Consorzio Autostrade Siciliane: i dipendenti costretti a restituire parte degli stipendi

Ai dipendenti del Consorzio Autostrade Siciliane viene applicato da anni il contratto del settore privato. Dovranno restituire tutti i soldi guadagnati in più.

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Si arricchisce di un nuovo capitolo la vicenda relativa ai contratti lavorativi sottoscritti dal Consorzio Autostrade Siciliane, inseguito sino alle casse dei caselli da centinaia di creditori – secondo la ricostruzione de Il Corriere della Sera – ma decisamente generoso verso i fortunatissimi dipendenti: a questi viene applicato da anni il contratto del settore privato, che vale 8.000 euro l’anno in più. Sembra infatti che i 300 casellanti e i 100 amministrativi (una volta e mezza di quelli previsti dagli standard nazionali) guadagnino 2.300 euro netti al mese, quando in realtà ne dovrebbero percepire solamente 1.600. Il Consiglio di giustizia amministrativa ha ritenuto illegale questa pratica.

Tale pronunciamento risale al 2010, ma nulla è cambiato. Fino agli scorsi giorni: i dipendenti non solo verranno pagati secondo le tariffe idonee, ma dovranno restituire tutto il surplus percepito dal 2000 ad oggi. Alcuni dipendenti sono poi costretti a restituire la cifra maturata dopo gli interminabili straordinari, che avrebbe permesso loro di raddoppiare e addirittura triplicare lo stipendio mensile. Il quotidiano di via Solferino cita l’esempio di una persona costretta a lavorare 1.600 ore in più l’anno, ovvero 5 ore al giorno. Festivi compresi. Per tal motivo il Consorzio si è visto elevare una multa (8 milioni di euro) dall’Ispettorato del lavoro, secondo cui ‘l’eccesso di straordinario ha messo a repentaglio la salute’ dei lavoratori.

Un gruppo di 75 dipendenti ha presentato ricorso al TAR, nonostante quattro anni fa l’allora assessore alle Infrastrutture inviò una dura missiva ai vertici del CAS: a suo dire è necessario vedere applicato ‘il contratto dei regionali. Si recuperi quanto è stato indebitamente corrisposto negli ultimi 10 anni’. La situazione non è ovviamente diversa per i dirigenti: non solo percepivano lo stipendio dei manager privati, ma allo stesso tempo ottenevano anche la parte variabile degli emolumenti dei funzionari pubblici. Questo nonostante – scrive ancora Il Corriere – non sia garantita la sicurezza sui 300 chilometri di autostrade dell’isola.

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