Benzina dall'aria, questa macchina ne produce quasi 4 litri al giorno: come funziona

Aircela ha sviluppato una macchina che cattura CO2 dall'atmosfera e, utilizzando acqua ed energia rinnovabile, produce 3,8 litri di benzina al giorno

Benzina dall'aria, questa macchina ne produce quasi 4 litri al giorno: come funziona
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Giulia Darante
Pubblicato il 5 ott 2026

La benzina può essere prodotta direttamente dall’aria? È la scommessa di Aircela, startup di New York che ha sviluppato un dispositivo compatto capace di trasformare anidride carbonica, acqua ed elettricità rinnovabile in carburante sintetico utilizzabile nei normali motori a combustione.

La macchina ha dimensioni paragonabili a quelle di un grande frigorifero e, secondo l’azienda, può produrre circa un gallone di benzina al giorno, cioè poco meno di 3,8 litri. Una quantità ancora lontanissima dai volumi di una raffineria, ma sufficiente a mostrare l’idea alla base del progetto: produrre il carburante direttamente dove serve anziché trasportarlo da grandi impianti centralizzati.

La particolarità è che per alimentare il processo non servono fonti fossili: la materia prima arriva dall’aria e dall’acqua, mentre l’energia necessaria dovrebbe provenire da fonti rinnovabili.

Dalla CO2 alla benzina

Il processo parte dall’anidride carbonica presente nell’atmosfera. Il dispositivo la cattura utilizzando una soluzione liquida a base di idrossido di potassio. Parallelamente, un elettrolizzatore alimentato con energia elettrica rinnovabile separa l’acqua per ricavare idrogeno, liberando ossigeno.

A quel punto CO2 e idrogeno vengono impiegati per produrre metanolo, successivamente trasformato in benzina sintetica attraverso il processo denominato “methanol-to-gasoline”. Aircela sostiene che il carburante ottenuto sia privo di zolfo, etanolo e metalli pesanti e possa essere utilizzato nelle infrastrutture e nei motori a combustione esistenti senza modifiche.

È uno degli aspetti più interessanti del progetto. Invece di sviluppare un nuovo sistema di propulsione o creare una rete di distribuzione dedicata, la startup punta a ottenere un combustibile utilizzabile dal parco circolante e compatibile con serbatoi e pompe già esistenti.

Dieci kg di CO2 per 3,8 litri

Le dimensioni compatte non devono però far immaginare una sorta di distributore domestico capace di soddisfare facilmente il fabbisogno quotidiano di un’automobile. Ogni unità produce attualmente circa 3,8 litri in 24 ore e, nello stesso periodo, cattura dall’atmosfera approssimativamente 10 kg di anidride carbonica.

Sono numeri che mostrano anche la principale difficoltà. Il problema non è soltanto riuscire a ottenere benzina sintetica, ma aumentare drasticamente la produzione mantenendo sotto controllo consumi energetici e costi.

Aircela vuole affrontare la questione con una filosofia differente rispetto ai grandi impianti industriali dedicati agli e-fuel. La società immagina infatti una rete composta da numerose macchine modulari, installate direttamente nei luoghi nei quali il carburante è necessario, comprese aree remote o difficili da rifornire.

Piccoli impianti invece delle raffinerie

Secondo Liz White di Aircela, costruire molte unità di dimensioni ridotte permetterebbe di abbassare progressivamente i costi, semplificare la logistica e migliorare più rapidamente la tecnologia. Anche la particolare struttura esagonale dei moduli è stata pensata in funzione della scalabilità: più macchine possono essere affiancate con una disposizione a nido d’ape.

Il modello distribuito rappresenta così uno degli elementi più originali del progetto. La benzina potrebbe teoricamente essere prodotta vicino al punto di utilizzo, riducendo parte delle operazioni necessarie per trasferire il carburante da uno stabilimento ai luoghi di consumo.

Rimane però una distanza considerevole tra una tecnologia funzionante e una soluzione capace di incidere realmente sul mercato. Con meno di quattro litri prodotti ogni giorno, una singola macchina non può competere con le quantità richieste dal trasporto stradale.

Aircela punta ora a portare il dispositivo sul mercato e ad avviare le prime installazioni. Saranno soprattutto costi, consumi energetici e capacità di moltiplicare la produzione a stabilire quanto lontano potrà arrivare questa tecnologia. Perché ottenere benzina dall’aria è certamente la parte più sorprendente del progetto; riuscire a produrne abbastanza perché abbia un peso concreto nel mondo dei carburanti sarà quella decisiva.

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