Autovelox, multato 5 volte in 7 minuti: ora che succede

Un automobilista a Belluno prende cinque multe in sette minuti sulla SS53 Postumia. L'istanza di unificazione delle violazioni è stata accolta, riducendo importi e l'impatto sui punti patente

Autovelox, multato 5 volte in 7 minuti: ora che succede
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Giorgio Colari
Pubblicato il 27 gen 2026

Un automobilista bellunese si è trovato protagonista di un caso emblematico che ha acceso il dibattito nazionale sulla gestione degli autovelox e sulla reale efficacia delle politiche di controllo della velocità sulle nostre strade. Nel maggio 2025, percorrendo la SS53 Postumia, l’uomo ha collezionato ben cinque multe nell’arco di soli sette minuti, accumulando oltre 700 euro di sanzioni e la decurtazione di sei punti patente. Tutto ciò per aver superato il limite dei 70 km/h di appena 5-20 km/h in un tratto dove ben 13 dispositivi elettronici sorvegliano pochi chilometri di asfalto. Una situazione che, se da un lato mette in luce la rigidità del sistema di controllo, dall’altro evidenzia anche la necessità di conoscere i propri diritti e gli strumenti di tutela previsti dalla legge.

Uno spiraglio di positività

La storia, tuttavia, non si è conclusa nel peggiore dei modi. L’automobilista, consapevole delle proprie possibilità, ha presentato un’istanza per l’unificazione violazioni, riuscendo così a ottenere un parziale riconoscimento delle proprie ragioni: il recupero di 70 euro e una riduzione della perdita di punti sulla patente. Questo episodio rappresenta un campanello d’allarme sia per le autorità che per i cittadini, mettendo in risalto come la conoscenza delle procedure amministrative possa davvero fare la differenza in casi di contestazioni multiple e ravvicinate.

Analizzando la vicenda nel dettaglio, emerge una situazione di sovrapposizione burocratica che rischia di trasformarsi in una vera e propria trappola per gli automobilisti. Delle cinque multe ricevute, tre sono state emesse da enti regionali e due da amministrazioni statali, a testimonianza di una frammentazione delle competenze che spesso genera confusione e difficoltà nel gestire le sanzioni. L’uomo, tuttavia, ha saputo destreggiarsi tra le diverse procedure, appellandosi alla normativa che permette l’unificazione violazioni quando le infrazioni vengono commesse in un arco temporale ristretto e in circostanze analoghe.

Questo caso ha diviso l’opinione pubblica e gli addetti ai lavori. Da una parte, c’è chi vede nell’esito favorevole per l’automobilista la prova che esistono strumenti di equità e bilanciamento a tutela dei cittadini; dall’altra, non manca chi sottolinea come la densità di autovelox su un tratto così breve della SS53 Postumia rischi di trasformare la strada in una sorta di “ragnatela” sanzionatoria, più funzionale alle casse degli enti che alla reale sicurezza degli utenti della strada.

13 autovelox in pochi chilometri sono necessari?

La domanda che molti si pongono, dunque, è se la presenza di ben 13 autovelox su pochi chilometri sia davvero giustificata da esigenze di sicurezza o se, invece, risponda a logiche di bilancio. In questo scenario, le autorità locali si trovano di fronte a un bivio cruciale: da un lato, devono garantire controlli efficaci e trasparenti, in grado di prevenire comportamenti pericolosi e ridurre il rischio di incidenti; dall’altro, sono chiamate a riconoscere e tutelare i diritti dei cittadini, armonizzando le competenze tra i diversi enti coinvolti per evitare sovrapposizioni e abusi.

Per chi si mette al volante, la lezione è chiara: rispettare i limiti di velocità resta fondamentale, ma è altrettanto importante conoscere i propri diritti in caso di contestazioni. L’episodio sulla SS53 Postumia dimostra che ricorrere a professionisti del settore e informarsi sulle possibilità di ricorso può portare a risultati concreti, sia in termini di recupero economico che di salvaguardia dei punti patente.

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