In un post pubblicato nel suo blog ufficiale, Nick Reilly, amministratore delegato Opel, è tornato a parlare dei suoi piani per il futuro della casa tedesca. Pochi e semplici i concetti chiave: riduzione della capacità produttiva, mantenimento degli attuali livelli di produttività e qualità.
Reilly ha inoltre affermato che la nomina del team di dirigenti che sarà presto al timone di Opel è ormai questione di momenti: dopo i due rinvii consecutivi (inizialmente doveva essere presentata ai primi di dicembre, poi nell’ultima parte dello stesso mese), sembra finalmente arrivato il momento delle decisioni. Anche perché l’ad ha fornito qualche primo particolare sulla composizione della squadra.
I nuovi dirigenti saranno “un mix di persone provenienti dall’interno di Opel e Vauxhall ed altre che potranno portare un approccio innovativo dalle loro esperienze esterne”. In termini di offensiva di prodotto poi, Reilly parla di sette novità per quest’anno, la prima delle quali è il Model Year 2010 della Corsa. Dopo di lei sarà il momento della nuova Meriva, che sarà lanciata a marzo al Salone di Ginevra.
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Annuncio senza dubbio sorprendente: il presidente di General Motors Ed Whitacre ha dichiarato ieri a Detroit che il colosso americano ha tutta l’intenzione (e le carte in regola) per tornare a generare profitti già nel corso del 2010, lasciando alle spalle l’anno forse più duro della sua intera storia.
Dopo cinque anni consecutivi di pesanti perdite, GM ha subito nel 2009 l’onta della bancarotta controllata e tutte le sue conseguenze nefaste, dai licenziamenti alle chiusure delle fabbriche sino al sacrificio di due intere case automobilistiche, Pontiac e Saturn, alla vendita di Hummer e all’attuale delicatissima situazione di Saab.
Con i rimanenti sei marchi, Chevrolet, Opel, Vauxhall, Cadillac, Buick e GMC, Whitacre è convinto che GM ha raggiunto il punto d’equilibrio per tornare ad essere competitiva e ripagare per intero il rimanente debito con lo stato e i cittadini americani entro la fine del 2010. “Ci vogliamo liberare al più presto di questo fardello” ha dichiarato il presidente. Secondo gli esperti però, l’ambizione di GM si potrà concretizzare solo se la crisi -soprattutto per quanto riguarda gli Stati Uniti- si esaurirà entro quest’anno…
Nick Reilly, l’amministratore delegato ad interim di Opel e Vauxhall, presenterà durante la prossima settimana la nuova squadra che dirigerà la casa tedesca. Il leggero ritardo rispetto ai programmi è dovuto al fatto che Reilly ha dovuto scorporare, accorpare e più in generale riorganizzare alcuni ruoli precedentemente suddivisi tra la sede di GM Europe di Zurigo ed il quartier generale Opel di Rüsselsheim.
Secondo Automotive News, la dinamica interna che attraverserà GM Europe andrà nella direzione della leggerezza strutturale: il comando dell’operation europea di General Motors si trasferirà a Rüsselsheim e tutte le funzioni attualmente sdoppiate verranno accorpate, in vista di un’ottimizzazione ispirata a quella che ha già interessato Detroit e l’operation americana.
Nonostante Reilly abbia annunciato giorni fa che l’annuncio dovrebbe arrivare a metà settimana, un insider Opel ha rivelato che potrebbero esserci ulteriori ritardi, ma che comunque il team sarà presentato sul breve termine. Anche il nuovo business plan Opel sarà presentato più in là del previsto, si dice nel mese di gennaio.
Già nei giorni scorsi la britannica Vauxhall ha avviato la commercializzazione della sua variante della nuova Astra in Gran Bretagna: i primissimi clienti che l’hanno ordinata nel mese di settembre, hanno già ricevuto le chiavi dei loro esemplari.
Per la cronaca, l’offerta britannica della nuova Vauxhall Astra si compone di cinque unità benzina, con il 1.6 turbo da 180 CV al top di gamma. Per quanto riguarda i diesel invece, si va dal 1.7 CDTI da 110 CV al 2.0 CDTI da 160 CV.
A proposito di operazioni di rebadging, fatta salva l’ormai consolidata condivisione tra Opel e Vauxhall, va detto che la nuova Astra potrebbe ampliare i propri orizzonti: il neonato modello, in una variante a tre volumi attualmente in fase di sviluppo, potrebbe sbarcare anche in Nordamerica sotto l’egida del marchio Buick.
Buone notizie per i dipendenti tedeschi Opel: General Motors ha annunciato che i licenziamenti saranno meno di quanto preventivato recentemente. Per quanto riguarda la storica sede di Rüsselsheim, ad esempio, se nella prima bozza del programma si parlava di 2500 licenziamenti, ora si è scesi a 1950.
L’annuncio, fatto direttamente dall’amministratore delegato Opel Nick Reilly, non sembra in ogni caso sufficiente a soddisfare le richieste sindacali, che erano e rimangono ben diverse. Reilly deve inoltre convincere la Germania e le altre nazioni che ospitano sedi produttive Opel/Vauxhall della bontà del suo piano, superando gli scetticismi avanzati da più parti sulla sopravvivenza a lungo termine delle due case.
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Le trattative per delineare il futuro di Opel e Vauxhall proseguono senza sosta ed è notizia di ieri che si protrarranno anche nel corso della prossima settimana. I rappresentanti del management e dei dipendenti, nonché i responsabili delle fabbriche e i governi coinvolti, si incontreranno per discutere il dettaglio di molti aspetti cruciali ancora da definire.
In particolare, l’agenda della prossima settimana prevede la discussione dei piani di prodotto e produzione per i siti industriali che fanno capo alle due case, la proposta di taglio dei costi e della forza lavoro, le proiezioni sui volumi produttivi futuri ed infine i programmi di investimento.
Il prossimo turno di consultazioni segue a breve distanza di tempo i recenti incontri tenuti da Nick Reilly -nuovo numero uno Opel- con gli azionisti, i rappresentati dei lavoratori e quelli dell’Unione Europea e degli stati che ospitano fabbriche della casa. Nell’occasione, Reilly ha confermato una riduzione della capacità produttiva degli impianti europei pari al 20% ed un conseguente taglio di almeno 9000 posti di lavoro, metà dei quali si perderanno nella sola Germania.
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Nick Reilly è il nuovo amministratore delegato di Opel e Vauxhall. La nomina del manager, che segue le burrascose dimissioni di Carl-Peter Forster dal vertice di GM Europe, è stata ufficializzata nel pomeriggio da Detroit, a conferma delle recenti indiscrezioni che abbiamo riportato. Reilly sarà immediatamente operativo dopo la nomina odierna.
Il suo ruolo sarà quello di traghettare le due controllate europee di General Motors fino all’elezione del prossimo ad, “la cui ricerca è già cominciata” come si legge nel comunicato ufficiale. Il nuovo numero uno ha nel suo passato trascorsi in Opel e Vauxhall e durante il suo mandato dovrà gettare le basi per garantire il successo delle due case sul lungo termine.
Durante il mandato ad interim, Reilly manterrà la carica di presidente di GM International Operations. Hans Demant, vicepresidente di GM Europe Engineering rimarrà a capo del consiglio d’amministrazione della casa tedesca.
General Motors ha da poco comunicato ufficialmente che venderà il 55% di Opel e Vauxhall al consorzio formato da Magna International e Sberbank. A GM rimarrà il 35%, ai dipendenti andrà il 10% della proprietà, mentre lo stato tedesco garantirà nuovi aiuti di stato alla casa automobilistica.
Molti aspetti chiave dell’accordo verranno fissati definitivamente nel corso delle prossime settimane, ma la notizia odierna è che quest’intesa finalmente c’è. Finisce dunque la “telenovela” internazionale che tanto ha fatto discutere negli ultimi mesi.
Per le decisioni di dettaglio sull’intervento pubblico di Berlino, sul costo del piano di ristrutturazione, e per capire quanto questo peserà sulle spalle dei dipendenti, manca ancora del tempo. Tutti gli aspetti comunque, come auspica GM nel comunicato ufficiale, dovrebbero essere definiti entro fine anno. Ma qualcosa lo possiamo già dire. Ecco quello che (non) cambierà in futuro.
Top Gear ha messo a confronto le Vauxhall VXR8 e la HSV Maloo. Si tratta di due vetture prodotte dal costruttore australiano Holden e commercializzate dalla Casa inglese con il proprio brand. La VXR8 è una berlina ad alte prestazioni e la versione utilizzata in questo test è la Bathurst S Edition da 560 CV. Invece, la HSV Maloo è un particolare pick-up equipaggiato con un motore 6.0 V8 da 417 CV di origine Corvette. Per vedere come è andata a finire, basta visionare il filmato, dove compare una Audi S4 utilizzata come metro di valutazione.
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“General Motors non ha intenzione di ricomprare Opel e Vauxhall dopo la loro cessione”, ha rivelato oggi il responsabile delle trattative per GM. Con questa dichiarazione vengono messe a tacere le ipotesi secondo cui GM avrebbe preferito la soluzione RHJ (che includeva l’opzione della “restituzione” della maggioranza una volta completato il risanamento) rispetto a quella di Magna International.
John Smith, il direttore delle trattative per GM, ha poi puntualizzato che Detroit non ha ancora scelto tra i due pretendenti. “Si tratta di un negoziato molto complesso e stiamo risolvendo situazioni molto complesse. Ambedue le offerte sottoposte presentano opportunità e sfide”.
Smith non ha comunque mancato di sottolineare che la proposta di Magna presenta qualche problema in più riguardo la proprietà intellettuale. Queste difficoltà impongono necessariamente, secondo Smith, un ritocco alla proposta attuale. RHJ invece, ha formulato un piano “più completo, lineare e semplice da attuare”.
I sindacati dei lavoratori Opel si sono pronunciati oggi contro l’offerta di BAIC, la multinazionale cinese che intende assumere il controllo del costruttore tedesco.
Gli asiatici hanno recentemente offerto 660 milioni di euro per entrare in possesso di Opel e Vauxhall, ma secondo le rappresentanze dei dipendenti, da parte di BAIC non ci sarebbe un concreto interesse per la sopravvivenza di Opel sul lungo termine. Come se non bastasse, secondo Rainer Einenkel, capo del consiglio di fabbrica di Bochum, la promessa dei cinesi di non chiudere impianti, verrebbe smentita dai fatti.
L’interesse di BAIC dunque, secondo Klaus Franz, numero uno dei consigli di fabbrica Opel, sarebbe rivolto alla sola tecnologia di Opel. Lo scopo, in sostanza, è quello di operare un travaso di know-how in favore dei prodotti cinesi. La stoccata finale dà la misura del “gradimento” di cui gode l’offerta cinese presso Franz: “BAIC non ha alcuna esperienza di come vada l’automotive mondiale”.
Al Goodwood Festival of Speed 2009, Vauxhall metterà nelle mani di Andy Green una Insignia VXR. Green è stato il pilota della Thrust SSC, l’auto che dal 1997 detiene il record mondiale di velocità su terra con i suoi 1228 km/h sul miglio lanciato. La Vauxhall Insignia VXR, altri non è se non la “nostra” Opel Insignia OPC rimarchiata, come di consueto, per il mercato britannico.
Il modello, forte dei 325 CV del suo 2.8 V6 biturbo, prenderà parte insieme ad altre illustri protagoniste alla passerella sulla hillclimb nel corso di due delle Supercar Demonstration in programma al Festival, precisamente quelle alle 9 di mattina di sabato 4 e domenica 5.
Il Festival sarà l’occasione del debutto britannico per il modello, ed ospiterà peraltro un esemplare statico della Bloodhound SSC di Richard Noble, lo stesso direttore del progetto della Thrust SSC. Il siluro, che dovrà sfondare il muro dei 1600 km/h, è un oggettino lungo quasi 13 metri, quindi non sarà difficile individuarlo…
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