Enel e il Comune di Pisa hanno firmato oggi l’accordo per la creazione della rete di ricarica destinata alle Smart Electric Drive. La piccola biposto in versione elettrica sarà presto al centro di un progetto di sperimentazione che coinvolgerà un gruppo di cittadini volontari e servirà a dare indicazioni sul comportamento della vettura prima della sua commercializzazione.
Il progetto “E-mobility Italy” prevede la nascita di 100 punti di ricarica dislocati in tutta la città, la maggior parte dei quali si troverà in luoghi pubblici. Secondo Enel, se il 15% delle auto circolanti nella sola provincia di Pisa fossero elettriche, si risparmierebbero oltre 35.000 tonnellate di CO2 all’anno, e si avrebbe una riduzione altrettanto forte delle altre sostanze inquinanti.
Le colonnine di Pisa entreranno in funzione a settembre 2010, dopo uno studio preliminare di ubicazione sulla base delle caratteristiche urbanistiche della città, delle esigenze degli utilizzatori, dei flussi di traffico cittadini e della specificità dei mezzi di trasporto pubblico. Manca dunque meno di un anno a questo importante appuntamento.
Anche la piccola Smart si è presentata al Salone di Francoforte 2009 con un programma interessante: certo, niente a che vedere con i fuochi d’artificio di mamma Mercedes o degli altri colossi tedeschi, che quando sentono aria di casa tirano fuori il 101%, ma comunque le novità non mancano.
Al centro dell’attenzione c’è ovviamente la Smart Electric Drive: per la variante elettrica, Francoforte è l’ultima apparizione in un Salone prima della produzione, che partirà a metà novembre nella fabbrica francese di Hambach. La fondamentale differenza con la Smart elettrica di prima generazione, rimasta ad uno stadio praticamente prototipale, è che qui vengono adottate le evolute batterie agli ioni di litio, sistemate peraltro in modo da non intaccare lo spazio a disposizione degli occupanti.
Il motore elettrico, posizionato sull’assale posteriore, eroga 41 CV e 120 Nm sin dal minimo regime di rotazione. Le batterie inoltre, possono essere ricaricate da una normale presa di corrente, al prezzo di soli 2 euro per un “pieno”, stando ai prezzi attuali dell’energia in Germania. L’autonomia della Smart ED è di 135 km. Fra un paio di mesi inizierà dunque il leasing nelle città pilota europee e statunitensi, che coinvolgerà in Italia Roma, Milano e Pisa, in vista della commercializzazione vera e propria, in programma per il 2012.
Salone di Francoforte 2009: il programma di personalizzazione Smart Brabus Tailor Made
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Brabus rilascia nuove immagini ufficiali della Smart Ultimate High Voltage, presentata come concept car allo scorso salone di Ginevra. Dove ci chiedemmo – domanda retorica – se potesse mai avere un futuro commerciale. Ed invece, mai sottovalutare un preparatore: Brabus ha infatti comunicato le specifiche definitive, stadio precedente la produzione. Di cui, comunque, non vengono fornite date.
La due posti è così equipaggiata con un pacchetto di batterie (agli ioni di litio) sviluppato con Tesla Motors, accreditato di 82 cavalli e 280Nm di coppia a partire da 0 giri: grazie al peso piuma, la ForTwo schizza a cento all’ora in 9.8 secondi. Magari con cerchi in lega dal diametro inferiore ai 18 pollici potrebbe limare qualche decimo, ma andatelo a spiegare voi al tuner…. Che non ha invece alcun timore nell’adottare un “generatore di rombosità”, con precaricati i timbri vocali di V8 americani o auto da corsa.
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Il Salone di Francoforte 2009 è stato per Smart all’insegna della Electric Drive, la variante elettrica sempre più vicina alla produzione e alla commercializzazione.
L’auto che vedete nelle nostre immagini, altri non è se non il modello “production-ready” che in novembre inizierà ad essere assemblato sulle sue linee di montaggio di Hambach, Francia. Cuore del progetto le avanzate batterie agli ioni di litio, sistemate in una posizione strategica per non rubare spazio ai due occupanti dell’abitacolo.
Il motore elettrico, sistemato chiaramente sull’assale posteriore, eroga 41 CV e 120 Nm e l’auto può essere ricaricata da una normale presa di corrente. Ai prezzi tedeschi dell’energia elettrica, un “pieno” costa solo due euro e basta a percorrere 135 km, autonomia ben superiore dunque alle necessità di una citycar. L’era della Smart elettrica partirà con un programma di leasing di 4 anni/60.000 km in alcune metropoli europee (tra cui Roma, Milano e Pisa) e statunitensi, in vista della commercializzazione vera e propria, che arriverà nel 2012.
Francoforte 2009: lo stand Smart
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L’italiana Evotek ha presentato un kit per trasformare la Smart ForTwo in una auto elettrica, in occasione del raduno internazionale “Smart Times 09″ a Zell am See, in Austria. L’azienda di Maranello ha sviluppato un sistema che utilizza batterie al piombo con una autonomia di circa 80 km, con una velocità massima di 70 km/h ed una accelerazione da 0 a 50 km/h in 6 secondi.
La ricarica rapida all’ 80% avviene in 55 minuti, mentre quella completa richiede 5 ore. Il caricabatterie si trova a bordo dell’auto ed il peso complessivo è limitato ad 817 kg. Al momento sono disponibili due versioni, una con motore singolo trifase ed uno con gemellare e trasmissione a cinghie.
Il kit nasce sopratutto per convertire auto usate, magari con una meccanica già molto sfruttata: una Smart usata riconvertita dalla Evotek ha un prezzo di partenza di 13.650 €, mentre il solo kit ha un costo 7.100 €, che salgono ad 8700 € se viene installato dall’azienda stessa. I prezzi sono relativi alla versione con motore singolo ed iva esclusa.
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A partire dal prossimo novembre, Daimler produrrà i primi esemplari della Smart Electric Drive. Destinati ad alcune capitali europee e statunitensi – Berlino in primis, poi Amburgo, Parigi, Roma, Madrid, Milano e Pisa –, così da limare le acredini giovanili in vista del debutto in serie, nel 2012. Anche se non vi dovrebbero essere colpi di scena: Tesla garantisce il marchio Doc.
Il costruttore californiano fornirà le medesime batterie agli ioni di litio già utilizzate dalla Rodaster, in virtù dell’accordo siglato con il gruppo tedesco nello scorso maggio. La Smart Electric Drive è spinta da un propulsore in grado di erogare 41 cavalli e 120Nm di coppia, più che sufficienti per la marcia cittadina: i 60 km/h vengono raggiunti in 6.5 secondi, mentre la velocità massima è limitata a 100 km/h.
Numeri poco soddisfacenti? Frugalità è la parola d’ordine: bastano due Euro per un ciclo di ricarica, da compiere in 3-4 ore nella normale presa di corrente casalinga. L’autonomia è di 115 chilometri.
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Nel mese di settembre partirà il concorso che sceglierà i cento automobilisti che da settembre 2010 potranno guidare una Smart Electric Drive. Dal loro feedback dipenderanno alcuni dettagli del modello e molti dei servizi ad esso legati. I cento collaudatori saranno scelti con un accurato test: il compito che li aspetta è infatti tutt’altro che banale.
Il progetto pilota per il lancio delle Smart elettriche in Italia coinvolge anche Enel ed il suo piano E-mobility Italy. Nelle tre città in cui verranno immesse le Smart (Roma, Pisa e Milano), Enel creerà 400 punti di ricarica intelligenti. “L’idea è far comunicare la Smart con la colonnina di ricarica: la macchina verrà riconosciuta dal sistema e attraverso una gestione integrata della bolletta della luce, il consumatore potrà addebitare direttamente sul suo conto l’energia utilizzata, senza dover pagare sul momento.”, ha spiegato Andrea Valcalda, Responsabile Innovazione e Ambiente Enel.
Obiettivo dell’azienda sul lungo termine è ampliare il numero di colonnine disponibili sul territorio: “La metà degli italiani ha un garage privato, dobbiamo coprire il restante 50% della popolazione che per ricaricare la macchina dovrà utilizzare un garage privato o uno spazio pubblico in cui la macchina possa sostare per un minimo di 3 ore, tempo minimo per la ricarica veloce”, ha concluso Valcalda.
Via | Motori24

Daimler sta valutando la possibilità di collaborare con Renault attraverso Smart, per rilanciare un modello 5 posti dopo il fallimento della prima ForFour. Il primo modello nacque grazie alle sinergie con Mitsubishi, ma fu un flop e la sua produzione fu interrotta poco prima di lanciare la concept SUV ForMore.
Da tempo si parla di un ritorno di Smart ad una vettura più grande della ForTwo e secondo Daimler i tempi sono maturi: il mercato si sta indirizzando verso vetture più piccole ed ecologiche ed un partner affidabile come Renault potrebbe essere la carta vincente: ambedue i gruppi hanno studi concreti anche su versioni ibride ed elettriche, motivo in più per lanciarsi in un progetto comune.
Via | Autointernationaal
Daimler AG ha ceduto alla Aabar Investments di Abu Dhabi il 40% delle azioni Tesla. Dailmer aveva acquistato a Maggio il 10% della casa americana, specializzata in vetture elettriche ed ha oggi ceduto questa consistente parte al nuovo parter arabo.
L’accordo strategico con Tesla permetterà a Daimler di utilizzare le batterie al litio americane nel primo lotto di 1000 Smart For Two ED elettriche, ma la collaborazione andrà avanti con uno scambio di know how ad ampio spettro tra le due case. La Aabar Investments PJSC, già proprietaria del 9,1% di Daimler AG dal Marzo di quest’anno, è interessata a sviluppare nuovi progetti per la riduzione delle emissioni di CO2 e di veicoli elettrici. L’investimento su Tesla consentirà di raggiungere in tempi brevi questi scopi comuni.
Smart ha confermato oggi la produzione della versione elettrica della ForTwo. La Smart ForTwo ED, dopo il successo dei primi esemplari collaudati in Gran Bretagna, arriverà presto sul mercato, pur se inizialmente in serie limitata. Le consegne della piccola elettrica cominceranno in Europa all’inizio del 2010.
Dopo 18 mesi di test dunque, il cammino della Smart elettrica prende una svolta decisiva verso il completamento del progetto. La piccola biposto erogherà 41 CV e raggiungerà i 50 all’ora in 6,5 secondi.
Prestazioni destinate a migliorare sensibilmente con la seconda generazione della ForTwo ED, che vanterà inoltre tempi di ricarica più brevi ed autonomia maggiore. Il Gruppo Daimler avvierà a breve i collaudi su strada di questa prossima generazione.
Via | Automocionblog
I tedeschi di Daimler AG, il gruppo che riunisce i marchi Mercedes, Maybach e Smart, hanno comprato il 10% della proprietà di Tesla Motors, casa californiana specializzata nella produzione di auto elettriche, come la Roadster e la recente Model S. “Questo investimento stringe il legame tra gli inventori dell’automobile ed i leader del nuovo segmento delle auto elettriche”, si legge nel comunicato che ufficializza l’operazione.
Daimler e Tesla hanno già collaborato nel passato recente: il frutto del loro lavoro congiunto sono state le batterie agli ioni di litio -e la relativa, raffinata elettronica di controllo- che monta la Smart Electric Drive, modello prodotto finora in una prima serie limitata di 1000 unità. Solo apparentemente meno importante, ma alla luce di questi sviluppi altrettanto indicativo, è stato il debutto della Tesla Roadster Brabus, nata con la collaborazione del più famoso preparatore Mercedes.
Nel comunicato appena diramato si legge che “l’investimento di Daimler permetterà alle due case di collaborare ancora più strettamente sull’affinamento delle batterie agli ioni di litio, sulla propulsione elettrica in generale e sulla progettazione di prossimi modelli elettrici interamente nuovi”. Dopo la presentazione della S 400 Hybrid, la prima ibrida al mondo con le batterie agli ioni di litio, Mercedes compie un passo decisivo verso la produzione dell’auto elettrica.
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Fino ad oggi le auto completamente elettriche hanno costituito parte di esperimenti più o meno limitati, in senso geografico e più propriamente quantitativo. Uno dei maggiori ostacoli alla diffusione dei veicoli a zero emissioni proviene come noto dalla nascita delle infrastrutture di ricarica. Ma anche la standardizzazione di esse costituisce un problema: per superarlo si stanno adoperando in Germania Daimler AG ed il fornitore di energia elettrica RWE, che collaborano sulla Smart ED.
Le due aziende puntano alla definizione di standard che siano tali per tutti: allo scopo hanno preso il via alcuni contatti preliminari con altri 20 soggetti operanti a livello europeo, dagli energy providers nazionali ad altri costruttori automobilistici. Già entro aprile, secondo le aspettative di Daimler ed RWE, dovrebbe essere raggiunto un accordo preliminare sulle spine e le prese che saranno adottate in futuro.
Quello che è mancato finora ai costruttori, impegnati singolarmente in progetti di collaborazione con produttori di batterie o fornitori di energia, è stato proprio un coordinamento trasversale, senza il quale le elettriche saranno condannate a rimanere un fenomeno marginale: chissà che non sia questa la volta buona per fare il grande salto.