Il marchio non è di quelli che fanno battere il cuore degli appassionati, ma Chevrolet in questi mesi durissimi per il mercato dell’auto è stato uno dei pochi a rimanere a galla qui da noi in Europa, con un trend di crescita costante.
Merito di una strategia commerciale azzeccata, che in termini di percezione sta portando la casa americana (quasi) allo stesso livello dei più grandi generalisti europei. Di questo vigore, il Salone di Parigi è specchio fedele.
Tra le tante case presenti infatti, Chevrolet è una delle più prolifiche in termini di novità, con veri e propri pezzi da novanta come la Volt e la Cruze, presentate in première mondiale, la Orlando, prototipo di crossover-monovolume medio (anch’esso in première mondiale) e la Camaro, prima muscle car del XXI secolo a raggiungere l’Europa.
Parigi Live 2008: le tante novità Chevrolet
Continua a leggere: Parigi Live 2008: il ricco stand Chevrolet
Guardandole una dopo l’altra, la 500 Assetto Corse e la EsseEsse, viene da chiedersi se non siano due auto differenti: una è arrabbiata, ma contenuta e discreta; l’altra è violenta, parossismo di grinta e cattiveria. Eppure i cavalli di differenza, quaranta, non sono sufficienti per circoscrivere le modifiche apportate da Abarth.
Basta ricordare l’impegno della “Corse”, come suggerisce il nome, nel campionato monomarca a lei dedicato, o la cura dimagrante – 920 chili a secco – intrapresa eliminando il superfluo.
Da un punto esclamativo ad uno interrogativo. Dalla Megane, cinque porte e coupé, alla concept Z.E.: lo stand Renault non ammette mezze misure. I giudizi possono essere lusinghieri o penalizzanti. In tal contesto la nuova hatchback, presentata in pompa magna dal presidente Carlos Ghosn, va annoverata fra le proposte riuscite. Finalmente, verrebbe da dire.
Soprattutto la variante a tre porte, battezzata coupé senza alcun sensazionalismo, mostra uno spiccato dinamismo, proporzioni azzeccate ed una linea piacevole e senza alcun prospetto criticabile. Ben lontani gli eccssi stilistici della precedente generazione, mai troppo amata per le sue forme ardite.
La versione normale pare non “filarsela” nessuno, quasi fosse un diversivo per spianare la strada alle declinazioni più puntute. Due mesi scarsi di luci della ribalta, per lei, e poi via, dietro le quinte ad approcciare con i grandi numeri di vendite: diesel o benzina poco importa, basta piacere all’utenza europea. Loro, le sportive, avranno tutto il tempo: Autocar torna ad occuparsi delle versioni dinamiche su base Volkswagen Golf, dipingendo un quadro sempre più definitivo.
In attesa di apprezzare dal vivo il “bordino rosso”, la prima a debuttare sul mercato sarà la GTD, equipaggiata con il TDI a doppia turbina del gruppo VAG: gli oltre 200 cavalli e 350 Nm ci coppia la renderanno ben più vicina alla “gi-ti-i” di quanto non sia stata in precedenza. Insomma, non più una sorella povera. Per questo motivo a Wolfsburg avrebbero deciso di sviluppare la GTI Plus, una sorta di R32 attuale a quattro cilindri.
Continua a leggere: La sportività secondo la Volkswagen Golf: le cifre si trasformano in numeri
L’ossessione delle grandi case per la riduzione delle emissioni nocive sta dando come “effetto collaterale” tanti buoni frutti a livello di ricerca e affinamento tecnologico delle auto che guidiamo e guideremo: tutti i big mondiali vogliono fare la loro bella figura, e i coreani di Hyundai non si tireranno certo indietro.
Tra le novità che il gruppo Hyundai-Kia ha in serbo per i prossimi anni, figurano molte delle tematiche più sentite negli ultimi tempi, come l’alleggerimento delle vetture e la scelta del downsizing. Non mancheranno poi nuovi cambi automatici, anche a otto marce, e l’adozione dell’iniezione diretta.
In particolare, tutta la gamma sarà coinvolta nel processo di alleggerimento (la casa vuole scendere del 5% entro due anni rispetto al 2007) e nell’adozione di nuovi motori turbocompressi, mentre per quanto riguarda lo specifico dei segmenti, nei più bassi è programmata una larga diffusione di cambi automatici a sei rapporti, nei più alti l’arrivo di nuove unità a otto marce prodotti autonomamente. Con queste new entries al comparto trasmissioni andranno in pensione i cambi attuali, forniti da ZF e Aisin.
È tutta una questione di posteriore. O, se preferite, di lato B. Tornito, “carnoso”, ad esaltare un corpo vettura seducente e provocante. Basta adattare il terzo volume per concedersi l’appellativo Sportback: maggiore capacità del bagagliaio, maggior pulizia delle linee ed un concetto di sportività inedito rispetto alla classica berlina. In occasione del Salone di Parigi, Mitsubishi svela la Lancer Sportback, cinque porte derivata dalla Prototype-S.
In vendita dal prossimo autunno, verrà offerta con due motorizzazioni benzina, quattro cilindri da 1,5 e 1,8, oltre al diesel 2,0. La versione più interessante, diretta avversaria della Subaru Impreza, sarà la guadagna il calzante appellativo Ralliart (nelle foto quella in bianco), spinta dallo stesso 2,0 MIVEC turbo della Evolution: qualche cavallo e newtonmetro di coppia in meno – 237 e 344 Nm –, non offuscano il cambio a doppia frizione SST e l’Active Center Differential.
Continua a leggere: Parigi 2008: Mitsubishi Lancer Sportback e Sportback Ralliart

All’indomani della presentazione della storica Volt e alla vigilia del debutto mondiale della world car Cruze a Parigi, Chevrolet annuncia ufficialmente le motorizzazioni destinate a questi due fondamentali modelli e rilascia qualche dettaglio su queste nuove unità.
Come avevamo anticipato, la fabbrica che produrrà i motori nascerà a Flint, nel Michigan, città con cui General Motors vive da decenni uno storico rapporto di amore-odio. L’investimento, come previsto si aggirerà attorno ai 370 milioni di dollari e darà vita all’impianto da cui uscirà un 1.4 quattro cilindri, capostipite della “Family Zero“.
Questo propulsore verrà realizzato in due diverse varianti: la prima, aspirata, erogherà 100 CV e sarà destinata a supportare il motore elettrico della Volt; la seconda invece, sarà una pimpante unità turbocompressa capace di 140 CV. Il “millequattro” ha davanti a sè un ruolo ancora più importante nel futuro di General Motors.
Continua a leggere: Chevrolet annuncia le motorizzazioni di Cruze e Volt

Non vi neghiamo che questa evocativa Mercedes Gullwing sia una delle supercar che attendiamo con più trepidazione. Vuoi per il nome che porta, vuoi per la tradizione che recupera, o (soprattutto) per i contenuti tecnici che promette, l’argomento si fa giorno dopo giorno più scottante.
Il modello di serie, di cui ci verrà data anticipazione in forma di concept a Francoforte 2009, arriverà a Ginevra 2010, quindi fra circa 18 mesi, un intervallo di tempo sufficiente a spiegare le ancora pesanti camuffature che la nascondono ai nostri occhi, lasciando intravedere i proiettori diurni anteriori a LED e poco più.
Della C197 (questa la sigla di progetto), si parla da molto tempo, ma i dettagli noti sono pochi e ancora incerti. Il dubbio riguarda lo stesso marchio che la commercializzerà: secondo alcuni infatti, la Gullwing potrebbe essere una AMG e non una “comune” Mercedes, ma questo aspetto è tutto da verificare. Su altri temi tuttavia si concentrano le anticipazioni più fresche.
Continua a leggere: Mercedes Gullwing: nuove foto spia ed anticipazioni
Dopo il piccolo “caso diplomatico” esploso per le rivelazioni che abbiamo fatto riguardo la misteriosissima Lamborghini attesa per Parigi 2008, arrivano le prime conferme indirette -ma fondate- a quanto avevamo anticipato nel movimentato pomeriggio di venerdì: chi ci ha seguiti ha certamente vissuto come noi la concitazione di quelle ore.
Tre giorni fa vi parlavamo di un modello a motore anteriore, dotato di un DNA significativamente diverso da quello di Gallardo e Murciélago: “Sant’Agata porterà in Francia una sorta di granturismo sportiva, coupè o berlina-coupè, questo è ancora da scoprire” scrivevamo settimana scorsa. “C.V.D.” vorremmo dire ora, ma tagliamo corto e passiamo subito agli aggiornamenti.
Secondo alcune fonti interne alla Lambo riportate da Automotive News, il prototipo di Parigi sarà proprio una rivale diretta dell’Aston Martin Rapide e si posizionerà più in alto (per prestigio e prezzi) rispetto ad auto come Mercedes CLS e Porsche Panamera. Il suo nome -derivato da quello dell’uro, un bovino selvatico europeo estinto nel 1627- dovrebbe essere Urus.
Continua a leggere: Parigi 2008: la misteriosa Lamborghini sarà una berlina-coupè di nome Urus?

Parli della Golf e pensi alla GTI. Nomini l’Astra e non puoi non associare la OPC. Sportività sempre e comunque, per la gioia di acquirenti e reparti speciali. E chi, meglio della Renault, è riuscita a fornire assoluta credibilità alla propria divisione sportiva. Merito di Alonso, volendo, ma anche – e soprattutto – di scelte commerciali coraggiose: la R26-R non ha rivali all’interno del proprio settore. Ed ecco, perciò, una credibile anticipazione della prossima Megane RS.
Sì, anticipazione, perché a dispetto dell’ottima fattura, le due immagini in questione sono ancora dei render, semplici anticipazioni grafiche. Fedeli e veritiere, perché difficilmente l’aspetto dell’hatchabck francese si discosterà da quanto mostrato. L’ultima valutazione riguarda il motore: da insaziabili ci aspettiamo un’evoluzione del 2,0 turbo, anche se i suoi 230 cavalli sono ancora graditi. Eccome.

“It is a win, win, win situation”. Miracoli del dowsizing: riuscire ad entusiasmare pure quella “banda” di motoristi incalliti dei tecnici Bmw. Prima i sei, poi gli otto e presto i quattro cilindri: i benefici della sovralimentazione non risparmiano alcun frazionamento. Secondo quanto anticipa Jim O’Donnell, direttore generale della filiale nordamericana del costruttore teutonico, presto verrà introdotto sul mercato un inedito propulsore quattro cilindri turbocompresso.
Offrirà le stesse prestazioni degli attuali sei in linea – precisa il dirigente –, con minori emissioni inquinanti e consumi. Perché, aggiungiamo noi, è questo il vero fine: ridurre la media di CO2 prodotto dai veicoli a listino. L’apparente loquacità di O’Donnel viene meno al momento della domanda più spinosa: quando potremo accertare le sue qualità? La risposta va dedotta dal suo silenzio.
Via | Bimmer File
Quale soddisfazione poter star lì ad ammirarla, nuda ed ammiccante, sapendo di aver di fronte la riedizione di un mito. P538, cinquant’anni dopo: stesse emozioni e batticuori, differente tecnologia ed approccio al prodotto. Lo sviluppo della nuova esclusiva creazione Bizzarrini procede senza intoppi, e queste immagini scattate all’interno del sito produttivo lo confermano.
La volontà di invitare i tecnici ad aumentare l’intensità del loro impiego, però, è irrefrenabile: sbrigatevi, verrebbe da dire, vogliamo vederla quanto prima in carne ed ossa. Poter giudicare il suo corpo vettura in carbonio, modellato attorno ad un telaio di derivazione Arbitrage GT; poter sentir strillare il suo V8 7,0 (lo stesso LS7 montato sulla Corvette Z06), offerto in versione aspirata e turbo-compressa. Scandire il tempo, però, è un controsenso: lei, e l’Ingegnere, sono immortali.


Via | Autoblog.com