Auto elettriche: per il capo di VW in Italia c’è una situazione triste

Deluso da un’esperienza di ricarica nel bel paese, Herbert Diess, amministratore delegato di Volkswagen, si sfoga su Linkedin.

Dubbi, perplessità, inadeguatezza delle infrastrutture di ricarica, l’auto elettrica non è ancora pronta a sostituire le vetture con motore termico e, soprattutto, con la tecnologia ibrida, in particolare in Italia. Ma finché il giudizio è espresso dall’automobilista comune non assume una risonanza adeguata, mentre quando arriva da un amministratore delegato, nello specifico dal capo di Volkswagen, Herbert Diess, allora le cose cambiano, ed una critica feroce diventa un monito da non sottovalutare.

In viaggio in Italia, Diess ha espresso perplessità sui social

In un viaggio verso il bel paese, precisamente lungo l’Autobrennero, Diess, al volante di una ID.3, non trovando una presa di ricarica funzionante, ha dovuto convergere su Trento per effettuare una ricarica, ma una volta giunto nella fatidica stazione Ionity, quindi facente parte dell’azienda fondata dal consorzio di Volkswagen, Daimler, BMW, e Ford, la delusione è stata tale da spingerlo a scrivere un commento al vetriolo su Linkedin. Queste le sue parole: “niente bagno, niente caffè, una colonnina fuori servizio/rotta, una situazione triste. E poi la chiusa mirata: è stato tutto fuorché un’esperienza di ricarica premium Ionity”!

Senza ricariche fast le nuove auto elettriche faranno fatica ad imporsi

L’esigenza di un’autonomia elevata comporta la presenza di batterie capaci di accumulare un grande quantitativo d’energia, per cui le nuove auto elettriche, per soddisfare questi requisiti, hanno bisogno di un gran numero di colonnine superfast soprattutto per ricaricare in tempi ragionevoli mentre si è in viaggio. Attualmente, la situazione di queste stazioni di ricarica superveloci in Italia non è idilliaca, per questo l’esperienza di Diess, che per i più ingenui può apparire un semplice sfogo, è in realtà un invito ai vertici di Ionity a rimboccarsi le maniche, per realizzare nuovi punti di approvvigionamento energetico nel bel paese, al fine di scongiurare un trend di vendita negativo dei nuovi modelli ad impatto zero su cui la Casa tedesca sta puntando molto. Più volte abbiamo segnalato come l’evoluzione delle auto elettriche stenta ad essere seguita da quella delle infrastrutture di ricarica nella penisola, ed il post di Diess è la cartina al tornasole di una situazione che avevamo fotografato da tempo.

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