Abarth e Ferrari: due leggende italiane

Abarth e Ferrari, due grandi nomi Italiani che hanno contribuito con passione e dedizione alla creazione del mito nostrano, riconosciuto a livello planetario, dell’Automobile. La storia di questi due Signori dell’automobile li accomuna per la stessa sfrenata passione per il mondo delle competizioni. Hanno seguito un percorso molto simile, prima piloti poi organizzatori ed infine


Abarth e Ferrari, due grandi nomi Italiani che hanno contribuito con passione e dedizione alla creazione del mito nostrano, riconosciuto a livello planetario, dell’Automobile. La storia di questi due Signori dell’automobile li accomuna per la stessa sfrenata passione per il mondo delle competizioni. Hanno seguito un percorso molto simile, prima piloti poi organizzatori ed infine Padri di marchi che ancora oggi confermano il giusto posto nell’Olimpo dei motori. Quello di Maranello, Mito assoluto dagli anni che furono ad oggi e quello di Torino, rinverdito partendo dai capisaldi del glorioso passato.

Pochi giorni fa vi abbiamo proposto una prova della Abarth 500 EsseEsse, accompagnata da una madrina d’eccezione come la Ferrari 599 GTB Fiorano. Sono due vetture che continuano la leggenda di Carlo ed Enzo, produttori di sogni. La nuova piccola peste dello “Scorpione”, ritornata ai giorni nostri sulle strade, amorevolmente accompagnata e stuzzicata da una madrina d’eccezione; la stupenda 12 cilindri, creatura dell’inossidabile casa del “Cavallino Rampante”. Per capire il perchè di questa prova e della affermazione “accomunati dalla passione per la velocità” , cominciamo con un pò di storia.

abarth 500 ss Vs Ferrari 599 gtb
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Carlo Alberto Abarth, corre, progetta automobili e parti speciali per la produzione di serie. In seguito alle difficoltà della seconda guerra mondiale nel 1939 Karl, nato a Vienna nel 1908, diventa italiano. Nel pressi di Lubiana un incidente lo allontanerà definitivamente dalla partecipazione attiva alle competizioni. Trasferitosi definitivamente, nel 1946 riesce a costruire presso la Cisitalia una squadra corse con Tazio Nuvolari.

Il campione mantovano, coadiuvato da Carena, riporterà con una spider la vittoria della prima Mille Miglia del secondo dopoguerra, nella categoria Sport1100 e il secondo in classifica generale. Nel 1949 Abarth, coadiuvato dal pilota Guido Scagliarini, decide di aprire l’azienda che porta il suo nome, scegliendo come simbolo proprio il suo segno zodiacale, lo scorpione. La ditta specializzata in elaborazioni, omonima, prende sede a Torino. Partendo proprio dalla liquidazione dalla fallita Cisitalia, dalla quale ottiene alcuni autoveicoli, costruisce una scuderia con piloti del calibro di Nuvolari, Bonetto, Cortese. La squadra corse conferma le doti la passione e l’intuito imprenditoriale di Abarth che utilizza le vittorie del team come volano per trainare la ditta. La sua officina comincia cosi a commercializzare kit per l’elaborazione di vetture che possono acquisire potenza e velocità molto superiori rispetto ai modelli di serie.

L’invenzione che però renderà celebre il marchio dello scorpione è quella legata all’impianto di scarico dell’auto. Le marmitte così elaborate acquisiscono un suono più potente, oltre a migliorare ampiamente le prestazioni. Abarth troverà nel prolifico settore dei pezzi di ricambio sportivi la redditività necessaria per sperimentare nuovi modelli di autoveicoli e investire nel reparto corse. È del 1951 la presentazione delle vetture 204A e 205A. La 1500, venuta alla luce nel 1952, da all’officina la massima visibilità: il coupé a due posti, 3 fari frontali di cui uno centrale, la linea aggressiva e avveniristica fanno di questo modello un pezzo unico, presto acquistato da un produttore americano Packard di Detroit. Intanto l’attività agonistica continua con l’elaborazione di una Ferrari 166 mille miglia, destinata a diventare l’unica Ferrari-Abarth della storia.

Ferrari 166 MM Barchetta Abarth #0262M

Nel 1955, la grande intuizione di rielaborare una Fiat 600 per ricavarne una piccola sportiva, la “750 GT”. La vettura infrange diversi primati alla Mille Miglia e a Monza. Stesso risultato verrà ottenuto nel 1958 quando sulle 500, riviste dai carrozzieri Zagato e Pininfarina, Abarth decide di intervenire. Di lì a poco uscirà la 500 Abarth. È la svolta: Abarth confeziona con Vittorio Valletta, amministratore delegato della Fiat, una serie di accordi di collaborazione e riesce ad ottenere numerosi riconoscimenti derivati dalle auto nate dal binomio Fiat-Abarth. Specializzatosi in elaborazioni sportive di modelli FIAT e nella costruzione, in pezzi a numero limitato, di vetture granturismo, nel 1971 cedette l’azienda alla casa torinese.

Abarth 500, abarth 595, abarth 695

Enzo Ferrari nasce a Modena il 18 febbraio 1898. Dopo la prima guerra mondiale, cerca un lavoro presso la FIAT, ottenendo un rifiuto; trovò però un’opportunità in una piccola impresa meccanica, la CMN. Nel 1920 iniziò a correre con l’Alfa Romeo, che all’epoca era un club per gentlemen driver. Correndo a Ravenna, nel 1923, la madre di Francesco Baracca, contessa Paolina Biancoli, gli consegnò il simbolo che il leggendario aviatore portava sulla carlinga: un cavallino rampante e gli disse: «Ferrari, metta sulle sue macchine il cavallino rampante del mio figliolo. Le porterà fortuna». Solo nel 1932 questo simbolo apparirà sulla carrozzeria delle sue vetture.

abarth 500 ss Vs Ferrari 599 gtb
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Nel 1924 Enzo Ferrari vinse la coppa Acerbo a Pescara. Non corse molte altre gare, divenne essenzialmente ciò che oggi si direbbe un team manager con l’Alfa Romeo e la collaborazione si protrasse fino al 1929, anno in cui nacque la Scuderia Ferrari come squadra corse dell’Alfa stessa. Ferrari gestiva lo sviluppo delle vetture Alfa e costruì un team di oltre 40 piloti, tra cui Alberto Ascari, Giuseppe Campari e Tazio Nuvolari. Ferrari stesso continuò a correre fino alla nascita, nel 1932, del figlio Alfredo, detto Dino, che morì nel 1956 di distrofia muscolare. In seguito ebbe un altro figlio, Piero, nato nel 1945. La crisi economica nel 1933 portò l’Alfa Romeo a ritirarsi fino al 1937; poco dopo Ferrari creò l’Auto Avio Costruzioni (AAC) con sede a Modena. A causa della guerra, per paura dei bombardamenti, nel 1943 Enzo Ferrari trasferì l’ AAC nel suo nuovo stabilimento di Maranello.

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Dopo la guerra Ferrari creò la “La Scuderia Ferrari”, la sezione sportiva della Casa automobilistica Ferrari, che era esistente fin dal 1930 ma che fu costituita in ragione sociale dal 1947 e che è attualmente la più nota squadra del mondo automobilistico sportivo. La prima gara disputata fu il Gran Premio di Monaco nel 1947 (non esisteva ancora la Formula 1 che nacque nel 1950). La prima vittoria in F1 fu il Gran Premio di Gran Bretagna del 1951 con Froilan Gonzales. Il primo titolo mondiale di F1 giunse nel 1952 con Alberto Ascari. La conversione di Ferrari pilota e direttore di scuderia sportiva in industriale dell’automobile fu stimolata dall’amicizia-competizione con Adolfo Orsi, proprietario della Maserati, e soprattutto con Vittorio Stanguellini, il modenese che alla fine degli anni quaranta dominava i circuiti del mondo con le auto Fiat abilmente modificate.

Ferrari fu insignito di molti titoli, ma quello di cui più si vantava era quello di “ingegnere meccanico”, datogli ad honorem nel 1960 dall’ Università di Bologna. Inoltre, nel 1988 gli fu conferita anche la laurea honoris causa in “Fisica”. Il Drake ha creato con la sua passione per l’automobile quella che forse è una delle aziende più conosciute e rinomate al mondo, capace di dominare in Formula 1 come in altri terreni di gara e sfornare al contempo auto formidabili.

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