Daewoo potrebbe produrre la sua prima auto ibrida nel 2011. La casa sudcoreana, ormai sostituita sul mercato italiano dal marchio Chevrolet, realizzerebbe questo modello in Corea del Sud. Secondo quanto rivelato da un manager dell’azienda, Daewoo avrebbe già raggiunto un accordo di massima con i sindacati locali.
Lo sviluppo e la progettazione sono attualmente in corso, e quindi non esistono date più precise per le varie tappe di questo modello ibrido. Non è ancora chiaro inoltre se questa ibrida Daewoo sia una ennesima sorella della Chevrolet Volt, ma a quanto pare di capire, dovrebbe trattarsi di un progetto autonomo.
Via | GreenCarCongress
La Chevrolet Volt sarà la prima auto del nuovo corso GM, essendo un’auto ibrida e, quindi, a basso impatto ambientale. Per la promozione della vettura, General Motors ha deciso di lanciare il sito “www.chevroletvoltage.com“, una sorta di social network che riunisce tutti i fans e potenziali clienti della nuova ibrida americana. Il sito è stato attivato in questi giorni ed è già presente un video che spiega tutte le fasi di assemblaggio di una Volt pre-serie. Da Detroit, fanno sapere che in questo modo “Chevrolet vuole informare nonché attirare tutti coloro che sono interessati alle fonti di energia alternative sui mezzi di trasporto, fornendo così un’ampia visuale di come una Casa costruttrice assembla le proprie vetture ecologiche”.
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Gli ingegneri che stanno mettendo a punto la Chevrolet Volt dovranno darle una impronta sportiva. La nuova berlina elettrica plug-in di General Motors dovrà risollevare le sorti e le casse del gruppo Americano e, secondo le ultime dichiarazioni, lo farà anche con una indole sportiveggiante, grazie ad una messa a punto molto curata nei dettagli.
Lo stesso responsabile dello sviluppo Andrew Farah ha dichiarato ad Automotive News che per la Volt si è cercato di ricreare le sensazioni di una vettura tradizionale: l’erogazione della potenza del motore, il suono, il feeling del pedale dell’acceleratore ed in generale le dinamiche di guida a cui ogni utente è abituato. La scelta di posizionare le batterie nel tunnel centrale ha permesso di posizionare il peso extra molto in basso, ma ha comunque richiesto una rivisitazione globale delle regolazioni e dei parametri normalmente impiegati per deliberare l’assetto standard di una vettura.
Considerando le principali concorrenti, il pensiero va ovviamente alla Toyota Prius: molti di quelli che hanno provato ed utilizzato la giapponese ibrida ne hanno sempre sottolineato la genialità ma, anche, il feeling da “elettrodomestico”, antitesi spesso del piacere di guida inteso nella maniera più tradizionale del termine. E’ probabile che General Motors non voglia creare un nuovo punto di riferimento, rendendo le elettriche persino divertenti, come ha fatto sin dall’inizio Tesla con la Roadster e con la prossima Model S.
Via | Autoblog.com
La Chevrolet Volt debutta su strada: queste foto testimoniano il primo avvistamento dell’ibrida plug-in dalle parti di Detroit. La Volt ritratta nelle immagini è un esemplare di pre-serie finito di assemblare proprio pochi giorni fa che dimostra come l’attesa Chevrolet si stia avvicinando al debutto.
Questa unità è solo la prima di una piccola flotta di veicoli che General Motors realizzerà nel prossimo futuro. Da oggi ad ottobre saranno realizzati 80 esemplari di pre-serie, sui quali collaudatori ed ingegneri percorreranno molti chilometri per definire gli ultimi aspetti dell’auto che arriverà nelle concessionarie.
Come spiegato da Andrew Farah, Ingegnere Responsabile del progetto Volt, saranno assemblati nei prossimi mesi circa 10 veicoli a settimana, vale a dire più di quanto si prevedeva in origine. Avendo a disposizione più muletti, i tempi di sviluppo si accorceranno, i problemi saranno risolti prima e l’auto arriverà sui mercati in tempi più brevi.
Durante un incontro all’Università del Michigan, Tom Stephens (responsabile allo sviluppo del prodotto globale per il gruppo General Motors) ha confermato l’uscita sul mercato della Chevrolet Volt per il novembre 2010. «Considerata l’attuale condizione societaria – spiega –, non vedo perché posticipare il debutto dell’unico jolly in nostro possesso».
Il quale, in seguito alla dipartita Opel, dovrà per forza ricevere un nuovo logo. Stephens non si è espresso in merito, ma l’ipotesi più accreditata (ed economica) prevede l’utilizzo del brand Buick. Il manager ha poi definito la berlina «soluzione ideale, perché risponde alle necessità degli automobilisti».
Via | CarScoop
General Motors ha richiesto oggi 2,6 miliardi di dollari in finanziamenti a basso tasso d’interesse al Dipartimento per l’Energia degli Stati Uniti. Il prestito serve al gruppo di Detroit per lo sviluppo di due ibride plug-in derivate dalla Chevrolet Volt.
Il Dipartimento gestisce attualmente un programma di finanziamento per i costruttori nazionali, al fine di garantire e accelerare l’arrivo nelle rispettive gamme di modelli più efficienti e meno inquinanti. È la terza volta che il colosso di Detroit richiede di attingere ai fondi stanziati dall’ente: con la cifra di cui sopra, il totale delle sovvenzioni chieste da GM al Dipartimento dell’Energia ammonta a 10,3 miliardi.
Ma a cosa servono esattamente tutti questi soldi? GM non l’ha dichiarato esplicitamente, ma secondo informazioni attendibili a Detroit starebbero portando avanti lo sviluppo di due derivate della Volt, di cui una Cadillac dotata della stessa tecnologia presentata sulla EREV Chevrolet: la concept Converj del Salone di Detroit, come anticipavamo, sembra avvicinarsi ad un futuro di produzione.
In mattinata vi abbiamo mostrato le prime foto spia nude (in dimensione francobollo) della Opel Ampera, ed ora è già il momento di aggiornare il quadro sull’ibrida plug-in tedesca, perchè gli amici di GlobalMotors ci hanno gentilmente inviato gli stessi scatti in alta risoluzione.
La nostra conoscenza della nuova elettrica extended-range, gemella europea della Chevrolet Volt, cresce con il passare dei giorni: possiamo dirvi ora che queste foto provengono dall’ambientazione del photoshoot ufficiale, che l’auto disporrà di un’autonomia complessiva di oltre 800 km (60-65 km l’autonomia elettrica) e che i tempi di ricarica completa delle sue batterie agli ioni di litio LG saranno poco superiori alle due ore.
Si avvicina il Salone di Ginevra e il valzer delle fughe di materiali ufficiali si fa più intenso: dopo l’anteprima sull’Alfa 159, ecco un’altra protagonista che esce allo scoperto, seppure solo con i modelli di stile destinati al brevetto. Questo sarà l’aspetto della Opel Ampera, elettrica extended-range attesa in Svizzera il 3 marzo.
L’auto, smascherata dai colleghi di es.autoblog, si conferma la sorella gemella della Chevrolet Volt, la prima auto del gruppo General Motors ad aver ricevuto la tecnologia Voltec. Rimangono dunque le considerazioni sull’originale estetica, del resto sicuramente adatta alla novità intrinseca del modello. Per quanto riguarda gli interni purtroppo, non siamo ancora in grado di mostrarvi nulla.
Il complesso propulsivo (e le prestazioni: 160 km/h, 60 km di autonomia elettrica) rimarrà quello della Chevrolet, con il 1.4 quattro cilindri atmosferico e le batterie agli ioni di litio LG con la singolare disposizione a “T” lungo il pianale.
Opel Ampera: filtrati i bozzetti ufficiali
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Il film “Transformers 2″ sarà trasmesso nelle sale cinematografiche nel prossimo mese di giugno. Le Autobot protagoniste, come sappiamo, saranno cinque vetture della Chevrolet. Da poco è apparso un video pubblicitario, in cui si dà ampio risalto alle varie auto che nella pellicola si trasformeranno nei robot buoni da sempre impegnati nella lotta contro il male.
In questo video si vedono le protagoniste, tutte insieme, per la prima volta: la Chevrolet Volt (Jolt), la Chevrolet Beat (Skids), la Chevrolet Trax (Mudflap), la nuova Camaro (Bumbledee) e la Corvette Stingray Concept, da poco presentata al Salone di Chicago, nel ruolo di Sideswipe. In compagnia delle Autobot ci sono un Optimus Prize, tipico camion americano, e un imponente pick-up GMC. Anche questi fanno parte del gruppo dei robot dall’animo buono.
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In questo video vengono spiegate in inglese le caratteristiche tecniche principali della Opel Ampera, attesa al salone di Ginevra. In realtà si tratta della fotocopia tecnica della Chevrolet Volt, ma è sempre interessante valutare i contenuti di questa avanzata piattaforma ibrida dove il motore benzina svolge più le funzioni di un generatore d’energia che non di un motore tradizionale: secondo gli studi del gruppo GM, l’automobilista medio non percorre più di 50km al giorno e su questo si è concentrato il progetto: la Volt e la Ampera hanno 60km di autonomia in modalità totalmente elettrica, ricaricabile dal motore a benzina in movimento, oppure dalla normale presa di corrente di casa in circa 2 ore e mezzo. E’ una vera e propria rivoluzione, sia nelle scelte tecniche che nella guida di tutti i giorni e molto dipenderà dall’affidabilità e dalla semplicità d’uso di questa tecnologia.
Via | Motorspain

Del resto il teaser era ben più loquace di quanto non sembrasse: la Opel Ampera sarà tale e quale una Chevrolet Volt, con il solo frontale (più regolare per l’americana, con due prese d’aria speculari ai fanali per la tedesca) a rimarcare i differenti lidi di appartenenza nell’orbita General Motors.
Il render realizzato da Auto Express, pertanto, si rivela quanto mai azzeccato e pertinente, se non altro per ingannare l’attesa aspettando le immagini ufficiali. Inoltre ricordiamo che la piattaforma Voltec permetterà alla berlina ibrida Opel di utilizzare il motore a scoppio quale “ausiliario” delle battierie. L’autonomia, in tal guisa, dovrebbe raggiungere i 60 chilometri/litro.
Via | Auto Express (Grazie a Fulvio per la segnalazione)
La Chevrolet Volt e tutte le altre ibride plug-in potrebbero andare incontro a una straordinaria campagna di incentivi negli Stati Uniti: il Senato di Washington sta attualmente discutendo su una proposta di innalzamento da 7500 a 10.000 dollari per quanto riguarda i “tax credits” sulle PHEV. Un esempio pratico? Se la Volt dovesse costare 40.000 dollari, i clienti la potrebbero comprare a soli 30.000, prezzo “pericolosamente” vicino a quello di una Toyota Prius.
Non solo: se inizialmente questo provvedimento era previsto unicamente per i primi 250.000 esemplari immatricolati, ora potrebbe allargarsi fino a riguardare 500.000 automobili. La misura infine, è indirizzata anche ai futuri mezzi commerciali e industriali plug-in, per i quali si parla di incentivi ancor più sostanziosi, tra i 12.500 e i 15.000 dollari.
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