti vendita, che comporterebbe difficoltà nel reperimento dei prodotti, corsa all’accaparramento e possibili fenomeni speculativi”.

Michele Carrus, neopresidente di Federconsumatori, chiede che vengano adottate fin da subito delle misure d’emergenza:

Al fianco di una necessaria riforma e revisione complessiva di accise e oneri che appesantiscono i costi di bollette e carburanti, è necessario avviare in questa fase misure straordinarie, agendo immediatamente per decreto.

Con l’azzeramento delle accise, osserva Federconsumatori, la benzina oggi costerebbe 1,39 euro al litro e il gasolio 1,55 euro al litro, con un risparmio, in termini annui, di circa 874 euro. Un ulteriore alleggerimento (si parla di una media di 228 euro all’anno) si otterrebbe se sui carburanti venisse applicata un’IVA agevolata al 10%, anziché l’attuale 22%.

U.Di.Com: bloccare accise ed eliminare IVA sui carburanti

Su una simile lunghezza d’onda è la presa di posizione assunta da U.Di.Con (Unione Difesa dei Consumatori). Il presidente nazionale Denis Nesci chiede, in una nota inviata alle agenzie di stampa, che l’esecutivo intervenga con provvedimenti drastici, come blocco delle accise ed eliminazione dell’IVA sui carburanti:

“Il costo del carburante che vediamo indicato nei distributori è sempre più alto ma non dimentichiamoci che include le accise e l’IVA imposte dallo Stato per oltre il 55%.  Il povero gestore guadagna 2 centesimi appena a litro, se non si interviene rischio chiusura di 10.000 impianti e a soffrirne saranno i comuni più piccoli quelli montani che saranno privi di un servizio essenziale. Oggi assistiamo a dati spaventosi, dal primo marzo ad oggi persino il prezzo dell’agricolo è aumentato del 40% il che influisce anche sui prezzi della spesa in egual modo. Più aumenta il prezzo del carburante più aumentano IVA e accise. Il gasolio è arrivato ad equipararsi o addirittura ad essere più elevato rispetto alla benzina. Il Governo dovrebbe intervenire con atti concreti, bisognerebbe bloccare quest’aumento improponibile delle accise ed eliminare l’IVA. Le famiglie dovrebbero poter preservare il loro potere d’acquisto, non essere sommerse da aumenti che in molti casi superano le loro capacità economiche. Il Governo non deve guadagnare sulla pelle dei consumatori”.

Assoutenti: sterilizzare IVA, ridurre il peso delle accise anche a beneficio del trasporto pubblico

È da segnalare ciò che Assoutenti teme per il comparto del trasporto pubblico locale a causa degli aumenti dei carburanti, e del gasolio in particolare: le aziende più piccole “Potrebbero essere costrette a ridurre o interrompere le corse di bus e pullman, determinando una paralisi del paese”, con ripercussioni sugli spostamenti degli italiani facilmente immaginabili.

Il presidente Furio Truzzi dipinge un quadro poco felice:

I costi per i carburanti in capo alle imprese che operano nel settore del trasporto pubblico stanno diventando sempre più insostenibili e rischiano di avere ripercussioni sui servizi resi all’utenza. Di questo passo le aziende più piccole la cui flotta è alimentata a benzina o gasolio potrebbero non riuscire a coprire le spese di rifornimento, col rischio concreto di tagli alle corse o forti incrementi del costo di biglietti e abbonamenti a danno dell’utenza.

Assoutenti ribadisce la propria richiesta, già avanzata nei giorni scorsi:

Il Governo deve intervenire non solo per ridurre i listini alla pompa, attraverso la sterilizzazione dell’IVA e il taglio delle accise, ma deve anche garantire il pieno funzionamento dei trasporti pubblici in tutto il paese, assicurando la libertà di circolazione dei cittadini riconosciuto dalla nostra Costituzione.

Il “caso” Livigno, dove la benzina costa 1,3 euro

È il “segreto di Pulcinella”, lo sanno tutti: nel duty free più alto del mondo, dove non si pagano né IVA né accise, il prezzo dei carburanti è da sempre sensibilmente più basso che nel resto d’Italia (ma anche della confinante Svizzera, in cui – secondo i dati più aggiornati dell’Automobile Club elvetico i prezzi “alla pompa” aggiornati a venerdì 11 marzo sono nell’ordine di 1,90-1,98 euro al litro per la benzina e 1,94 euro al litro per il gasolio).

Anche nonostante il “diritto speciale” (tassazione in vigore dal 1973 che grava su tutto ciò che entra nel territorio comunale, che nel caso dei carburanti ammonta a 0,25 euro al litro per la benzina e 0,155 euro al litro per il gasolio), il prezzo dei carburanti aggiornato allo scorso 8 marzo era di, rispettivamente, 1,366 euro al litro (benzina), 1,253 euro/l (gasolio) e 0,695 euro/l (GPL).

Intanto difendiamoci, stando attenti ai consumi

Dal canto nostro, oltre a proseguire la nostra iniziativa di dare voce alle Associazioni di categoria e di difesa dei consumatori, che rappresentano una importantissima “voce” per le decine di milioni di utenti oberati di fronte al folle aumento delle tasse e del costo della vita, riteniamo opportuno pubblicare brevemente una serie di accorgimenti da tenere in considerazione per limitare quanto più possibile i consumi.

“Regolette” di guida predittiva che gli automobilisti ben conoscono, e non ci arroghiamo alcun diritto di “salire in cattedra”, tuttavia può essere utile tenerle sempre a mente.

  • Tenere la pressione delle gomme su livelli sempre corretti;
  • Mantenere una guida fluida, quanto più costante possibile, senza brusche accelerazioni e frenate;
  • Attenzione alla distanza di sicurezza dai veicoli che precedono, proprio per evitare di dover intervenire sui freni all’ultimo momento;
  • Sfruttare il più possibile l’inerzia del motore, sollevando il piede dall’acceleratore quando ci si avvicina a un semaforo rosso, uno “stop” o un rallentamento, ma anche in prossimità di rotatorie e rampe di uscita autostradali;
  • Cambiare marcia “sotto-coppia”, vale a dire stando attenti a passare al rapporto superiore quando il motore “lavora” a regimi bassi (non più di 1.800-2.000 giri/min): ne guadagna anche l’usura della frizione. Per i cambi automatici, evitare il “kick-down”, e sollevare leggermente il piede dall’acceleratore per far sì che il cambio passi immediatamente alla “marcia” superiore;
  • Sfruttare la modalità di guida “Eco” (in alcuni modelli si chiama “Efficiency”);
  • Fare attenzione, prima di partire, alle condizioni del traffico lungo il percorso che si intende intraprendere: è molto utile affidarsi alle App per smartphone, come Google Maps e Waze;
  • Utilizzare il condizionatore in maniera corretta: tenerlo spento finché la temperatura di esercizio del motore non è “a regime di esercizio” e alle basse velocità; oltre 60 km/h, si può attivarlo di tanto in tanto, anche perché si evita di tenere i finestrini abbassati anche di poco, il che peggiora l’aerodinamica del veicolo;
  • Eliminare i carichi esterni, se non strettamente necessari, e togliere portapacchi, portasci e portabiciclette quando non servono;
  • Attenzione al “peso superfluo”: è bene conservare, a bordo del veicolo, solamente gli oggetti strettamente necessari;
  • Farsi aiutare dalle App di ricerca dei prezzi carburante più convenienti.

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