Ferrari, Felisa: il telaio in carbonio della McLaren MP4-12C non è vantaggioso

Amedeo FelisaL’amministratore delegato Ferrari ha rilasciato una lunga intervista al magazine Car, in cui svela alcune interessanti dinamiche riguardanti l’acquisto di nuove Ferrari e particolari finora inediti a proposito della tecnologia ibrida. Non mancano poi due stilettate alla concorrenza, fra cui una vera e propria bordata nei confronti di Aston Martin. Il giornalista Phil McNamara esordisce chiedendo ad Amedeo Felisa un commento sulle positive recensioni espresse dalla stampa inglese a favore della 458 Italia. “A onor del vero ci siamo un po’ meravigliati - gongola Felisa -, soprattutto perché i commenti sono riferiti da giornali inglesi tendenzialmente inclini a favorire McLaren”. “Pensa realmente che la stampa inglesi manchi d’oggettività?”, replica McNamara. “Beh - scherza l’ad -, solo voi inglesi trovate un sufficiente livello di sportività nelle Aston Martin”.

Felisa esprime poi un giudizio negativo sul telaio in carbonio della McLaren MP4-12C, troppo complesso e costoso per automobili prodotte in grande serie. “In futuro proporremo uno speciale telaio in alluminio - rivela il 65enne dirigente milanese -, leggero quanto il corrispettivo in carbonio. Questa soluzione verrà introdotta con la nuova Enzo”. Felisa rivela poi che il 10-15% dei clienti Ferrari compra sia un modello coupè che Spider (“Negli Stati Uniti e nel Regno Unito si preferiscono le scoperte, in Italia le chiuse”), che i futuri modelli Ferrari continueranno ad essere aggiornati pesantemente 4 anni dopo il lancio (“Ciascun modello resterà in produzione per 8 anni, con una formula di 4+4”) e che il marchio del Cavallino spende in ricerca e sviluppo il 14-15% del fatturato annuo.

L’ultima parte della chiacchierata abbraccia il tema dell’ibrido. Un modulo elettrico verrà utilizzato sia per le vetture a motore anteriore che per le vetture a motore centrale. L’ibrido Ferrari debutterà su un motore V12, più malleabile rispetto ad un V8. “Un V12 sottoposto ad ‘ibridizzazione’ può scendere sotto i 200 grammi di CO2 per chilometro - rivela Felisa -. C’è più margine su cui lavorare rispetto agli 8 cilindri”.

Foto | AUSmotive

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