Tata, la casa automobilistica del grande gruppo indiano legato anche a Fiat, presenta in questi giorni le versioni 2007 delle Indica hatchback e Indigo station wagon.
Le modifiche estetiche sono state realizzate dalla casa stessa, sul corpo vettura “made in Italy” del modello precedente, e sono concentrate nel frontale (paraurti, calandra, cromature, gruppi ottici a copertura trasparente), nella coda e in alcuni particolari, come le barre portautto sul tetto nella Indigo SW o le minigonne e gli specchi retrovisori esterni bicolore nella Indica.
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Finalmente immagini e qualche dettagli tecnico sulle auto ad aria compressa, proprio dopo pochi giorni dalle voci su un accordo tra MDI e Tata, quindi, di rimbalzo, con interessamento del gruppo Fiat. Il video, in inglese, mostra l’auto nei dettagli e con alcuni schemi di funzionamento. L’importante è non far caso al design del volante ed al rumore del motore, che fa tanto Ape Diesel…
Via | AutoblogGreen.com
Il gruppo PSA Peugeot-Citroën non ha trascorso un ottimo 2006: il ribasso dell’utile netto è stato dell’82,9%, con un calo del risultato operativo pari a -42,3%; il motivo, la flessione delle vendite nel mercato europeo, con la Peugeot 207 presentata da poco tempo e la C3 che non raggiunge più i brillanti risultati degli anni precedenti. Il nuovo presidente di PSA, Christian Streiff, ha però annunciato nel giorno del suo insediamento un piano, chiamato “Cap 2010″, finalizzato al rilancio del gruppo.
In sostanza il piano intende migliorare la redditività ponendo l’attenzione su “qualità, costi, prodotti e internazionalizzazione”: questo attraverso un rimpasto dello “stato maggiore” del gruppo, tagli dei costi di produzione (600 milioni di euro nel 2007), ipotesi di tagli occupazionali, acquisto di materie prime da stati con prezzi più favorevoli.
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Vi ricordate Eolo, la strabiliante auto ad aria compressa dal triste destino? Ebbene, pare che MDI, la società francese di Guy Nègre ancora esistente e proprietaria della tecnologia, abbia raggiunto un accordo con Tata Motors, il costruttore indiano ben noto in Italia anche per i legami con Fiat.
L’accordo prevede lo sviluppo congiunto della tecnologia ad aria compressa, partendo da quella già sperimentata sui primi veicoli MDI. Secondo Le Blog Auto, il funzionamento di questo motore richiede attualmente una ricarica di 4 ore attraverso una normale presa di corrente, con un costo stimato (in Francia) di circa 1,50 euro e un’autonomia di 150 km; l’obiettivo è di accorciare i tempi di ricarica (si parla di 3 minuti), mantenendo i costi competitivi (ca. 2,50 euro) rispetto ad un motore ad alimentazione tradizionale (circa 9 euro).
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Riprendiamo le fila di un discorso che parte da lontano: Tata anncunciò tempo addietro la realizzazione di una vettura da 100.000 rupie (circa 2.200 dollari), cui fece seguito l’avvio della costruzione di un’apposita fabbrica nel Bengala ovest, con un investimento di 173 milioni di euro.
Nel frattempo venne stipulato l’accordo tra Fiat e la casa di Ratan Tata (che di Fiat è membro del consiglio di amministrazione) per la vendita di vetture col marchio italiano in India e l’avvio di altri progetti. Infine, la notizia che la nuova utilitaria “low cost”, destinata a 45 milioni di motociclisti e scooteristi indiani, verrà realizzata proprio insieme a Fiat.
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Prendete una Tata Indigo, berlina recentemente ristilizzata della casa indiana, in parte legata anche all’Italia: Tata ha attualmente rapporti di collaborazione con Fiat, mentre la Indigo (e la due volumi Indica) sono firmate, nella versione originaria, dall’I.DE.A Institute di Torino. Aggiungete 20 cm di lunghezza, distribuiti tutti nel volume di coda, ed allestimenti inediti per questo genere di vetture… ed ecco la prima ammiraglia “low cost”, la Indigo XL!
Esteticamente, colpisce all’occhio (in negativo) la sproporzione della zona posteriore, con passo di 2650 mm - ben 20 cm in più rispetto alla versione normale, porte più ampie e coda “sottile”. In compenso i posti posteriori sono diventati comodissimi, con regolazioni autonome delle sedute, schermi LCD incorporati nei poggiatesta anteriori, impianto DVD, bracciolo con porta-calici integrato (!), tavolini, presa da 12 V, climatizzazione separata; il cassetto porta-oggetti anteriore è refrigerato, e non manca il sistema viva voce Bluetooth.
Come avevamo anticipato, si allarga ufficialmente l’accordo tra Fiat e Tata: è stato infatti annunciata una nuova join-venture in merito alla gestione comune dello stabilimento di Ranjangaon, in India, già posseduto da Fiat ma non utilizzato.
In questa struttura, capace di realizzare oltre 100.000 auto e 200.000 motori e cambi l’anno, verranno prodotte le Fiat Grande Punto e Linea (nella foto) sia per il mercato indiano che per l’esportazione - presumibilmente per i soli mercati emergenti. L’accordo si aggiunge così al precedente, che riguardava la vendita di vetture con marchio Fiat nei concessionari Tata indiani.
Tata Motors, la fabbrica automobilstica indiana nota anche in Italia per i recenti legami con Fiat, aggiorna la propria 3 volumi Indigo, che verrà messa in vendita prima nel mercato interno e poi, dalla prossima primavera, negli altri paesi. La berlina, che ricorda un po’ la Fiat Siena, proveniendo originariamente dalla stessa “matita” italiana (l’IDEA Institute di Moncalieri), si rinnova in alcuni particoalri, anche per far fronte alla concorrenza di nuovi modelli che cercano di entrare nelle classifiche di vendita del promettente mercato indiano.
La vettura mantiene sostanzialmente l’aspetto del 2002 (l’Indica 2 volumi è invece del 1998), con alcune modifiche a frontale e coda, e con nuovi dettagli (fari, cerchi, specchietti, cromature, ecc.). Novità anche all’interno, con rivestimenti a due colori e volante in pelle; è perfino disponibile un sistema multimediale con due schermi TFT disposti nel retro dei poggiatesta anteriori. Le motorizzazioni sono due: 1.4i a benzina da 85 CV, con allestimenti GLX, GLS e SGX, e 1.4 TD da 71 CV (LX, LS, SX). I prezzi non sono ancora stati comunicati; l’attuale versione, che la nuova andrà a sostituire, è acquistabile a partire da 12.175 euro.