Fritz Henderson ha dichiarato che General Motors sta valutando la possibilità di cedere lo stabilimento di Wilmington e la produzione delle spider Pontiac Solstice e Saturn Sky. Si tratterebbe di una operazione simile a quella messa in piedi da Chrysler per la cessione della Dodge Viper, per monetizzare progetti di nicchia che, comunque, posso avere un loro mercato.
Solstice e Sky sono le sorelle americane della Opel GT e sono dotate del 4 cilindri Ecotec Turbo da 260Cv. Anche la Spider Opel è prodotta in questo impianto del Delaware e, di conseguenza, si aprono possibili scenari tutti da capire circa il futuro del modello Europeo. Chissà che un eventuale accordo Fiat-Opel non porti persino una spider a trazione posteriore nel gruppo italiano.
Via | Egmcartech
La vendita di Saturn porterà General Motors a perdere in solo colpo il 25% delle auto ibride a listino, visto che il giovane marchio americano ha da sempre proposto motorizzazioni piccole e recentemente versioni ibride della propria gamma.
I progetti originali prevedevano l’arrivo di un ibrido plug-in ed un Two-mode Hybrid con batterie al litio: Tom Stephens di GM ha confermato in una intervista ad Automotive News che questa ricerca non sarà sprecata, infatti queste tecnologie saranno comunque lanciate sul mercato a partire dal 2011 su modelli dei brand “rimasti” nel gruppo. Chevrolet sembra quella con meno problemi in merito, visto che la Volt procede a gonfie vele verso l’attesissimo debutto commerciale, ma Buick, Cadillac e GMC potrebbero trarne interessanti vantaggi.
Via | MotorAuthority
A distanza di un siolo giorno da quando GM ha annunciato l’inizio della fase cruciale della cessione di Saturn, arriva dall’America la notizia che Roger Penske potrebbe essere l’acquirente della casa automobilistica. Il nome di Penske, legato soprattutto alle corse Indy e negli anni ‘70 anche alla Formula 1, non è comunque nuovo ai contatti con il mondo della produzione. Roger è infatti l’importatore ufficiale del marchio Smart in America, nonché il titolare della terza più grande rete di concessionari degli USA.
A dare la notizia dei contatti tra il Penske Automotive Group e GM è stato il Wall Street Journal, cui ha replicato un portavoce dell’azienda confermando ufficialmente l’interesse per Saturn, ma sottolineando contemporaneamente che al momento attuale “ancora è presto per dire se l’operazione andrà in porto”.
Penske non è il primo a mostrare interesse per la casa automobilistica messa in vendita da Detroit: prima di lui anche Black Oak Partners, un fondo d’investimenti con sede ad Oklahoma City si è fatto avanti, grazie anche al supporto di alcuni concessionari Saturn, per rilevare la maggioranza dell’azienda e della relativa rete di vendita.
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Dopo aver annunciato lo scioglimento dei rapporti con il marchio Saturn nello stesso comunicato in cui veniva ufficializzata la chiusura di Pontiac, General Motors rende noto oggi che la cessione della casa è entrata nella sua fase operativa. La scadenza fissata per fine 2009 dunque, sarà con ogni probabilità largamente rispettata.
Ad oggi, fanno sapere da Detroit, un discreto numero di potenziali acquirenti ha mostrato un interesse concreto nei confronti della casa, fondata nel 1985, e della relativa rete di vendita, i cui responsabili saranno continuamente informati da Detroit sulle evoluzioni della vicenda.
Mattone dopo mattone, marchio dopo marchio, continua inesorabile il processo di smantellamento della “Grande GM” che ha segnato la storia dell’auto americana. Il prossimo futuro ci consegnerà, nelle intenzioni del management, una compagnia più snella, agile e proficua sotto ogni punto di vista.
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Dopo 83 anni di vita, il marchio Pontiac chiude i battenti: le gravissime difficoltà della casa madre General Motors hanno portato a prendere definitivamente la dolorosa decisione nei confronti della controllata. Le indiscrezioni dei giorni scorsi, soprattutto dall’altra parte dell’Atlantico, erano troppo insistenti e documentate per svanire nel nulla.
La mossa rientra nello storico piano di risanamento del colosso malato, e sarà attuata a fine 2010. Da quel momento in poi, come si legge nel comunicato diramato da Detroit, GM si concentrerà su quattro “core brands”: Chevrolet, Cadillac, Buick e GMC”.
Contestualmente il gruppo ha annunciato che scioglierà i rapporti con Saab, Saturn e Hummer al più tardi entro fine anno. La svolta è storica: la “grande” GM cessa di esistere. Ora, l’obiettivo del management è quello di creare “una struttura nuova, più agile, leggera e proficua”. Al più presto.
Il futuro di General Motors è incerto, ma quello di Saturn è segnato: se nessuno si interesserà al brand, andrà nel dimenticatoio automobilistico con o senza la Casa madre. Però, si stanno aprendo spiragli di speranza per il marchio giovanile che GM creò dal nulla, a cavallo tra gli anni ‘80 e ‘90. La società di private equity Black Oak Partners LLC, di concerto con un certo numero di concessionari, ha presentato un’offerta di acquisto per il rilevare Saturn.
A breve, i vertici della società finanziaria incontreranno i manager di General Motors. Dietro a Saturn, comunque, ci sarebbero altri potenziali clienti, solo che questi hanno chiesto di continuare in segreto le trattative. A spiegare meglio i retroscena di questa cordata è stato Carl Galeana, titolare di due concessionarie Saturn nell’area di Detroit.
Galeana ha affermato che “Saturn è un brand che genera ancora tanto interesse attorno alle proprie vetture e ha saputo ritagliarsi un ruolo ben preciso nella storia automobilistica statunitense. Tanti sono i clienti Saturn negli USA e, ancor di più, sono quelli potenziali e non vogliamo deludere nessuno”.
Il portavoce dei dealers Saturn ha, inoltre, aggiunto che “la nuova proprietà non intende sviluppare modelli propri ma allestire auto già presenti per adattarle ai gusti propri del mercato nordamericano”. Insomma, continuare a proporre auto come le attuali Astra, Aura, Sky e Vue che derivano da vetture della gamma Opel. Da parte di GM non sono arrivate smentite dell’interesse da parte di Black Oak Partners LLC, ma a Detroit hanno consigliato di non fare alcun tipo di speculazione.
Via | LeftLaneNews
Il nuovo CEO General Motors Fritz Henderson è tornato a parlare della strategia per il futuro di General Motors, consapevole che il governo americano attende rapidamente qualcosa di concreto e l’opzione di un fallimento controllato è sempre dietro l’angolo.
Il Gruppo GM si dividerà in due parti, mantendendo uniti i marchi di maggiore successo. Troveremo quindi Chevrolet, Corvette e Cadillac, mentre Pontiac, GMC e Buick saranno riunite in una nuova entità, dove sarà rivisto il mix di modelli e brand per ottimizzare la resa sul mercato. Gli sforzi maggiori saranno comunque indirizzati ad ibrido ed elettrico, come dimostra l’accordo con LG per le batterie della Volt e la presentazione del progetto P.U.M.A. in collaborazione con Segway al salone di New York.
Saab, Hummer e Saturn rappresenteranno l’altra parte di General Motors, da riunire sotto una nuova identità con la speranza di trovare presto compratori per “disfarsi” dei debiti oppure, come ultima soluzione, per essere tutti eliminati e chiusi definitivamente. La rete vendita sarà riorganizzata e sopratutto ridotta numericamente, proprio come avverrà per General Motors stessa, che va incontro ad un downsizing totale. Non mancano comunque ulteriori contrattempi: è di ieri la notizia di un maxi richiamo da 1,5 milioni di esemplari per il costruttore di Detroit, a causa di un rischio incendio su veicoli costruiti da 1997 al 2003.
Via | Worldcarfans (grazie a Ryuk Shinigami per la segnalazione)
General Motors ha deciso di cancellare la Cadillac XLR dai listini: la roadster 2 posti, disponibile anche nella versione sportiva XLR-V, non ha avuto il successo sperato e nel 2008 è stata venduta in appena 1250 esemplari. Solo 40 operai sono coinvolti in questo cambiamento, visto che si trattava comunque di un modello di nicchia costruito quasi su richiesta.
Continua a leggere: General Motors: cancellata la Cadillac XLR, Saturn prosegue fino al 2013
Arrivano dall’America nuove notizie sugli sviluppi della crisi General Motors: gli ultimi aggiornamenti sembrano andare nella direzione di una clamorosa cessione di Saab (smentita solo due settimane fa) allo scopo di ottenere il finanziamento governativo.
GM, come ben sapete, necessita assolutamente del denaro pubblico per rimanere operativa nei prossimi mesi ed evitare la bancarotta. A lei, dei 25 miliardi complessivamente richiesti dalle Big Three, ne spetterebbero 12. Per averli però, sembra sia necessario passare per la vendita dei tre marchi Pontiac, Saturn e -soprattutto- Saab. Vediamo perché.
Continua a leggere: GM cederà Saab per ottenere il finanziamento governativo?
Il debutto del pianale Kappa di General Motors è avvenuto nel corso del 2006, quando sono state presentate le piccole sportive Opel GT, Pontiac Solstice e Saturn Sky, ma il gruppo americano sta già lavorando alla piattaforma Kappa II che ne prenderà il posto.
Secondo le più recenti informazioni tuttavia, a Detroit avrebbero deciso di interrompere i lavori a causa dei costi troppo elevati e delle future leggi americane sulle emissioni nocive.
Del resto, i prossimi standard CAFE hanno già recentemente segnato il destino di una famiglia di grandi berline Chevrolet, Buick e Cadillac basate sulla piattaforma Zeta, quindi un’eventuale sacrificio delle auto costruite sulla Kappa II non sarebbe del tutto inaspettato.
Continua a leggere: GM ferma i piani per la piattaforma Kappa II?
Il colpo di grazia è arrivato dagli analisti della Merrill Lynch, che hanno definito “non impossibile” una bancarotta per il gigante di Detroit, se la tendenza del mercato mantenesse il pericoloso trend attuale. Secondo le ultime indiscrezioni la situazione finanziaria di General Motors richiede interventi ancora più drastici di quanto non fosse già stato pronosticato: oltre alla confermata cessione di Hummer, il colosso americano potrebbe essere costretto a vendere anche Buick, Saab e Saturn.
L’alternativa potrebbe essere quella di ridurre la produzione, ma ciò non eliminerebbe costi fissi e di gestione molto onerosi per il gruppo. Allo studio anche grossi tagli del personale, dal momento che la liquidità scarseggia ed in borsa il titolo è ai minimi storici, a causa anche del pesante -16% sulle vendite USA dall’inizio dell’anno.
Via | Ilsole24ore (grazie a Gnovis per la segnalazione)

La debolezza dell’Euro sta aprendo nuove prospettive per i costruttori Europei e, dopo l’annuncio di ieri relativo ai piani Alfa Romeo, anche Opel, attraverso la voce del responsabile del marchio Hans Demant, fa sapere di essere interessata ad una soluzione analoga per la realizzazione di una fabbrica in territorio statunitense.
Del resto l’Astra è già presente in America con il marchio Saturn e le vetture vengono attualmente prodotte ad Anversa, in Belgio. Una soluzione del genere potrebbe anche dare la possibilità ad Opel di concretizzare un’altra idea: proporre Corsa e la nuova Insignia anche agli Americani.
Via | Autolinknews.com