Ricarica auto elettriche: in arrivo 21.000 colonnine fast charge

Via libera alla consultazione pubblica annunciata dal MITE: sul tavolo ci sono 741 milioni di euro in tre fasi fino al 2024: ecco tutti i dettagli.

Nuove colonnine per la ricarica rapida di veicoli elettrici ed ibridi plug-in. Si tratta, nello specifico, del programma di installazione di nuovi “hub fast charge” che si riferisce ai punti all’ordine del giorno inseriti nel PNRR-Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Un progetto che prevede fino al 40% di contributi a fondo perduto, su un plafond complessivo di 741,3 milioni di euro che, come annunciato dal Ministero della Transizione Ecologica, prende ufficialmente il via con un primo step, che consiste in una consultazione pubblica incentrata sul programma operativo del provvedimento.

I punti-chiave dell’operazione stabiliscono tre bandi pubblici, per l’assegnazione dei fondi: uno ogni anno fino al 2024. Il primo dei tre nuovi bandi scatterà a dicembre 2022. Nel frattempo, sono iniziate le consultazioni con le imprese per aiutare il MITE a definire al meglio il decreto di attuazione. Ma andiamo con ordine.

Ricarica fast e super fast: qualcosa si muove in concreto

Il progetto è di grande importanza per lo sviluppo della mobilità elettrica in Italia, del resto stabilita dal PNRR, attraverso una maggiore capillarità delle stazioni di ricarica sul territorio nazionale, in special modo quelli più potenti (fast charge e ultra-fast charge).

Ricarica auto elettriche: quante nuove colonnine?

Secondo il programma annunciato dal MITE, l’operazione da 741,3 milioni di euro (a copertura fino al 40% dei costi di realizzazione degli impianti) prevede l’installazione di 21.255 nuovi punti di ricarica fast e ultra-fast charge, così suddivisi:

  • Circa 360 milioni di euro disponibili per 7.500 stazioni super veloci (almeno 175 kW di potenza) per la ricarica di veicoli elettrici, da collocare su strade extraurbane (escluse le autostrade), a condizione che questi siano di tipo modulare, in modo da poter essere aggiornati successivamente in ordine alle esigenze di sviluppo delle tecnologie di accumulo per poter arrivare ad almeno 350 kW di potenza di erogazione dell’energia;
  • Circa 353 milioni di euro per almeno 13.755 impianti di ricarica veloci (oltre 100 kW di potenza di ricarica), destinati alle aree urbane;
  • Installazione di stazioni per la ricarica con accumulo: tecnologia che sarà disciplinata dall’esecutivo con un provvedimento ad hoc, atteso in una fase successiva.

Condizioni di ammissibilità per i nuovi bandi

Per essere ammesse ai bandi, le imprese dovranno dimostrare di avere in gestione almeno 50 stazioni di ricarica operative da almeno 12 mesi. Il Ministero prevede un tetto di investimento per ogni stazione di ricarica:

  • 81.000 euro relativi alla fornitura ed alla messa in opera degli impianti più potenti (almeno 175 kW e modulabili per offrire fino a 350 kW di potenza di ricarica);
  • 50.000 euro per gli “hub” cittadini da 100 (o più) kW.

Alle cifre di investimento indicate (81.000 e 50.000 euro) andranno aggiunte le spese di connessione alla rete elettrica e di progettazione dei nuovi impianti, che vengono quantificate rispettivamente nel 40% e 10% (colonnine ultra-fast charge) e nel 20% e 10% (impianti fast charge) rispetto al costo massimo di fornitura e messa in opera.

In entrambi i casi, la messa in esercizio dei nuovi impianti dovrà avvenire entro 12 mesi dall’accoglimento dell’incentivo.

Due settimane di consultazioni

Lunedì 23 maggio è iniziato il periodo di due settimane (si andrà al 6 giugno, quindi) utile al Ministero per recepire eventuali osservazioni che saranno poi studiate per la messa a punto del decreto attuativo. È chiaro che molte indicazioni saranno rivolte alla determinazione delle modalità di assegnazione dei punteggi alle aziende che decideranno di prendere parte ai bandi: si ritiene, in effetti, che un criterio importante ai fini del punteggio consisterà nei progetti di riqualificazione delle stazioni di servizio per distribuzione carburanti già esistenti sul territorio.

Nuove stazioni di ricarica: ottimizzare i distributori già presenti

In effetti, il Ministero della Transizione Energetica si pone l’obiettivo di ricorrere il più possibile ai distributori di carburante già in funzione: massimizzare, cioè, “Il ricorso a stazioni di rifornimento di carburanti tradizionali, al fine di evitare ulteriore sottrazione di suolo e ottimizzare l’utilizzo delle connessioni alla rete elettrica già presenti”.

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