Uber prepara l’entrata in borsa

L’approdo negli indici azionari potrebbe essere spostato da fine 2015 ad inizio 2016.

L’espansione di Uber sembra non vedere fine, almeno per ora, nonostante le istituzioni di mezzo mondo e le organizzazioni dei taxisti provino a contrastarla. È stato da poco annunciato dai vertici una nuova raccolta di finanziamenti per il mese di maggio che punta a raggiungere i 2 miliardi di dollari. Il tutto per prepararsi poi al grande salto, sulle orme del successo di Facebook, quotato in borsa dal 2010.

La quotazione però inizialmente preventivata per la fine di quest’anno, molto probabilmente verrà fatta slittare all’inizio del 2016 visto l’andamento calante di molte imprese del settore, nella speranza di incontrare una congiuntura maggiormente favorevole dei mercati, benché i top manager di Uber siano comunque ben convinti del fatto loro.

Uber infatti è ormai una realtà in 250 paesi, e secondo le stime a fine anno toccherà i 2 miliardi di ricavi, il che vorrebbe dire un incremento del 400% rispetto al passato. E non è un caso che da più parti si sia notato un parallelo con il social network di Mark Zuckerberg, poiché a 5 anni dalla creazione, Uber si avvia ad essere la start-up più grande sul pianeta: si stima infatti che la quotazione in borsa, quando avverrà, sarà di circa 50 miliardi di dollari.

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