Buche addio? Questo nuovo asfalto può durare fino a 20 anni
Uno studio analizza un asfalto realizzato con scorie d'acciaio e resina epossidica: può raggiungere una vita utile stimata fino a 20 anni
Le buche potrebbero avere un avversario molto più resistente del normale asfalto. Un gruppo di ricercatori ha studiato una pavimentazione che riutilizza un residuo dell’industria siderurgica, la scoria d’acciaio, combinandola con un legante asfaltico modificato con resina epossidica. Il risultato è una miscela chiamata SEAM, acronimo di Steel Slag Epoxy Asphalt Mixture.
Lo studio, pubblicato su Communications Earth & Environment, non promette naturalmente strade indistruttibili. I risultati indicano però che alcune formulazioni possono raggiungere una durata sensibilmente superiore rispetto alle pavimentazioni convenzionali, riducendo la necessità di rifare frequentemente il manto stradale.
Dalle acciaierie alle strade
La scoria d’acciaio è un sottoprodotto dell’industria siderurgica. Le sue caratteristiche di resistenza e la struttura irregolare la rendono interessante come aggregato per le pavimentazioni. Nel SEAM viene associata a un legante bituminoso modificato con resina epossidica, ottenendo maggiore stabilità e resistenza alla deformazione e ai danni provocati dall’umidità.
I ricercatori hanno valutato tre formulaziobuni, contenenti rispettivamente il 20, il 35 e il 50% di resina epossidica nel legante. Le differenze emerse sono notevoli: per l’asfalto convenzionale e il SEAM al 20% è stata assunta una vita utile di circa 6 anni, mentre la miscela al 35% arriva a 15 anni e quella al 50% raggiunge i 20 anni.
La soluzione apparentemente migliore non è però quella con la maggiore quantità di resina. Secondo lo studio, intorno al 35% di epossidica si ottiene il compromesso più favorevole fra durata, riduzione delle emissioni e sostenibilità economica. Aumentando ulteriormente la percentuale, infatti, i costi crescono mentre i benefici ambientali tendono progressivamente a stabilizzarsi.
Il problema sono i costi iniziali
Il SEAM presenta anche alcuni svantaggi. La pavimentazione necessita di circa sette giorni di maturazione prima di raggiungere la piena resistenza meccanica, contro tempi molto inferiori per un asfalto convenzionale. Inoltre il legante modificato con resina epossidica è decisamente più costoso.
Proprio la maggiore durata dovrebbe però compensare nel tempo questi svantaggi. Una strada che necessita di interventi meno frequenti significa meno cantieri, minori interruzioni della circolazione e una riduzione delle conseguenze associate al progressivo deterioramento della pavimentazione. È su questo orizzonte temporale più lungo che i ricercatori individuano i principali vantaggi della tecnologia.
Cosa succederebbe utilizzandolo su larga scala
Lo studio ha simulato diversi scenari di introduzione del SEAM nelle strade urbane della Cina continentale, con percentuali di sostituzione comprese tra il 25 e il 100%. È importante precisare che si tratta di proiezioni modellistiche, non di risultati già osservati su una rete stradale nazionale costruita con questo materiale.
Nello scenario più esteso, il modello stima una riduzione delle emissioni di gas serra fino a 1,741 miliardi di tonnellate di CO2 equivalente e delle emissioni di PM2.5 fino a 1,229 miliardi di kg. Le stime arrivano inoltre a 128.980 morti premature potenzialmente evitate e a benefici economici fino a 15.010 miliardi di yuan.
Numeri enormi, che dipendono però dalle ipotesi utilizzate nel modello e dalla possibilità di applicare progressivamente la tecnologia su vasta scala.
La ricerca indica comunque una strada interessante: trasformare uno scarto dell’industria siderurgica in una risorsa per realizzare pavimentazioni più longeve. Non significa che le buche spariranno, ma rifare una strada ogni 15 o 20 anni anziché ogni sei potrebbe ridurre sensibilmente il numero degli interventi necessari.