A 154 km/h con bimba a bordo, peccato che non avesse l'RC auto
A Tournan en Brie una Mercedes CLA è stata fermata a 154 kmh con una bimba di 18 mesi senza seggiolino; auto priva di assicurazione e già sequestrata. Procura valuta accuse
Un controllo stradale effettuato in condizioni meteorologiche avverse ha portato al fermo di una Mercedes CLA nei pressi di Tournan en Brie, in Seine et Marne, mettendo in luce una serie di violazioni che hanno destato forte preoccupazione tra le autorità e gli esperti di sicurezza stradale. L’episodio, avvenuto sulla D1004 durante una pioggia battente, si è rapidamente trasformato in un caso esemplare di guida spericolata e di messa in pericolo della vita altrui, attirando l’attenzione sia delle forze dell’ordine sia dell’opinione pubblica.
Durante il controllo, gli agenti hanno riscontrato una serie di infrazioni gravi: il conducente viaggiava a una velocità di 154 km/h su una strada con limite di 90 km/h, la patente risultava già ritirata, il veicolo era sottoposto a sequestro amministrativo e privo di assicurazione. Ma ciò che ha maggiormente aggravato la situazione è stata la presenza a bordo di una bambina di 18 mesi, trasportata senza l’ausilio del regolare seggiolino omologato, una mancanza che costituisce una grave violazione delle normative europee e nazionali sulla tutela dei minori.
Guida spericolata
L’insieme di questi elementi ha spinto la procura locale ad aprire un fascicolo per guida spericolata e per aver messo in pericolo la vita di terzi, soprattutto considerando che la minore era esposta a rischi elevatissimi in caso di incidente. Le condizioni atmosferiche avverse, unite all’eccesso di velocità e alla totale assenza di protezione per la bambina, hanno reso l’intervento delle forze dell’ordine tempestivo e necessario. Immediatamente, il veicolo è stato bloccato e la minore affidata agli operatori sociali competenti, mentre il conducente è stato sottoposto a interrogatorio e rischia ora sanzioni sia amministrative che penali.
Sul piano normativo, la mancata osservanza dell’obbligo di utilizzo del seggiolino rappresenta una delle infrazioni più gravi in materia di sicurezza stradale, soprattutto per la vulnerabilità dei bambini in caso di urto. Analogamente, la circolazione di un’auto già sequestrata, senza copertura assicurazione e con patente ritirata, costituisce una triplice violazione del codice della strada, aggravando ulteriormente la posizione del conducente davanti alla legge.
Non è un caso isolato
Non si tratta, purtroppo, di un caso isolato. In Italia, situazioni di questo tipo sono sempre più frequenti e coinvolgono anche altri mezzi di trasporto. A Piacenza, ad esempio, le autorità hanno recentemente fermato un monopattino elettrico modificato che sfrecciava a quasi 100 km/h, evidenziando come comportamenti rischiosi non siano limitati alle automobili, ma si estendano anche a mezzi apparentemente innocui. Questo trend allarmante ha spinto le associazioni per la sicurezza stradale a sollecitare controlli più stringenti e campagne informative mirate sui pericoli legati alla guida spericolata e alle condizioni estreme.
Gli esperti sottolineano come la mancanza di assicurazione esponga non solo il conducente, ma anche le potenziali vittime di incidenti a gravi difficoltà nel ricevere un risarcimento. Inoltre, la reiterazione di infrazioni da parte dello stesso soggetto costituisce un aggravante dal punto di vista penale, aumentando il rischio di condanne più severe. In questo scenario, la procura di Tournan en Brie valuterà con attenzione la gravità delle violazioni e le possibili accuse formali da muovere nei confronti del responsabile.
Il caso della Mercedes CLA fermata nei pressi di Tournan en Brie si trasforma così in un monito per tutti gli automobilisti e rappresenta un’occasione per rilanciare il dibattito sulla responsabilità individuale alla guida. È evidente, infatti, la necessità di interventi coordinati tra istituzioni, forze dell’ordine e cittadinanza per garantire una maggiore sicurezza sulle strade, con particolare attenzione agli utenti più vulnerabili, come i bambini. Solo attraverso una presa di coscienza collettiva e un rafforzamento dei controlli sarà possibile invertire una tendenza che, se non arginata, rischia di avere conseguenze sempre più gravi per la sicurezza pubblica.