Allarme giovani per distrazione alla guida: ora amplificata da TikTok e Instagram

L'aumento degli incidenti stradali tra la Generazione Z è legato a TikTok, dirette e smartphone: dati NHTSA, casi concreti e proposte legislative per limitare la distrazione

Allarme giovani per distrazione alla guida: ora amplificata da TikTok e Instagram
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Renato Terlisi
Pubblicato il 7 apr 2026

Il cellulare alla guida è da sempre un problema, ma la piaga si è evoluta. Oggi i giovani automobilisti non si limitano a scrivere messaggi: guardano TikTok, fanno livestream su Instagram e trasmettono video in tempo reale mentre guidano. Secondo la NHTSA, negli Stati Uniti nel 2023 la distrazione al volante ha causato 3.275 morti e oltre 300.000 feriti.

La nuova forma di distrazione: dai testi ai video

Gli esperti confermano che i più giovani, tra i 16 e i 20 anni, non solo leggono o scrivono, ma interagiscono con contenuti multimediali mentre sono al volante. Lo ammettono candidamente: “Guardo un TikTok al volo”. Purtroppo, “al volo” può essere fatale.

Gli incidenti legati a questa pratica sono ormai frequenti: si registrano streamer che guidano BMW M3 o Dodge Charger durante dirette, una donna che investe un pedone mentre è su TikTok, o automobilisti che centrano veicoli della polizia guardando YouTube.

Le leggi faticano a stare al passo

Negli Stati Uniti quasi tutti gli Stati vietano già l’uso del telefono in mano, ma i furbi aggirano la legge utilizzando gli schermi touchscreen dell’auto, spesso modificati con dongle aftermarket. In questo modo il volante diventa il nuovo palco digitale, peggiorando i tempi di reazione quanto alcol o droghe.

I legislatori stanno pensando a divieti specifici per livestream dal sedile di guida, ma intanto sulle strade la sicurezza dipende ancora da quanto ciascun guidatore sia consapevole.

Un monito per tutti

Questa tendenza sottolinea come la tecnologia, se non gestita responsabilmente, possa trasformarsi in un pericolo reale. Il messaggio per i giovani è chiaro: la modalità autonoma più sicura rimane quella del cervello, non dello smartphone.

Il fenomeno non riguarda solo gli Stati Uniti: in tutto il mondo l’uso improprio degli schermi digitali in auto sta cambiando le dinamiche degli incidenti stradali, richiedendo una combinazione di educazione, tecnologia e regolamentazione per ridurre i rischi.

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