Lista dei cinque peggiori gentle-man driver

Con questa lista vogliamo ricordare – in maniera ironica, of course – i cinque piloti wannabe ad aver conseguito i risultati peggiori, nel solco di quanto mostrato da Vadim Kogay.

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Con il termine gentle-man driver si intende un pilota non professionista, che sborsa una certa forma di denaro per partecipare ad una gara insieme a colleghi che piloti sono di professione. L'espressione ha origine antica, dal momento che veniva già utilizzato prima che l’automobile diventasse uno strumento di trasporto: gentle-man driver erano i giovani di buona famiglia che correvano su un calesse.

LE DISAVVENTURE IN PISTA DI VADIM KOGAY

La maggior parte dei gentle-man driver hanno talento ed esperienza. Alcuni però si rivelano d’intralcio e commettono errori banali o spesso determinanti, dimostrando di aver partecipato ad un'esperienza più grande di loro. Con questa lista vogliamo dunque ricordare – in maniera ironica, ché non giudichiamo certo un pilota dai suoi incidenti – i cinque piloti wannabe ad aver conseguito i risultati peggiori, nel solco di quanto mostrato da Vadim Kogay.

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Chanoch Nissany


Il 50enne israeliano è ricordato per la sua partecipazione al Gran Premio d'Ungheria 2005. Venne scelto da Minardi in qualità di terzo pilota, per sfruttare la sua popolarità nel paese magiaro: Chanoch Nissany è infatti un imprenditore attivo in Ungheria. Il gentle-man driver di Tel Aviv iniziò a correre solo a 38 anni e viene ricordato per un suo rivedibile turno di prove libere, che terminò a 6 secondi dal pilota classificatosi penultimo ed a ben 13 secondi da chi stabilì il miglior tempo (Alex Wurz).

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Charles Nearburg


Era la fine di agosto 2013 quando il circuito di Laguna Seca ospitò una gara dedicate a vetture storiche. Partecipavano anche Charles Nearburg e la sua Williams FW07. L’imprenditore statunitense – noto anche per essere il proprietario di una Ferrari 250 GTO – andò in tilt nel momento in cui la Brabham BT44 di Dan Marvin si accingeva a sorpassarlo, e mise in atto una manovra decisamente azzardata. Ne pagò le conseguenze la BT44, che si ritrovò a testa in giù.

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Gaston Kearby


La 12 Ore di Sebring corsasi nello scorso marzo verrà ricordata anche per l’improvvida manovra di Gaston Kearby, fondatore della ZaZa Energy Corporation, che rimase inizialmente vittima di un testa-coda. Il gentle-man driver sceglse però di rimettersi fronte-marcia nel momento in cui stavano sopraggiungendo tre piloti. Alex Tagliani paga le conseguenze peggiori, costretto al ritiro e vittima di un incidente che lo avrà sicuramente lasciato basito. Tutti e due hanno comunque abbandonato l’abitacolo senza l’aiuto dei medici.

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Milka Duno


Milka Duno è una fra i pochi piloti di sesso femminile ad aver conseguito risultati di un certo prestigio. L’avvenente colombiana partecipò al campionato American Le Mans Series nel 2000 e gareggiò anche alla 24 Ore di Daytona ed alla 24 Ore di Le Mans. Molti però la ricordano per il gigantesco incidente causato durante una gara del campionato ARCA, lega minore rispetto alle più quotate NASCAR Sprint Cup Series e NASCAR Nationwide Series. Duno era quinta, posizione mantenuta solo per alcuni secondi…

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Robert Kaufmann


L’imprenditore inglese (nel ramo dei tessuti) procurò un bello spavento a Mike Rockenfeller, che stava in quel momento conducendo la 24 Ore di Le Mans 2011. Robert Kaufmann cambiò improvvisamente traiettoria e colpì in pieno Rockenfeller, che stava in quel momento sopraggiungendo a bordo della sua Audi R18: la sportiva dei Quattro Anelli uscì di strada a 307 km/h! Lo sfortunato pilota venne immediatamente condotto all’ospedale, e fu costretto a saltare la successiva gara del campionato DTM.
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