Lyft, il concorrente di Uber, cresce e attira investimenti

La battaglia tra i Davide e Golia delle app per trovare passaggi potrebbe riservare delle sorprese.

Lyft, l’app creata nel 2012 da Logan Green per condividere passaggi, ha scelto di andare contro Uber ma con modalità e caratteristiche diverse: innanzitutto hanno un raggio d’azione diverso. Uber è presente in molti paesi del mondo mentre la più piccola Lyft è presente solo in 65 città degli Stati Uniti, presta una maggiore attenzione alla sicurezza dei suoi utilizzatori, ad esempio con l’accurato sistema di feedback e con i numerosi controlli messi in atto da emissari interni a Lyft. Inoltre, sin dall’inizio, ha improntato il tutto in una chiave più social, puntando a creare una comunità via Facebook tra i vari utenti.

Al di là del diverso valore rispetto a Uber, la quale punta ad arrivare ai 50 miliardi di dollari prima della quotazione in borsa, Lyft ne vale soltanto 2,5, ma è una realtà in estrema crescita e sta rastrellando consensi e investimenti un po’ ovunque: il colosso cinese Alibaba.com ha preso parte al round di finanziamenti di 250 milioni di dollari dell’aprile 2014. 100 milioni di dollari, invece, sono stati investiti dall’imprenditore miliardario americano Carl Icahn, il quale pensa ci sia uno spazio di crescita per una seconda app del genere, e nel marzo scorso anche Rakuten, importante attore nipponico dell’e-commerce, ha dato il proprio apporto investendo altri 530 milioni di dollari.

Se continuano così, rosicchieranno fette di mercato sempre più importanti, e siamo abbastanza convinti che ai piani alti di Uber non stiano dormendo sonni tranquilli.

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